Lo scacco di Milano a Valencia lo firmano Della Valle e… Ponsarnau

I cinque punti di analisi del successo di Olimpia Milano su Valencia: Bojan Dubljevic, Jaume Ponsarnau, Amedeo Della Valle, difesa, Mack e White

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Dopo cinque sconfitte in fila ritorna al successo Olimpia Milano, autoritaria nei 28 punti concessi a Valencia nella ripresa. Cinque rapidi punti di analisi per comprendere 40’ importanti, da ambo i lati.

Mistero Bojan Dubljevic

20 punti, 6 rimbalzi, 21 di valutazione, ma soli 17’ giocati. E’ vero che il centro montenegrino latita a lungo in difesa, soprattutto dal secondo quarto in poi, ma Jaume Ponsarnau toglie un bel pensiero a Ettore Messina levando il giocatore dal campo nei minuti chiave del match. Assist di non poco conto.

La difesa di Jaume Ponsarnau

L’Olimpia Milano aveva denotato grossi problemi in aggressione al ferro in aree congestionate, o opponendo difensori in post a Vladimir Micov, Valencia non impara la lezione “concedendo” il 56.5% da 2 all’avversario nonostante giocatori di buona presenza come Maurice Ndour, Alberto Abalde, Louis Labeyrie, Mike Tobey, Bojan Dubljevic e Aaron Doornekamp. 

Olimpia Milano e la difesa

«Non siamo proprio nati per difendere» la constatazione di Ettore Messina, che precisa: «ecco perchè ancora di più serve aiutarsi». Tutto vero: nel primo quarto l’Olimpia Milano perde ogni uno contro uno sugli esterni, non riesce a seguire Bojan Dubljevic fuori dall’arco ed è a dir poco disastrosa nelle transizioni difensive: 24 punti concessi. Poi, nonostante Shelvin Mack, crescono applicazione, letture difensive e offensive e presenza a rimbalzo. Il ritmo di Valencia si abbassa, e l’avversario non supera più i 19 punti in 10’. La difesa non è solo individuale, anzi, la difesa è di squadra.

Amedeo Della Valle

Inutile parlare sempre dei soliti, giusto allora parlare di chi ha vinto mentalmente la partita: Amedeo Della Valle. Giocata del sorpasso a fine primo quarto, giocata del pareggio all’intervallo, infine 15 punti con 4/5 da 2 e solo due triple tentate. Anche 3 rimbalzi e 1 palla rubata. Le alternative servono come il pane, e lui c’è.

Shelvin Mack e Aaron White

Giusto fare dei distinguo. Mack non ha in mano la squadra quando porta palla, non tiene un uno contro uno e anche nelle semplici letture difensive è sempre in ritardo, come dimostra il “backdoor” di Vanja Marinkovic nel secondo quarto. 

Aaron White è un giocatore che mette volontà, ma è fuori contesto ad oggi: blocco sul portatore di palla e attesa lungo largo, nessuna presenza sul lato debole. Non è questo il suo gioco, forse perchè semplicemente l’Olimpia Milano è cresciuta senza la necessità di un giocatore come White.

Il dopogara

Ettore Messina: «Se siamo sul mercato? Rispondo con la solita stronzata: una squadra come Olimpia Milano deve essere sempre attenta sul mercato. Vediamo».

Jaume Ponsarnau: «Nel primo tempo un giocatore importante come Bojan Dubljevic ci ha dato tanto. Nella ripresa abbiamo perso energia». 

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