Baskonia-Olimpia: “Vitoria” play-off rimandata per Milano

Matteo Carniglia

I baschi ottengono l’ottava vittoria nelle ultime nove gare

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Baskonia Olimpia non sarà ricordata come la gara della conquista matematica dei play-off da parte di Milano dopo sette anni.

Vittoria importante per i baschi che confermano di essere una delle squadre più in forma di questa Turkish Airlines Euroleague.

Risultato finale di 86-69 che andiamo ad analizzare attraverso i consueti cinque punti di Eurodevotion.

LA STANCHEZZA DELL’OLIMPIA

Milano è una squadra sulle ginocchia e la stanchezza è simboleggiata dalle difficoltà dei big del roster di Messina. Hines e Rodriguez, icone di questa grande stagione europea milanese, hanno palesato enormi disagi contro una squadra estremamente aggressiva come il Barcellona della settimana scorsa. L’assenza di alternative in regia, a causa dell’infortunio di Delaney, e di opzioni efficaci differenti nel ruolo di pivot all’ex Cska, ingigantite dall’infortunio di Evans, si sono manifestate in maniera chiara nella notte della Fernando Buesa Arena. Kaleb Tarczweski continua a rimanere uno dei pochi equivoci in eredità dagli anni scorsi.

ENERGIA ED AGGRESSIVITA’ DEL BASKONIA

L’aggressività dei baschi ha annichilito l’Olimpia e Pierria Henry, così come nella partita di andata, ha messo in campo la sua solita energia confermandosi un rebus difensivo per Milano quando ha deciso di attaccare dal palleggio. Il break di 8-0 ad inizio ripresa è stato tutto dell’americano, un parziale che ha rappresentato la prima spallata per le velleità ospiti.

LE SCELTE DI IVANOVIC

La scelta di Sedekerskis come cinque tattico è stata probabilmente la chiave della partita. Il terzo quarto, quello decisivo per la vittoria degli spagnoli, ha visto due versioni del Baskonia in campo. La prima, con i giganti Fall e Diop, ha evidenziato una volta di più le lacune interne di Milano, la seconda con un quintetto piccolo ha mostrato la propria faccia più aggressiva mandando in tilt una squadra molto stanca come quella di Messina. Un capolavoro da parte di un tecnico probabilmente tra i più sottovalutati del vecchio continente e che ha raccolto meno rispetto al suo valore.

POLONARA

Achille Polonara ha confermato una volta di più di essere ormai diventato un giocatore importante anche a questi livelli. 17 punti, 13 rimbalzi, 4 assist, 28 di valutazione sono stati il fatturato di serata. La crescita di un team passa anche dall’acquisizione di giocatori indigeni che possano fare la differenza. Polonara è ormai tra i pochi reclutabili con queste caratteristiche e potrebbe rappresentare anche un obiettivo per Milano in estate.

BROOKS

Jeff Brooks è una delle poche note liete nella seconda sconfitta consecutiva di Milano. L’ex Sassari ha mostrato anche nella partita di oggi quei segnali di crescita visti nelle ultime due gare di campionato. L’italiano di passaporto è andato per la prima volta in doppia cifra in Europa ed è stato tra i pochi a reggere l’urto anche fisicamente. Un giocatore ritrovato che potrebbe essere determinante per il prosieguo della stagione. La prossima settimana l’Armani Exchange sarà attesa da due trasferte, a Belgrado ed Atene, contro due squadre già eliminate. Ritrovare brillantezza sarà fondamentale per superare questo momento di difficoltà come confermato da Messina nella conferenza stampa.

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