SEMIFINALE BARCELLONA-REAL MADRID: clamorosa rimonta dei blancos che vale la finale!

mfiorda26
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Nella seconda semifinale il Real Madrid batte il Barcellona in un clasico dal sapore europeo che mancava da tantissimi anni a questi livelli, rimontando anche dal -13 grazie ad un secondo tempo di forza ed imponendosi per 83-86.

Real-Joventut

Torna, oggi più che mai, la nostra analisi del match, con un focus su ciascuna delle due squadre:

UN REAL MADRID IMMORTALE

Solo un mese e mezzo fa sembrava tutto finito, con un Real irriconoscibile e una striscia di sconfitte negative come mai era successo prima. Dunque, i dubbi su una serie con il Maccabi Tel Aviv, in tutt’altro stato di forma, che si preannunciava estremamente complessa, con moltissimi degli addetti ai lavori che davano gli israeliani per vincenti.

Le cose cambiano in fretta però, specialmente nello sport, e siamo qui ora a commentare una vittoria netta, schiacciante, per 3-0 e il raggiungimento dell’ennesima finale di Euroleague nell’ultimo decennio dopo la vittoria di questa sera.

L’unico a crederci era, forse, Pablo Laso, oltre che agli stessi giocatori, ed ecco allora che vorrei partire proprio dall’allenatore madridista in questa analisi. Pablo Laso è un genio, sì un genio, di quelli che si vedono raramente, con una capacità di adattarsi alle diverse situazioni che nessun altro, e sottolineo nessun altro, ha in questa competizione.

La lavagnetta delle F4 #3: lo screen away di coach Laso

Immaginatevi partire in una semifinale europea con un quintetto titolare mai provato prima, sì perchè Tavares era partito nello starting five in TUTTE le partite di questa stagione, e Laso ha deciso di farlo invece uscire dalla panchina per non costringerlo a dover rincorrere Sanli sul perimetro fin da inizio gara.

Immaginatevi anche partire con l’idea di gestire il tuo veterano nel reparto esterni (Llull) e dover stravolgere tutto perchè il tuo play titolare si fa male dopo appena 52″ di gioco.

Immaginate infine trovarvi sotto di 11 lunghezze all’intervallo dopo aver giocato un primo tempo mediocre in difesa e ancora peggiore davanti e dover mostrare, ancore una volta, il perchè su quella maglia c’è scritto Real Madrid. Sì perchè, questa rimonta, in Europa, la fa il Real Madrid e basta.

Bene, questo è Pablo Laso, e stasera è giusto celebrarlo per quello che è, un fenomeno.

Real Madrid Fener Causeur

Il punto è che il Real ha dei fenomeni anche in campo, gente che quando conta viene fuori, e allora sono le serate di Fabien Causeur, autore di 8.3 punti di media in questa stagione, che stasera ne realizza 18 in 28 minuti. Non possiamo poi non parlare di Yabusele, al primo anno a questi livelli, che ne mette 24 mostrando un carattere e una voglia di vincere come pochi altri, anche perchè per affrontare uno come Mirotic sono elementi imprescindibili, che il dancing bear di Madrid ha e ha dimostrato di avere.

Ma dobbiamo ammirare anche Vincent Poirier, a parere di chi vi scrive MVP pound per pound della serata, che gioca un secondo tempo sontuoso, chiudendo ogni spiraglio in fase difensiva (3 stoppate) e dominando fisicamente Brandon Davies in più frangenti, cui aggiunge la solita mobilità laterale che gli permette di fare aiuti e closeout come pochi altri di quella stazza. Se il Real ha cambiato l’inerzia nel secondo tempo è anche merito suo, che gioca quasi tutta l’ultima frazione di gioco e dà una dimensione alla fase offensiva del Real che era mancata fino a quel momento.

Nel complesso, una prova mediocre nel primo tempo che diventa magistrale nel secondo, prima a livello caratteriale che tecnico e tattico, perchè se è vero che gli aggiustamenti sui raddoppi in post basso del Barcellona sono un merito assoluto, è altrettanto vero che senza quelle facce al rientro dagli spogliatoi nessun accorgimento potrà mai essere efficace.

Clamorosa prova del Real Madrid e di Pablo Laso, ora l’Efes in finale per la conquista del titolo.

DELUSIONE BARCELLONA, E ORA?

Per una Castiglia in festa c’è sempre una Catalogna che piange, è la legge del clasico, e stasera non fa eccezione.

Per il secondo anno di fila il Barcellona domina la stagione regola, sembra inarrestabile per mesi, e poi si scioglie sul più bello, mancando il bersaglio grosso, quello che da stasera diventerà un’ossessione, un incubo per Jasikievicius e soci. 6 vittorie su 7 nei precedenti scontri stagionali contro il Real e poi la sconfitta nella partita che contava di più, anche questo sarà oggetto di profonde riflessioni in casa blaugrana, già da domani.

Jasikevicius

E le riflessioni verranno fatte anche sullo stesso coach lituano, che aveva firmato un triennale la scorsa stagione che dunque ha un altro anno di contratto, che con ogni probabilità verrà portato a termine, ma che, allo stesso tempo, porrà una pressione senza precedenti nella prossima stagione. Già quest’anno le aspettative erano da titolo, figurarsi l’anno prossimo.

Ma per questi aspetti c’è e ci sarà modo e tempo di rifletterci, e passiamo dunque ad una analisi più tecnica.

Il Barcellona gioca un primo tempo ottimo, con grande fluidità difensiva e capacità di imporre il proprio ritmo, che infatti manda fuori giri i blancos portandoli a forzare diverse conclusioni, specialmente dalla lunga distanza. A questo si aggiunge una difesa del pitturato e del ferro veramente notevole, che forza il Real a ributtare la palla fuori in molte occasioni con meno di 8 secondi rimasti sul cronometro, e il 3/14 da dietro l’arco dei primi 20′ di gioco lo testimonia.

Barça-Monaco (R28): il duello Exum-James risolto da Davies

Il problema, per i blaugrana, è che nel secondo tempo la gestione del ritmo viene completamente meno, complice anche la maggiore intensità avversaria, ed ecco allora che, dopo aver toccato anche il +13, iniziano le scorribande madridiste. Scorribande che portano a canestri molto più facili di quelli concessi nel primo tempo, e quando il margine di vantaggio comincia a ridursi entra in gioco la frenesia, e con essa palle perse banali o sanguinose.

BARCELLONA-MANRESA

Il parziale del terzo quarto di 26-11 in favore del Real, abbastanza per girare completamente l’incontro, dal -11 dell’intervallo (45-34) al +4 del 30′ (56-60), e andare a giocarsi un finale punto a punto con gli uomini di Laso è un suicidio, senza possibilità di uscirne indenni. E’ quello che succede, perchè Poirier inizia, come detto, a dominare vicino al ferro, Causeur inizia a fare il Causeur e i vari Yabusele e Deck, trasportati dai compagni, si galvanizzano e decidono l’incontro a suon di rimbalzi offensivi.

Il Barça va a casa, meritatamente, e ora sarà un lungo finale di stagione e una ancor più lunga estate: è fracaso blaugrana.

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