Real Madrid di un altro mondo. L’Obradoiro lotta ma può poco

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Real Madrid in controllo sin dai primi possessi. Il successo sull’Obradoiro è netto.

Non è stata una passeggiata, perchè l’Obradoiro è una buonissima squadra ed ha giocato sino in fondo per evitare di deragliare, ma la superiorità del Real Madrid è stata nettissima, soprattutto sotto canestro.

Il 93-79 finale è figlio in particolare del 40/29 a rimbalzo e del 55%, contro il 45% rivale, al tiro da due punti.

Semplicemente la gara è parsa comoda per il Real, senza esserlo, grazie ad un roster che è spaventoso sotto ogni punto di vista.

Tutti in campo, eccetto i minutaggi dei ragazzini, tra i 16’00” di Poirier ed i 22’43” del Chacho.

In pratica dallo 0-2 iniziale firmato Westermann, abbiamo assistito ad un recital “blanco” in cui si è vista transizione rapida, contropiede vero e proprio, nonché capacità di attaccare la difesa schierata con ordine ed organizzazione. Ed un infinito talento.

Gli uomini di Moncho Fernandez hanno avuto il merito di non mollare mai completamente, in una partita che in parecchi momenti avrebbe potuto diventare la classica asfaltata da 30 o più punti.

I vari Westermann, Scrubb (entrambi), Blazevic e soprattutto Dragan Bender, sono giocatori di valore che certamente daranno soddisfazioni alla tifoseria di Santiago de Compostela, ma questo “cammino” non si poteva proprio completare.

In particolare il nativo bosniaco di nazionalità croata pare in grado di ritrovare finalmente il proprio di cammino, dopo un carriera troppo accelerata e piena di aspettative precoci che Bendere non è stato in grado di rispettare. Ora la Liga ed un club senza eccessive pressioni sembra il posto giusto per ripartire, non dimenticando che si tratta di un atleta che compirà 25 anni dopo la metà di novembre.

La gara si è chiusa dopo il primo quarto da 27-12. Il Real si è poi inceppato in attacco nella prima parte del secondo quarto, ma gli avversari sono sempre stati in doppia cifra di svantaggio. 51 punti nel secondo tempo hanno confermato l’ottimo stato di salute della squadra di Mateo, in cui sono particolarmente mersi Poirier ed un Musa che ancora una volta ha dato l’idea di essere qui da anni. 22 per il bosniaco, con una facilità di esecuzione che ne attesta il talento sconfinato.

E se parliamo di confini non possiamo non far notare che si sia visto in campo per poco più di 3′ Hugo Gonzalez, guardia di 193cm madrileno puro che solo il prossimo 5 febbraio compirà 17 anni. 4 punti per lui all’età di 6083 giorni. Più giovani di lui, nella storia del Real solo Doncic (5905), Roberto Nunez (6057) ed Usman Garuba (6077). Avendolo seguito in alcuni appuntamenti giovanili, il nostro “eurino” su di lui ci sentiamo di metterlo. Talento puro con un’esplosività non comune i cui confini, appunto, non sono definibili.

Il Real si porta 2/0 dopo il successo a Girona mercoledì mentre l’Obradoiro è ad 1/1 dopo aver superato Zaragoza nella Jornada 1 ed aspetta proprio i catalani di Marc Gasol sabato prossimo. Madrid viaggerà al Martin Carpena di Malaga per la gara di mezzogiorno della prossima domenica.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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