Monaco alla maniera dei grandi: Olympiacos spazzato via

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Monaco-Olympiacos era sfida attesissima. Monegaschi alla rincorsa di una partecipazione Playoff che sarebbe meritatissima, ateniesi a caccia del terzo posto di Milano.

Due squadre sino ad ora brillantissime, due squadre che sanno essere così diverse ma anche così efficaci allo stesso modo su entrambi i lati del campo. Certamente meglio davanti Monaco, altrettanto l’Oly dietro, ma c’è tanta pallacanestro nel cammino 2021/22 degli uomini di Sasa Obradovic e Georgios Bartzokas.

Obradovic e Bartzokas, appunto. Due leader sul pino chiamati ad operazioni diametralmente differenti. Salito in corsa sul carro monegasco, il Coach serbo ha dato spessore, continuità e credibilità totale ad una squadra che si pensava potesse chiedere meno alla stagione. Dalle parti del Pireo serviva tornare ad essere “quell’Oly”, la squadra pressochè imbattibile tra le mura del PAF ed assai solida in ogni tipo di sfida.

Missione compiuta per entrambi, indipendentemente da cosa dirà la stagione di qui alla fine.

La sconfitta di Milano e quella del Bayern fornivano motivazioni extra ad entrambe le squadre: Oly in ottica terzo posto, Monaco alla caccia di una qualificazione che sarebbe stata cosa fatta nel caso la classifica fosse rimasta quella “vera”.

Alla Gaston Medecin vincono i padroni di casa e lo fanno alla maniera dei grandi.

Il 92-72 ci racconta di una squadra che soffre per 10 minuti nei quali fatica un poco ad imporre il suo ritmo, dopodiché prima domina e poi controlla la gara con una personalità notevole che difficilmente le avremmo assegnato ad inizio stagione.

RITMO E TRANSIZIONE DIFENSIVA

Monaco gioca ad un ritmo che è sconosciuto a quasi tutte le altre squadre di Eurolega. E’ sufficiente guardare quante volte l’entrata negli attacchi si verifichi nei primi 3-4 secondi del possesso, cogliendo spesso la difesa impreparata.

Lo stesso Paris Lee, non certo giocatore che si pensava appartenesse a questo livello, è una delle immagini di questo sistema.

La chiave contro questi uomini si chiama transizione difensiva ed è ciò che l’Oly riesce a fare bene per soli 10 minuti, poi è notte fonda.

MVP

Tante, forse troppe volte, abbiamo parlato di Mike James e del concetto di MVP nella stessa frase. Oggi più che mai è doveroso farlo.

Uno dei giocatori più discussi della storia di Eurolega sta giocando una stagione di livello incredibile, nettamente il migliore di tutti da quando Sasa Obradovic si è seduto su questa panchina.

In controllo perfetto, coinvolge i compagni, ha un discreto atteggiamento anche in difesa e soprattutto… sorride. Sì, anche il buon Michelino sa sorridere, una cosa vista di rado in passato.

Inutile ritornare su tematiche e discussioni riguardo il suo effettivo valore, oggi serve guardare a quanto sta facendo, come ieri sera, ovvero portare una squadra a cui nessuno dava credito ad un passo dal sogno Playoff. E lo sta facendo da leader assoluto.

Un dato? Dal 29/12 perde meno di 3 palloni a partita. Non sono poche 37 perse in 13 gare, ma a quel ritmo diventano il nulla più assoluto.

LA SERIE FA PAURA

E proprio da quel 29 dicembre Monaco è 10/3, con sconfitte rimediate solo contro Barça e Real fuori casa, ovvero le prime due della classe, poi quella con lo Zalgiris tra le mura amiche, una distrazione che speriamo non si debba rimpiangere troppo.

Da quando Sasa Obradovic si è seduto sul pino monegasco , 15 dicembre, il record è 11/5, qualcosa che avrebbe permesso di lottare per il fattore campo se replicato su tutta la stagione.

Ora Baskonia in casa, Milano fuori e si chiude con l’Alba ancora sul parquet della Gaston Medecin: con 2W si va ai Playoff, strameritati. Settimo od ottavo posto paiono le posizioni più probabili, ma un sesto non appare impossibile, sebbene legato a troppi incroci di risultati delle altre.

OLY: FALL, VEZENKOV E POCO ALTRO

Serata nerissima per i “reds”.

Soltanto Fall e Vezenkov portano qualcosa, mentre i 15 di Dorsey incidono poco sebbene restino… 15.

Male, malissimo, sia Sloukas che Walkup. Il primo dimostra ancora una volta che senza il suo impatto la squadra perde quasi tutto il suo valore, mentre sull’ex Zalgiris va purtroppo detto che tutta la stagione non sta dando i risultati previsti. Se è vero che fa tante cose che non finiscono nei tabellini, lo è anche il fatto che da un giocatore così completo ci si debba attendere molto di più.

OBRADOVIC E LA “MAGATA”, BARTZOKAS KO

Il Coach serbo parla dei suoi uomini come di un gruppo in cui «ognuno sta giocando secondo il proprio potenziale. Mike e Dwayne (Bacon) sono importanti, ma tutti danno il massimo. Con Donta Hall in campo siamo stati a +35 di plus/minus…».

Prosegue, «Questa W, splendida, non conta nulla se non vinciamo la prossima».

Ok Coach, tutto vero, ma noi possiamo aggiungere una cosa che ha cambiato la gara. La pressione a tutto campo con quel raddoppio portato immediatamente su chi trattava la palla in casa Oly ha fatto tutta la differenza del mondo.

Bartzokas non ha avuto risposte, Obradovic l’ha vinta con una mossa semplice, abbastanza inusuale in questa lega, ma estremamente efficace. Chapeau!

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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