Pana-Efes (R6): Macon annichilisce i campioni d’Europa

Pana-Efes è una partita a senso unico. Questa volta. però, il dominio è a parti invertite.

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Il dominio che non ti aspetti. Nella partita di chiusura del sesto turno di regular season della Turkish Airlines Euroleague, dopo la sconfitta a sorpresa dell’Olimpia in terra bavarese, e il Fener che costringe il Barça a vincere all’ultima rimessa e con un buzzer beater sulla sirena, Pana-Efes rappresenta una delle partite più senza storia di tutto il primo dei due turni settimanali di regular season continentale.

Senza ulteriori indugi, andiamo ad analizzare quanto successo ad OAKA con la consueta analisi in 3 punti targata Eurodevotion.

Pana-Efes: il primo tempo stellare “mata” la partita

L’essenza della sfida Pana-Efes sta tutta nei primi venti minuti di gioco. Nel netto dominio dei greci sui campioni d’Europa guidati da coach Ataman, c’è un primo tempo tatticamente perfetto. L’Efes entra in campo mostrando tutte le ombre di quel giocattolo incredibile visto nella passata stagione, dando proprio la sensazione di continuare a vivere un momento drammatico dal punto di vista del gioco e dei risultati.

La squadra di Priftis infatti mostra nettamente più voglia e azzanna la partita, concludendo tutti i vantaggi concessi dalla compagine turca. Ne sono una chiara dimostrazione i numeri messi in mostra dai Greens. Ben 30 punti segnati nel secondo parziale, fate 52 complessivi realizzati dal Pana in un tempo, e che fanno capire che in casa Efes ci sono falle difensive e senza Micic la squadra è parsa senza dubbio priva di un vero e proprio leader e gestore del gioco.

Pana-Efes: Macon si trasforma in Larkin e si prende l’MVP

C’erano due Larkin in Pana-Efes disputatasi ieri sera. Da una parte quello originale: freno a mano tirato, accelerazioni poco efficienti, canestri da fuori sbagliati wide open sono la cartina al tornasole di tutta la partita dell’Efes (Bryant e Beaubois esclusi). D’altro canto in casa Pana chi si è trasformato in Larkin è proprio Daryl Macon Jr.

La guardia statunitense del Pana bombarda e regala spettacolo ai quasi 6200 spettatori della sfida con giocate sopraffine e accelerazioni degne dell’americano campione d’Europa in carica con la squadra di Ergin Ataman. A referto ne mette ben 34, con uno strepitoso 9/12 da dietro l’arco, aggiungendo 4 rimbalzi e 3 assist che lo eleggono non solo MVP della sfida, ma molto probabilmente dell’intero sesto turno della Turkish Airlines Euroleague.

Efes, è il momento di guardarsi in faccia

Diciamolo chiaramente: l’Efes ad oggi non è una squadra che può stare in campo in Eurolega. I campioni d’Europa sembrano lontani anni luce da quanto ammirato negli ultimi due anni e lo si vede proprio da come la squadra turca non solo interpreta la partita, ma sembra proprio apatica, vulnerabile nelle sue certezze.

1 vittorie e 5 sconfitte in questo inizio di stagione continentale, molto peggio rispetto alle ultime due stagioni ma soprattutto ad oggi meglio soltanto dello Zalgiris, che ancora non si è sbloccato in classifica alla voce vittorie ottenute. E’ arrivato dunque il momento di riflettere, di guardarsi in faccia e capire che direzione prendere.

Continuare su questa squadra comporta un harakiri societario senza precedenti. Bisogna far ritrovare il sorriso e la fluidità di gioco persa in questa settimane. Sta ad Ataman adesso ricostruire un nuovo capolavoro.

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