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Milutinov, ufficiale al Cska, si racconta: Onorato di questa opportunità, l’Olympiacos è stato più di un club

L’ufficialità è arrivata ed era scontatissima: Nikola Milutinov è un giocatore del Cska.

Nulla di nuovo, noi siamo a stati i primi ad annunciarlo ben due mesi fa, nonostante il goffo tentativo di un altro media di farne propria la primogenitura, perfettamente a conoscenza di un accordo nato in una serata ateniese di inizio febbraio.

Il grandissimo centro serbo, si è aperto con Nova.rs toccando diversi temi legati alla sua carriera ed al trasferimento alla corte di Itoudis.

«Sento di avere grandi responsabilità e doveri, sono onoratissimo di questa opportunità».

«Mi volevano già lo scorso anno, era solo una questione di tempo. Avevano idee molto concrete ed anch’io sono stato molto diretto con loro. Ora tocca  a me farmi trovare pronto».

«Sono arrivato cinque anni fa all’Olympiacos che ero solo un ragazzino. Sapevo di avere talento, ma solo il duro lavoro precedente al Partizan ha permesso che quel talento diventasse qualità. Era tutto nuovo, dalla squadra alla città al paese, nel mio primo passo fuori dai confini serbi. L’Olympiacos, i fratelli Angelopoulos, Coach Sfairopoulos ed i compagni, tutti credevano in me  e mi fecero capire sin da subito che l’Oly era più di una squadra».

«Mi spiace che questi fantastici anni in “reds” non abbiano portato un titolo di Eurolega, ma ora posso portarmi dentro per sempre amicizie inestimabili come Papanikolaou, Vezenkov, Printezis e Spanoulis. Un ringraziamento speciale va a Milan Tomic che mi aiutò tantissimo durante la prima stagione».

«So quanto viene richiesto a chi allena club come la Stella Rossa od il Partizan, ma sono sempre stato certo della qualità del lavoro di Milan» la sua risposta sul Coach che ha lasciato dopo pochi mesi la panchina della “Zvezda”.

«E’ incredibile quanto sia stato importante Dusko Vujosevic nel  comprendere il nostro potenziale. Con me  e con tutti i giovani giocatori al Partizan. Ha creduto in noi e ci ha incoraggiati sempre. Io, Bogdan Bogdanovic, Joffrey Lauvergne, Dejan Musli, Vladimir Lucic, Dragan Milosavljievic e Leo Westermann abbiamo iniziato lì, con lui, della grandi carriere».

«Zarko Vucurovic è stato il mio padre cestistico, un vero amico. Abbiamo fatto un grande lavoro a Vrsac».

«Non vedo l’ora di tornare in Nazionale per le Olimpiadi. Ho parlato spesso con Igor Kokoskov ma sfortunatamente, per via della pandemia, è stato ritardato tutto».

 

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