Real Madrid-Stella Rossa (R11): le torri gemelle Tavares-Poirier dominano ancora

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E’ primato in classifica solitario per una notte per il Real Madrid di coach Pablo Laso che nella prima serata dell’undicesimo round batte la Stella Rossa 79 a 67 aspettando i risultati di Olimpia Milano e Barcellona. Prima di questo turno le due spagnole ed i meneghini condividevano il primo posto con 8 vittorie e 2 sconfitte.

Anche questa sera non è stato il miglior Real Madrid che ci potremmo aspettare ed infatti finora il team della capitale ha fatto vedere solo parzialmente quello di cui è capace, ma ancora le assenze sono tante e bisognerà aspettare. Nonostante tutto, però, Laso riesce quasi sempre a vincere e, gira che ti rigira, si ritrova sempre lassù dove volano le aquile. Perché se c’è una parola che si può affibbiare ai madridisti è solidità; anche più di “qualità”, nonostante in campo ce ne sia sempre tantissima. Vediamo con i nostri tre punti l’andamento della partita.

La Stella Rossa regge nel primo tempo

All’intervallo il punteggio recita 32-32: perfetta parità. Non stupiscono più ormai le cifre basse quando in campo c’è la Stella Rossa, squadra che fa della difesa il suo dogma. A maggior ragione in una serata come questa dove le scelte offensive erano veramente ridotte viste le due assenze pesantissime dei due metronomi offensivi: Nate Wolters e Nikola Kalinic.

Se già la Stella non è una squadra che gioca una grande fase offensiva, stasera le possibilità di andare a punti erano veramente ridotte. Riesce a farlo con continuità solo un arciere come Austin Hollins (16 punti a fine partita). Ma era normale che coach Radonjic, anche solo per provare ad impensierire i blancos, doveva puntare su una difesa ancora più ermetica del solito.

Nel primo tempo ha funzionato e piuttosto bene. Tenere a 32 punti in due quarti una squadra con la qualità offensiva del Real non è affatto scontato, ma lo sforzo profuso per farlo non è stato indifferente, viste anche le rotazioni ridotte quasi all’osso.

Real Madrid Stella Rossa Poirier
Poirier difende il ferro madrileno

Lo strappo del Real Madrid è nel terzo quarto

Difficile che la Stella reggesse quei ritmi difensivi per 40 minuti; difficile che il Real proponesse anche un attacco non troppo convincente lungo tutto l’arco della partita. Era necessario alzare un po’ i ritmi, giocare un po’ più di alto/basso e sfruttare i vantaggi, soprattutto quelli sotto canestro.

E così è stato. Il Real attacca meglio, il giropalla è più fluido, il pick&roll viene giocato meglio e crea più vantaggi: la difesa biancorossa inizia quindi un po’ a scricchiolare e il roll dei lunghi madridisti inizia a fare male e ad essere incontenibili. Questo anche perché i ragazzi di Radonjic non riescono più a reggere i cambi ed a leggere le situazioni con la stessa rapidità di gambe di prima; così si crea il parziale decisivo del terzo quarto (25-14) che di fatto consegna la partita ai padroni di casa.

Tavares e Poirier: non fateli arrabbiare!

Alla fine l’hanno vinta loro. In una serata difficile per gli esterni madridisti che non riescono a crearsi mai troppi vantaggi e ad entrare in partita (tranne Adam Hanga, ormai eletto a pretoriano difensivo di Laso), ci pensano loro due. Il francese soprattutto, in più di una circostanza, ha tempi di lettura perfetti e sta raggiungendo lentamente ma con costanza i suoi migliori livelli ed allora potrebbero essere davvero guai per tutti.

Probabilmente Maik Zirbes questa notte avrà gli incubi ripensando a quanto ha dovuto sportellare nel giocare contro i due colossi. Chiariamoci, non ha demeritato e viste le premesse ha giocato anche una buona partita (12 punti con 11 di PIR), ma che fatica per riuscire a contenere quei due. Le due stoppate clamorose subìte rispettivamente dal francese e dal capoverdiano la dicono lunga.

Kuzmic fatica molto di più a contenerli, ma Zirbes più di 20 minuti ad alti livelli fatica a supportarli. Così, col passare dei minuti, aumenta il dominio di Tavares e Poirier che alla fine giganteggiano sotto le plance. A fine gara rispettivamente 15 a 14 punti con entrambi 23 di PIR, segno di come la squadra abbia vinto grazie alla loro presenza in campo. L’altra pedina decisiva è stato il già citato Hanga (22 di PIR).

Quando rientreranno anche Randolph e Thompkins, Laso potrà godere di ancora più versatilità nel reparto lunghi creando una potenza di fuoco impensabile per le altre squadre. Tutti gli altri sono avvisati.

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