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Mike James: Genio e (s)regolatezza

Prosegue il nostro viaggio attraverso i profili dei giocatori più importanti della competizione: oggi tocca a chi negli ultimi ha stretto un legame molto intenso con la Turkish Airlines EuroLeague. 

In questa stagione gioca per la squadra campione, ma  in passato ha vestito le canotte del Baskonia, del Panathinaikos e dell’Ax Armani Exchange Milano: senza troppi giri di parole oggi vi portiamo nel mondo di Mike James.

Mike James

Mike James sì o Mike James no?

To be or not to be” scrisse William Shakespeare nella sua celebre opera “Amleto“. E  questo dilemma è, per molti, perfettamente calzante al giocatore, con tutti i pro ed i contro dell’averlo in roster.

Non è sicuramente facile da gestire, perchè ha una forte personalità, che a volte nel recente passato è sfociata in qualche atteggiamento discutibile, ma d’altronde è caratteristica di moltissimi grandi talenti di fronte ai quali è questione di “prendere o lasciare”.

Al tempo stesso, se messo nelle condizioni di giocare la propria pallacanestro, è uno degli atleti più devastanti nel palcoscenico europeo.

Gli anni con il Baskonia

Dopo l’esperienze avute con Zagabria, l’Hapoel Galil Elyon, Omegna e Kolossos Rodou, nel dicembre del 2014 la guardia americana trova l’accordo con il Baskonia. 

Saranno due anni molto belli ed intensi per Mike James.

In particolar modo la seconda stagione lo vede assoluto protagonista insieme a Darius Adams in quel Baskonia che, dopo aver eliminato con un secco 3-0 il Pana di coach Sasha Djordjevic nei playoff, raggiunse le F4 2016 di Berlino, costretta poi ad arrendersi al Fenerbahce di  Obradovic in semifinale. 

E proprio per le stranezze del destino ad alzare il trofeo alla Mercedes Benz Arena fu  il CSKA Mosca, l’attuale squadra di Mike.

Insomma, già nel 2016 Pana e CSKA erano segnate nella carriera futura del nativo di Portland. 

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La breve parentesi in NBA

Nella carriera di Mike James c’è stata anche un’esperienza in NBA per certi versi poco significativa. Forse non è andata benissimo  perchè all’epoca era ancora un giocatore che doveva lavorare molto su se stesso: a distanza di pochi anni la curiosità di rivederlo ora nel palcoscenico più importante sarebbe grande.

E non siamo gli unici a sostenerlo se è vero che circa due mesi fa l’ex allenatore del Panathinaikos Rick Pitino si era espresso così: «Il giocatore del Cska è perfetto per la NBA di oggi. Un grande realizzatore e guardia da pick and roll. Vorrei che i miei Knicks gli dessero un’occhiata seriamente».

Il rinnovo con il CSKA Mosca come anticipato  la scorsa settimana è  ad un passo, ma “mai dire mai” di fronte a sirene NBA che potrebbero tornare a farsi sentire.

mike james

Certi amori non finiscono…..

Era il 1991 ed Antonello Venditti uscì con il brano “Amici Mai” e secondo noi è la canzone perfetta da abbinare al legame tra Mike James ed il Panathinaikos. 

Il classe 1990 approda in Grecia nel luglio del 2016 e con i Greens vince la Coppa Greca, il campionato e viene nominato come giocatore più spettacolare della lega greca. 

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Dopo quella brevissima parentesi in NBA tra Phoenix Suns e New Orleans Pellicans, ritorna al Panathinakos, rendendosi nuovamente protagonista con 16.2 punti di media in sole 12 partite disputate, ma a fine stagione saluta Oaka con destinazione Milano. 

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Il capitolo Olimpia Milano

Arrivato alla corte dell’Olimpia allenata da coach Simone Pianigiani,da subito un giocatore del suo calibro ha suscitato  grande entusiasmo tra i tifosi.

Facile comprendere che lui sarebbe stato  il punto di riferimento della squadra e che quando si sarebbero  giocati dei possessi decisivi la palla sarebbe stata nelle sue mani.

Nella pallacanestro non sempre le cose vanno come si vorrebbe e quindi alle occasioni in cui l’ex Pana  è stato decisivo con la sua natura “clutch” si sono alternati momenti meno positivi.

Delle vicende extra-campo non vogliamo  minimamente parlare:  vi sono stati atteggiamenti sicuramente discutibili, spesso però romanzati da taluni senza conoscerne la vera natura, quindi preferiamo limitarci a ciò che accade sul parquet.

E’ un dato di fatto che il giocatore americano con Milano è stato nominato MVP nel mese di febbraio, inserito nell’All-EuroLeague Second Team e vincitore del prestigioso premio Alphonso Ford come miglior marcatore della stagione in EuroLega (595 punti) con una media di 19.8 a partita. 

mike james alphonso ford

E se quest’anno fosse rimasto all’AX Armani Exchange Milano cosa sarebbe successo? Purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo, ma sicuramente sarebbe stato interessante vedere che tipo di impatto avrebbe avuto con un allenatore di grande spessore come coach Ettore Messina. 

 

La scelta vincente 

In un’estate nella quale il suo addio da Milano ha diviso e non poco il popolo biancorosso, Mike James ha deciso di approdare alla corte del CSKA Mosca e di aver il privilegio di essere allenato da uno dei più prestiogiosi e vincenti coach a livello europeo come Dimitris Itoudis. 

Molti nutrirono parecchi dubbi su questa scelta del Coach greco, ma alla fine il club moscovita ha avuto ragione.

Su 28 gare di EuroLega, il nativo di Portland ha totalizzato 590 punti con una media di 21.1.

Insomma, la matematica non è un’opinione e le statistiche parlano molto chiaro.

Se Mike James è riuscito ad avere questo impatto il merito va sia a coach Itoudis che al presidente Andrey Vatutin, i quali hanno fin da subito avuto tanta fiducia su questo giocatore.

«Francamente, con tutto il rispetto per i suoi club precedenti, che è molto da parte mia, Mike aveva solo bisogno di lavorare in un ambiente di reale sforzo di squadra. Giocare con un Capitano come Kyle Hines aiuta molto. Mike ha tutto per emergere ai più alti livelli, ma ha bisogno di essere parte di una squadra vera. Non ha vinto sinora, ma vuole farlo e sa bene che ci vuole sacrificio per arrivarci. L’infortunio di Will non lo ha aiutato, perché la squadra era costruita intorno all’MVP delle passate Final 4 e poi su Mike. E’ rimasto solo, con grande pressione sulle spalle, cosa che non è mai positiva. Lui sa bene cosa deve affrontare e come dobbiamo farlo con uno sforzo di squadra. Ti racconto una cosa… Intervallo della gara col Pana, siamo+10 ma dovremmo essere +16 od anche oltre, ma abbiamo perso qualche palla di troppo. Guardo le statistiche e vedo che Mike ha solo un assist, ma non è la realtà. Ha creato per tutti, ha visto 3/4 avversari collassare su di lui dando grande vantaggio ai compagni. Se lui lavora così noi abbiamo parecchie soluzioni secondarie di successo e lui incide per il 50% del nostro attacco». Queste le parole del coach del CSKA Mosca in una recente intervista (qui l’articolo integrale) al nostro direttore Alberto Marzagalia. 

Allenare un giocatore come Mike James non è facile per nessuno, ma nella vita qualche volta bisogna rischiare e l’allenatore greco lo ha fatto:  ad oggi possiamo solo dirvi che la scelta si è rivelata vincente. Il futuro è tutto da scrivere, come sempre.

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Foto: (CSKA Mosca)

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