BASKONIA-MACCABI: è showtime alla Buesa Arena!

mfiorda26
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Partita incredibile quella andata in scena questa sera a Vitoria tra Baskonia e Maccabi Tel-Aviv, con i padroni di casa che registrano il loro massimo all-time di punti segnati con i 116 di questa giornata.

E’ una partita sostanzialmente senza storia già dal secondo quarto, e il +29 finale è oltremodo esplicativo. Finisce 116-87 per gli uomini di Penarroya, che si portano così sul 4-2, così come gli israeliani.

IL BASKONIA INCENDIA LE RETINE

35-28-27-26.

Questi i parziali dei baschi nelle varie frazioni di gioco, tutte vinte e in maniera netta ad eccezione del terzo quarto.

Thompson fa girare le squadra in maniera eccezionale, sapendo quando creare per sè e quando far invece girare la squadra, come fosse un veterano di questa competizione. Howard ne mette altri 23 in 24 minuti sul terreno di gioco e si candida a crack della stagione, lo stesso Kotsar non sembra essere assolutamente al primo anno in Euroleague e mette in grandissima difficoltà sia Nebo che Poythress. A questi si aggiungono i solidissimi giocatori di sistema quali Giedraitis, Hommes e Marinkovic, ed è emblematico il fatto che TUTTI i giocatori a referto siano andati a segno.

A livello di squadra, il Baskonia registra un 15/33 da 3 punti che non lascia scampo agli avversari, ma a lasciare ancora meno chance al Maccabi è il ritmo elevatissimo, quasi asfissiante, con cui i baschi giocano. Un ritmo che prima ti invoglia a farti coinvolgere, poi ti trascina nelle folate a tutto campo che i baschi vogliono, e infine ti fa però rendere conto che sei te ad esserti adattato a ciò che Penarroya e soci cercavano e non viceversa: ecco che la frittata è fatta, e le brutte figure son dietro l’angolo.

Il Maccabi, forte del suo atletismo e della sua esuberanza fisica, ci casca, e ci casca in pieno, iniziando a forzare tiri assolutamente affrettati e completamente avulsi dal proprio sistema di gioco. La difesa non è pronta a rientrare a questi ritmi, e diventa il classico “telepass” che tanto manda fuori di testa gli allenatori.

Gli israeliani sono dunque travolti dal Baskonia ed in balia di ciò che avviene in campo, mentre il loro canestro viene messo a ferro e fuoco dalle scorribande e dalle conclusioni dalla lunga distanza avversarie.

E’ buio totale a Vitoria, mentre è sole splendente per i padroni di casa.

I NUOVI EQUILIBRI BASCHI

Interessante notare le nuove rotazioni stabilite da coach Penarroya in quel del Baskonia, dove partono in quintetto giocatori molto dinamici ed omogenei (Thompson, Raieste, Giedraitis, Hommes, più il solito Kotsar) in grado di cambiare su tutti i blocchi e di mettersi in ritmo da soli, mentre tutte quelle bocche da fuoco capaci di segnare in isolamento e spaccare la partita (Marinkovic e Howard su tutti, specie se innescati da Henry) escono dalla panchina per dare grandissimo equilibrio alla squadra.

In generale, viene da dire che ognuno sappia già in maniera molto precisa cosa deve e non deve fare, cosa può e cosa non può fare, e questa cosa non va assolutamente sottovalutata, soprattutto per una squadra che cambia ogni anno in maniera profonda.

Una cosa è certa: cambiano i giocatori e cambiano gli allenatori nel Baskonia, ma ciò che non cambia è la bravura dei dirigenti di saper pescare profili interessanti come nessun altro in Europa. Altra annata, stessa storia.

IL PROTAGONISTA

Difficile trovare un solo protagonista in una partita in cui tutta la squadra gioca così bene ma, se dobbiamo fare un nome, Darius Thompson è l’uomo giusto, a proposito di scelte azzeccate.

E’ a tutti gli effetti lui il leader di questa squadra, che decide il come e il quando di ciò che avviene in campo, anche perchè è il primo a vivere di una alternanza di estrema razionalità e incoscienza che è il marchio di fabbrica di questo Baskonia 2022/2023.

Le gambe spingono come poche altre in questa competizione, la mano è puntuale e precisa, e il corpo è quel playmaker atletico che va tanto oggi, senza dimenticarsi che il ragazzo ha 27 anni e tutto il tempo puntare ancora più in alto.

Ma per il futuro c’è tempo, già il presente è sufficiente.

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