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Incredibile Petrucci

alberto marzagalia

Incredibili dichiarazioni del presidente della FIP Gianni Petrucci, in un’intervista alla Gazzetta del Salento.

«La ACB ha ripreso? E’ un paragone impossibile. Hanno palazzetti più piccoli ma migliori rispetto ai nostri, dotati di aria condizionata. Per cui si sono potuti preparare al meglio. E’ vero che hanno concentrato tutto in pochi giorni, ma tant’è. Rispetto la loro scelta, ma confermo la bontà di quanto abbiamo fatto, fermandoci nel momento in cui c’erano più di mille ricoverati al giorno nelle terapie intensive italiane. Lo abbiamo deliberato su indicazione autonoma delle leghe. Non credo siamo stati eroici, ma abbiamo il merito di aver usato il buon senso. In serie A i giocatori americani sono andati via tutti subito, era impossibile garantire l’eguaglianza competitiva, senza contare i problemi economici come conseguenza del lockdown, dalla mancanza di di incassi alla rinegoziazione dei contratti con gli sponsor. Non c’erano le condizioni per interrompere e poi riprendere. Una volta rinviati i Giochi Olimpici, tutto il resto non poteva che venire di conseguenza».

Ora, che tante uscite del presidente federale ci abbiano lasciati perplessi è una realtà, ma almeno si trattava di opinioni, rispettabili anche quando fantasiose e poco condivisibili. Che lo faccia uno qualunque può lasciarci indifferenti, ma se a farlo è il presidente federale, francamente, ne nasce uno stato di grande disperazione rispetto ad uno sport che amiamo e che vediamo preso a pallate da chi dovrebbe gestirlo.

Nel dettaglio ci permettiamo, non senza qualche triste sorriso, di contestare tutto quanto affermato da Petrucci.

Palazzetti spagnoli più piccoli? 149129 spettatori è la capienza totale per le 18 squadre iberiche, a quasi 8285 per arena. 7 squadre giocano in palazzi da più di 10000 spettatori, 10 superano le 8000 presenze possibili sugli spalti. Nessun arena spagnola è inferiore ai 5000 posti e solo tre stanno al di sotto delle 6000 unità.

L’Italia? 5703 posti di media per un totale di 102662. Sono i dati della stagione 2019/20 (perché la comunicazione della Lega indica, dal suo sito, la Vitifrigo Arena di Pesaro a 6119 presenze potenziali, quando invece ne può contenere fino a 10323?). Ben tre arene intorno ai 3500 posti e 6 sotto i 4530. Serve altro?

Aria condizionata ed organizzazione possibile grazie a queste caratteristiche? Presidente, in Spagna si sta giocando solo a Valencia… Cosa c’entrano gli altri palazzetti?

I giocatori americani se ne sono andati subito? Ma chi glielo ha permesso? Chi non ne ha gestito il possibile rientro? Se è come dice Petrucci allora ha perfettamente ragione Zanetti, patron virtussino, quando dice che diversi club non vedevano l’ora di liberarsene per non pagarli… E se è così, che quadro emerge del nostro gioco?

La mancanza di introiti derivanti dagli incassi e dagli sponsor crede che non riguardi anche la Spagna? Suvvia, è cosa che si può analizzare con una certa facilità.

Scelta presa quando vi erano più di mille ricoverati in terapia intensiva ogni giorno? Per favore, nel massimo rispetto di chi ha sofferto veramente, di cui noi non parliamo proprio per quel rispetto, la velocità con cui si è deciso in questo modo lascia pensare, in base a quanto espresso prima. Non vi è alcuna ragione per cui fosse impossibile riprendere, semplicemente lo si è scelto. La Lega lo ha fatto e se ne è presa le responsabilità, arrendendosi senza provarci, con l’avallo federale che il presidente oggi riconferma. Faceva comodo a qualcuno? Forse, in Lega noi non c’eravamo ma abbiamo orecchie attente per sentire cosa dice chi invece c’era. Senza pregiudizi o simpatie, che abbiamo smesso da tempo di avere, se non per il gioco.

Giochi Olimpici? Siamo limitati, lo ammettiamo, non capiamo il legame che potrebbe avere l’annullamento delle Olimpiadi con la frettolosa decisione di Legabasket.

Tutti abbiamo avuto dubbi, tutti siamo stati colpiti, anche personalmente dall’accaduto: non sapevamo cosa fare, ci abbiamo riflettuto cambiando idea ogni 30 secondi. E’ la gravità dell’ignoto, ma tutti noi ci abbiamo provato fino in fondo, magari arrendendoci, ma non senza aver combattuto.

Ciò che sostiene oggi il presidente della FIP è una mazzata per chi ama il gioco, oltre che parere farcito da una serie di inesattezze che mettono i brividi perché espressi da una carica che almeno le informazioni basiche dovrebbe averle. E’ tutto triste, molto, molto triste.

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