Mirotic è clamoroso! Barça-Real 1-1 con tante polemiche

alberto marzagalia
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Mirotic aveva deluso profondamente in gara 1, come molti dei suoi compagni. Con una prestazione memorabile è stato fondamentale nella vittoria che porta in parità la serie di finale.

71-69 e serie sull’1-1.

Partita di intensità mostruosa al Palau, non necessariamente bellissima per qualità ma di totale coinvolgimento anche per chi non parteggi per l’una o l’latra squadra.

Il “clásico” resta di gran lunga il meglio che la pallacanestro continentale possa offrire, se poi vale un titolo di Liga il contenuto emotivo sale alle stelle.

Se gara 1 era stata straordinario recital dei “blancos”, gara 2 era presumibile che diventasse una battaglia dai contenuti decisivi perchè da un eventuale 0-2 casalingo il Barça di oggi non sarebbe mai riemerso.

«Senza energia la serie può essere brevissima» aveva detto Jasi. Energia ritrovata e pareggio, sebbene siamo certi che il Coach lituano abbia molto da dire sulla performance dei suoi a livello tecnico.

Il Real parte sulla falsariga del primo episodio: 0-8 e dominio che pare chiarissimo. Il Barça pare avere pochi argomenti per controbattere inizialmente, poi si ricompatta e torna a contatto, rintuzzando anche il secondo allungo ospite sul 15-22.

La parità di metà gara vuol dire essere pronti ad un confronto ancor più duro. Così sarà.

Catalani avanti 56-54 dopo un 2+1 di Laprovittola e qui la partita pare prendere la direzione dei padroni di casa. Considerando anche la giocata del play argentino il parziale si allunga sino al 65-57, un 12-3 pesantissimo.

Però gli uomini di Jasikevicius si bloccano offensivamente grazie ad un bel numero di serie difensive madridiste: Yabusele con un possesso da 4 punti, Causeur e Tavares apparecchiano la tavola per un finale ancor più rovente che parte dal 65-65 del 35′.

Non si segna quasi più e si arriva alla parità a quota 69 che verrà decisa dal fallo di Tavares e dai conseguente liberi di Higgins. Questo episodio ed uno precedente che coinvolge Brandon Davies e Fabien Causeur scatenano le proteste dei “blancos”. Calatrava, Perez-Pizarro e Castillo valutano molto probabilmente in maniera errata entrambe le situazioni, Yabusele esplode con la terna a fine gara, Rudy farà lo stesso anche nel tunnel degli spogliatoi.

Sono quindi due le giocate incriminate ed obiettivamente sono due fischi che non possono lasciare contenti i madrileni.

La prima questa legnata di Davies a Causeur, cui segue un curioso avviso per “flopping” al francese.

Poi c’è il fallo che chiude la gara coi due liberi per Higgins. Francamente difficile valutare dove sia il contatto di Tavares con l’attaccante blaugrana. Se c’è, poi, arriva molto dopo il regolare rilascio della palla. Chiaro come si debba considerare, e non è facile, anche l’incidenza degli eventuali contatti tra i corpi.

Nell’immagine, in basso a destra la penetrazione di Higgins e la difesa di Tavares.

Per l’account Twitter madrileno è «sconfitta con arbitraggio polemico», mentre Nigel Williams-Goss, la cui stagione è già finita, è molto più diretto: «Gli arbitri ancora una volta gli hanno regalato la partita, è incredibile. Non capisco. Lasciamo che le squadre decidano chi vince».

Chus Mateo ha le idee chiare e si guadagna ulteriore rispetto: «Pensiamo alla pallacanestro, niente arbitri. A loro chiediamo a volte giustificazioni per capire se le chiamate sono corrette. Questa ferita ci aiuterà giocare meglio le prossime».

Nikola Mirotic offre una prova devastante da 26 punti, di cui 20 nella ripresa. in 33’22” sul parquet reagisce alla negativa gara 1 con 6/8 da due, 3/6 da tre, 5/6 ai liberi e 7 rimbalzi. La leadership che spesso gli si contesta come mancante arriva nel momento più difficile.

«Questo è il miglior pubblico della Liga» dichiara a fine partita il montenegrino. La palla a due di gara 3 l’ha già alzata lui.

Guerschon Yabusele non è da meno: 16 con 7/10 da due, ma anche 0/3 dall’arco e 2/6 ai liberi. Una presenza costante, muscoli e tecnica, tanta, che il Barça non sa come gestire.

Sotto le plance un’altra serata pessima di Brandon Davies, spazzato via dalla fisicità dei rivali ed incapace di imporre la propria rapidità e tecnica, se non in una sola occasione. Curioso che anche lui faccia 2/6 ai liberi, con una meccanica di tiro che ci pare un po’ diversa da quella di sempre. Questione da approfondire.

La battaglia a rimbalzo termina 39 pari grazie al contributo degli esterni di Jasi, perchè livello di lunghi il saldo è 18-3 Madrid. Sanli ci ha provato, ma i suoi 11′ sono puro onor di firma: la caviglia non dà tregua.

L’impressione generale è che il Real giochi meglio e ne abbia di più. Non è andato in scena il capolavoro di gara 1 ma il Barça pare davvero in difficoltà di fronte all’intensità ed all’organizzazione rivale.

Adam Hanga è ancora positivo ed una delle colpe maggiori dei blaugrana è quella di non mettergli costante pressione, dato che play può non è e che le alternative Llull ed Abalde siano in difetto di condizione causa infortuni. Con l’ungherese in campo il saldo è +14 ospite.

E proprio a livello di plus/minus emergono due dati molto significativi. Nell’alternanza di minuti nel ruolo di centro Tavares è +11 in oltre 25′ sul parquet, mentre Poirier è -15 in 14′. In casa catalana, con Laprovittola in regia è +18 in 27’08”, mentre Calathes è -12 in 18’43”. Il play greco nel combinato delle prime due gare è -27 in un totale di 40’59” giocati. Il plus/minus è sempre una statistica da prendere con le molle, ma in questo caso rispecchia alla perfezione quanto emerge da due confronti.

Venerdì alle 21 “pivotal game” se ce n’è uno. Sarà spettacolo, tensione e passione al Wizink Center, dove si replicherà domenica alle 18, quando una delle due rivali del “puente aereo” si giocherà il primo matchpoint.

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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