La lavagnetta delle F4: il cross screen del Barcellona

Andrea Ranieri
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La lavagnetta di Eurodevotion vi ha presentato il pick and roll laterale dell’Efes e ora passa a parlare di Barcellona e cross screen, uno dei tanti modi che i blaugrana utilizzano per andare in post basso dai loro lunghi. Un tema che sarà sicuramente centrale nella semifinale contro l’Olimpia Milano, una squadra che, per conformazione, soffre chi sa giocare con frequenza ed efficacia spalle a canestro.

Capire se prevarrà la capacità del Barça di sfruttare il cross screen e le conseguenti letture oppure l’altissimo livello difensivo di squadra milanese è nevralgico ai fini del risultato di una partita tra due squadre agli antipodi, ma entrambe molto forti ed efficaci all’interno del rispettivo spartito. Allora è ora di mettere fine alle chiacchiere e spostare lo sguardo sulla lavagnetta, grazie al contributo video di BasketHead.

Come funziona: il cross screen del Barcellona

Un particolare utilizzo del cross screen da parte del Barcellona

Innanzitutto, come da tradizione, definiamo il concetto di cross screen. Si tratta di un blocco orizzontale (parallelo alla linea di fondo) portato da un giocatore che parte in post basso sul lato della palla a uno che, di contro, si trova sul lato debole. Lo scopo, in genere, è quello di creare un vantaggio in post basso, con conseguente ricezione, per chi riceve il blocco. In pratica, il pane di chi, come Sarunas Jasikevicius, ama appoggiare la palla ai propri lunghi. Il coach lituano lo usa però in situazioni anche più complesse rispetto al solito. Il video chiarirà meglio.

L’azione comincia dalle mani di Nick Calathes, che conduce la palla nella fascia centrale del campo. Nikola Mirotic, che corre nello stesso corridoio del suo playmaker, va a piazzare un blocco verticale di uscita per Pierre Oriola, in origine sotto il canestro. Oriola esce con un certo spazio, ma non riceve la sfera, dato che l’obiettivo dell’attacco è tutt’altro.

In una classica azione di “blocca il bloccante”, infatti, Alex Abrines va a portare un cross screen per lo stesso Mirotic. Da notarsi il timing: l’ala spagnola è già pronto appena il suo lungo ha bloccato per Oriola. Su questo blocco Jonas Jerebko, in difesa su Mirotic, prova a passare sopra, sperando così di anticipare il proprio uomo in post basso. Tuttavia, per fare ciò servirebbe un bump (un contatto di corpo) di Dairis Bertans su Mirotic. Il lettone omette il proprio compito difensivo, non dando quindi il tempo a Jerebko per anticipare, allargandone persino il ritardo.

Calathes fa la cosa giusta spostandosi in ala sinistra in palleggio, creando così l’allineamento palla-uomo interno-canestro, necessario per mettere la palla dentro. Mirotic, quando riceve la palla, mette in piedi un clinic: unisce con arresto di potenza (piede esterno piede interno), fa saltare l’avversario e con un giro frontale (movimento Indiana) appoggia in semigancio destro al ferro.

Come si batte: il cross screen del Barcellona

Può essere questa situazione di cross screen un problema per Ettore Messina e l’Olimpia Milano? Assolutamente sì. Più in generale, ogni set pensato per andare in post basso potrà rivelarsi di difficile soluzione per i biancorossi. Ed è per questo che la difesa su questo tipo di giocate sarà uno dei principali fattori della sfida.

Tralasciamo il primo blocco di uscita, pensato per creare un iniziale vantaggio, ma in realtà spesso eseguito un po’ superficialmente. Ci concentriamo esclusivamente sul cross screen, distinguendo bene due casistiche. La prima è quella in cui questa collaborazione viene giocata da due lunghi; la seconda, come nel video, prevede un piccolo che blocchi per un lungo.

Per il primo quesito barriamo la casella che presenta come risposta “cambio difensivo”. Considerando che Milano, a parte Kaleb Tarczewski, non ha lunghi di grande stazza, cambiare e mantenere la responsabilità individuale, senza complicarsi troppo la vita, pare la soluzione migliore. Poi la capacità di collassare in area dal lato debole farà tutta la differenza per non subire facili canestri, ma questa è una cosa che l’Olimpia fa sempre molto bene. I guai più grossi si verificheranno quando a bloccare sarà un esterno.

In questo caso il cambio è da escludere, dato anche che il cross screen viene giocato nei primi secondi dell’azione. Se l’obiettivo è quello di negare facili ricezioni in post basso, chi difende sul bloccato deve passare sopra, come cerca di fare Jerebko nel video. Serve però la collaborazione dell’esterno, che deve eseguire un bump per rallentare il taglio del lungo avversario e dare il tempo al proprio compagno di vincere la gara a chi arriva prima in post basso. Ovviamente, così facendo, si rischia la ricezione in lunetta di chi blocca, ma per Milano è il male minore.

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