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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonEurodevotion WeeklyFocus ON

Eurodevotion Weekly: il ritorno di Gudaitis e non solo

La quarta giornata di Turkish Airlines Euroleague si è appena conclusa lasciando come sempre notevoli spunti di discussione.

Attraverso il consueto stile di Eurodevotion ne abbiamo estrapolati cinque.

OBRADOVIC:Non capisco perché lavoriamo tanto e poi giochiamo gare come queste, mi sembra una vergogna, non riesco a credere a quello che vedo. Nulla di quello che abbiamo preparato è andato bene stasera. Un segnale importante nell’ultimo quarto, subendo 21 punti commettendo un solo fallo“. Parole chiare da parte del coach della squadra turca durante la consueta conferenza stampa del post gara. “Io amo i miei giocatori e so che possono dare molto di più. L’Eurolega è una competizione difficile e non penso sia una questione di mancanza di condizione atletica. Dopo l’ultima gara nel campionato turco ho dato 48 ore di riposo, cosa avrei potuto fare di più? Dare una settimana?“. Definire il Fenerbahce una gruppo in crisi è prematuro ma probabilmente nessuno, come confermato anche da Obradovic, si sarebbe mai immaginato di vedere la squadra giocare così male.

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CLYBURN: inevitabile tornare sul terribile infortunio occorso a Will Clyburn nella gara disputata dal suo Cska a Berlino. I moscoviti hanno ottenuto la quarta vittoria consecutiva ma nel secondo quarto il ginocchio della stella americana ha fatto crack. Il referto medico ha confermato le preoccupazione della vigilia: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e stagione virtualmente chiusa.

GUDAITIS:Una grande sensazione. Ho fatto le mie cose, ma è stato bello giocare così di squadra. Mi sono divertito, è una grande vittoria“. Il centro lituano si è così espresso, nell’immediato dopo gara, ai microfoni di Eurosport. 17 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, un notevole +14 di plus minus il fatturato. Il suo ritorno ha permesso a Messina di provare anche la soluzione delle due “Twin Towers” con Tarczweski. La capacità del lungo di giocare in transizione rappresenta una soluzione in più per l’Olimpia Milano nel suo processo di crescita.

SVETISLAV PESIC:Ora che Nachbar sta stabilendo nuove regole, la preparazione per la stagione successiva dovrebbe partire il 24 agosto. Non è un ragazzo normale. Non si rende conto che siamo in Europa, non nella NBA. Immaginate una situazione in cui Nachbar dovesse chiedere ai giocatori dell’EPA di iniziare ad allenarsi il 24 agosto… noi abbiamo la Supercoppa il 21 agosto! La stagione inizia l’ultima settimana di settembre, e lui sta chiedendo quattro settimane di preparativi per una stagione che dura dieci mesi. Non solo noi siamo in questa situazione, ma anche Fenerbahce, Real e tutte le altre squadre che danno molti giocatori alle Nazionali. Tutti dobbiamo fare i conti con gli infortuni, anche perché i giocatori vengono dalle competizioni con le Nazionali. Non si fanno male con me, ma ai Mondiali. Diamo i giocatori alle Nazionali e spesso tornano infortunati. In molti la fanno facile e pensano che basti comprare il giocatore per vincere. Ma quel giocatore lo devi preparare, deve allenarsi. Anche per questo nel basket europeo ci sono così tanti infortuni”. Svetislav Pesic, coach del Barcellona, non è stato tenero nei confronti dell’ex giocatore Nachbar, ora Managing Director della ELPA (Euroleague Player Association). Una presa di posizione legittima che ha immediatamente scatenato reazioni, voi da che parte state?

ANADOLU EFES: i turchi guidati da Ataman, dopo la finale della scorsa stagione, si stanno confermando su altissima livelli. La continuità, sia di risultati che a livello progettuale, è il marchio di fabbrica dell’Efes. La vittoria contro il Real Madrid è stato un capolavoro di intensità e difesa, due concetti che spesso viaggiano a braccetto. La pressione e la capacità di chiudere l’area nei tempi giusti hanno costretto i “blancos” ad una inconsueta percentuale di 23,2% dal tiro da due punti. L’attacco, orchestrato da Micic e Larkin, ha trovato in Krunoslav Simon un terminale perfetto dimostrando una volta di più come il talento non abbia età.

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Concludiamo con due pillole di mercato: i greci dell’Olympiacos hanno ingaggiato Willie Reed, ala grande di 29 anni con circa 150 presenze in Nba e l’esperto esterno Taylor Rochestie, visto anche a Siena.

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