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Il futuro italiano cresce all’estero

Il 3 luglio 1999 l’Italia del basket si laureava campione d’Europa per la sua seconda ed ultima volta battendo, anche in questa occasione e curiosamente sempre in Francia, la Spagna. Triste sottolineare come nei venti anni successivi siano arrivati soltanto un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2005, lo splendido argento olimpico del 2004 e il bronzo agli Europei del 2003 guidati dallo stesso condottiero, Carlo Recalcati. Gli attuali quattordici anni, senza medaglie, costituiscono il digiuno più lungo della pallacanestro italiana. Curioso che probabilmente coincidano con il periodo in cui, a detta di molti quotati addetti ai lavori, la nazionale abbia avuto il maggior concentrato di talento. Gallinari, Belinelli, Datome, Bargnani per citare i quattro con un presente o passato Nba, Niccolò Melli, fresco nuovo giocatore dei Pelicans e quel Daniel Hackett campione d’Europa, con il CSKA Mosca, nella Final Four che abbiamo seguito in prima persona a Vitoria. Sei nomi importanti a cui si aggiungono quello di Alessandro Gentile, Stefano Mancinelli, altri profili che in momenti diversi sono finiti nei radar di alcuni team oltre oceano. L’impressione è che per questa “generazione d’oro” il mondiale cinese sia l’ultima grande occasione per potersi togliere l’antipatica etichetta di “perdenti di successo”. I risultati latitano anche a livello giovanile, eccezion fatta per l’argento ai Mondiali Under 19 del 2017 dopo l’oro del 2013 e il secondo posto del 2011 negli Europei Under 20 in due rappresentative che potevano schierare, tra gli altri, Abass, Tonut, Della Valle, Polonara, Gentile, Melli e Vitali, tutti giocatori presenti nei 24 pre-convocati da Meo Sacchetti in preparazione del Mondiale. Nessuno, invece, dei ragazzi che si piegarono soltanto in finale al Canada (guidato dalla terza scelta assoluta dei Knicks R.J Barrett) nei mondiali Under 19 in Egitto sta avendo un ruolo di primo piano nella massima serie e non è tutto da imputare allo scarso coraggio italico di puntare sui più giovani. L’impressione è che il risultato straordinario di Atene 2004 non sia stato monetizzato adeguamente, anche solo come volano per avvicinare nuovi tesserati, anche se le problematiche sono tante e non banalmente analizzabili in poche righe e l’eventuale approfondimento richiesto necessiterebbe di molto tempo. Inevitabile chiedersi ora quali siano i prospetti futuri più interessanti ed in pieno stile di Eurodevotion ne abbiamo individuati cinque, avvalendoci anche del prezioso supporto di ItalHoop, portale di assoluto riferimento per monitorare la crescita dei giovani prospetti.
DAVIDE MORETTI: obbligatorio partire dal giocatore del 1998, figlio d’arte e con un fratellino Niccolò, classe 2004 che pare promettere molto bene. Unica vera novità dei convocati di Sacchetti ha già una discreta esperienza tra Pistoia e Treviso oltre che essere reduce dalla sconfitta, con la sua Texas Tech University, nella finale NCAA contro Virginia. Nell’ultima stagione ha prodotto, in circa 32 minuti di impiego, quasi 12 punti e 3 assist di media mostrando anche capacità di leadership notevoli. Un play-guardia che potrà far comodo anche grazie alla crescita avuta dal punto di vista fisico avvenuta nei due anni di college basketball
NICO MANNION: altro esterno, altro figlio d’arte, altro giocatore attualmente negli Stati Uniti dove ha ultimato il suo percorso nella Pinnacle High School. La prossima stagione approderà al college negli Arizona Wildcats. 18 anni, nato a Siena, ha già esordito in nazionale e molti si sarebbero aspettati anche una sua chiamata nelle recenti convocazioni. Soprannominato “Red Mamba” ha talento da vendere. Fondamentale sarà però la crescita dal punto di vista muscolare
MATTEO SPAGNOLO: brindisino di 16 anni, point guard, è recentemente passato al Real Madrid dove si è subito messo in luce vincendo il campionato cadetti, nella finale contro il Barcellona, risultando mvp con 20 punti, 9 rimbalzi e 4 assist. Prospetto notevole ha subito fatto innamorare l’esigente pubblico madrileno abituato anche a giovani talenti come Luka Doncic
LORENZO GUERRIERI: classe 2002, volterranno di origine, è da alcuni anni nella “cantera” del Barcellona. Centro di 208 cm rappresenta la speranza italiana in un ruolo, quello di pivot, in cui da tanti anni l’Italia fatica a produrre giocatori di eccellenza
SASHA GRANT: nella speciale graduatoria di ItalHoop è considerato il diciassettene più promettente del panorama cestistico indigeno. Ala piccola di quasi 2 metri è da alcuni anni al Bayern Monaco dopo essere passato dalla Grissin Bon Reggio Emilia. Attualmente sta disputando il torneo di San Benedetto del Tronto con la nazionale U18. Nella partita di esordio, vinta 84-52 contro i Paesi Bassi, si è distinto con 12 punti
Cinque ragazzi, cinque prospetti curiosamente tutti lontani dall’Italia in questa fase di formazione.
Il futuro, tutto sommato, non è poi così desolante.

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