Mirotic e Higgins confezionano la facile vittoria del Barcellona

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In una partita senza troppa storia il Barcellona si impone per 87-74 su un Khimki sempre più ultimo e ormai, viene da dire, consueta delusione di ogni edizione di Eurolega, destinato anche quest’anno a vedere da lontano dei Playoff che anche il più feroce dei pessimisti aveva previsto. Per Shved c’è la solita simil tripla doppia fine a sè stessa, mentre Mirotic si conferma il faro dell’attacco blaugrana e uno dei candidati all’MVP stagionale.

Tira tu che tiro anch’io

Il primo quarto è un festival del tiro, un classico quando è in campo il Khimki, e il ritmo è forsennato: Booker, unico lungo di ruolo titolare a causa dell’assenza di Monroe, fa una fatica indicibile ad inseguire Mirotic sui blocchi e l’ex Bucks infila dodici punti nei primi dieci minuti. Il Barca però si fa tirare dentro dal bailamme moscovita e lascia una marea di tiri aperti dall’angolo che Bertans mette con facilità. Shved smazza 5 assist nel solo periodo, sgravato da compiti di playmaking al fianco di Zaytsev e libero di addentrarsi nell’area avversaria, ma nonostante questo il parziale si conclude 32-25 per ipadroni di casa.

La timida risposta russa

Kurtinaitis sistema un attimo le cose con il secondo quintetto, affidando la regia a Shved che Jasi decide di raddoppiare prestissimo nell’azione, a volte anche troppo: il numero 1 ospite è bravissimo a far passare il pallone “nella tasca” al lungo all’altezza del tiro libero oppure ad attaccare dal lato opposto all’aiuto per attaccare il ferro, come nel caso del pallone dello spettacolare alley oop di Booker. Karasev, utilizzato da sponda è preciso da oltre l’arco e altrettanto bravo ad andare a rimbalzo offensivo. A quel punto il coach lituano decide di applicare una sorte di 3-2 matchup che terrà fino a fine partita, costringendo Shved all’uno contro uno senza permettergli di trovare uno scarico: ottimi Mirotic e Oriola a turno a tenerlo per oltre tre palleggi, Higgins e Abrines dal’altra parte chudono il primo tempo sul 51-41.

La difesa del Barca

Nel terzo periodo i ritmi si abbassano in modo notevole, un po’ per la stanchezza e un po’ per la forte difesa blaugrana che accentua ancora di più la sua trappola difensiva su Shved che comincia a sparacchiare senza senso come purtroppo spesso gli capita quando le cose per i suoi cominciano ad andare male. Ne approfitta allora Davies che cattura tre rimbalzi in attacco consecutivi (il Barca fino a quel momento era a zero, il Khimki ben a 13) e costringe i russi a spendere molto rapidamente il bonus ed il vantaggio si dilata fino al 69-53 di fine quarto.

Esperimenti per Jasi

Il quarto periodo ha ben poco da dire e Jasikevicius svuota la panchina concedendo minuti a Martinez e Pustoviy. Shved con due triple firma il -10 a tre minuti dalla fine che sembra dare qualche flebile speranza agli ospiti, ma la precisione di Higgins e Mirotic dalla lunetta mette i titoli di coda ad una partita che di fatto è durata poco più di un quarto.

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