Annunci
IntervisteSenza categoria

11 anni fa il miglior marcatore di Euroleague era lui: Eurodevotion incontra Marc Salyers

Regular Season conclusa.
Tempo di bilanci per alcuni team e di premi individuali.
Uno dei più ambiti è l’Alphonso Ford Trophy, titolo che si aggiudica il capocannoniere della Turkish Airlines Euroleague.
Premio che nella stagione 2007-08, con la maglia del Roanne, si aggiudicò Marc Salyers.
Contattato da Eurodevotion si è dimostrato subito disponibile regalandoci spunti interessanti sulla pallacanestro di oggi, sul Fenerbahce e sugli anni italiani.

– Forza fisica straripante, mani molto educate, caratteristiche che nel basket moderno, dominato da due combo in grado di minacciare la difesa e dalla ricerca di un quattro non solo più perimetrale, sembrano perfette per il Marc Salyers giocatore. Rimpianti? Come ti vedresti nella Eurolega di oggi?

Il gioco è molto cambiato da quando sono arrivato in Europa nel 2001. Noi giocatori capaci di muoverci in più ruoli eravamo un po’ penalizzati da una pallacanestro più standardizzata a livello di posizioni. Il mio stile è decisamente più ricercato e in voga adesso e per questo sarei stato con più estimatori ed efficace nel basket moderno. Avrei dominato sia in Eurolega che in Nba (risata)

– Ti sei ritirato soltanto da cinque anni. La domanda precedente evidenzia come sia cambiato, in un tempo così ridotto, comunque il gioco. Questo sport, in maniera naturale o forzosa, ha subito mutamenti sostanziali. Sei d’accordo?

Si e adoro il modo in cui questo gioco sta cambiando. La maggiore importanza del tiro da tre punti e di giocatori in grado di interpretare più ruoli rappresentano il mio habitat naturale. La direzione che ha preso la pallacanestro dal punto di vista tecnico mi piace molto.

– Una delle tappe della tua carriera è stato il Fenerbahce nella stagione 2004-05. Un club molto diverso da quello attuale, ante sponsorizzazione Ulker. Quanto ti sarebbe piaciuto giocare nel Fenerbahce di oggi? Di coach Obradovic? Pensi sia il numero uno tra i coach?

Amo il Fenerbahce, il club, la città, i tifosi, tutto insomma. Penso che quell’anno con Omer Onan in campo e Aydin Ors in panchina si siano gettate le basi per il Fenerbahce di oggi. Ebbi l’opportunità di tornarci dopo essere stato capocannoniere dell’Eurolega ma rifiutai per una questione di soldi e questo è il mio più grande rimpianto della carriera. Per me Aydin Ors è il migliore di sempre ma oggi Obradovic insieme a Blatt rappresenta l’eccellenza come allenatore. Mi sarebbe piaciuto giocare per Obradovic. La sua passione non ha eguali.

– Sei l’unico lungo, insieme a Linas Kleiza, ad aver vinto il premio “Alphonso Ford” come capocannoniere della Eurolega. Un titolo non banale considerando il livello della competizione. Cosa ricordi di quella stagione? Quali particolari condizioni ti portarono a primeggiare nella specifica categoria?

Penso che gran parte del merito vada al mio coach di quella stagione, JD Chouler. In quella edizione di Eurolega fu precursore del basket attuale e mi ha permesso di eccellere mettendomi nelle condizioni di rendere al meglio. Lo ammetto, ho dominato.

– In una tua intervista mi ricordo di aver letto che non avresti mai pensato di diventare professionista. Il tuo esordio fu proprio nel nostro paese, in Italia, a Borgomanero. Come si concretizzò il tuo trasferimento a 22 anni in Piemonte? Sappiamo che sei anche molto legato al nostro paese e non escludi di tornarci. Cosa ti ha colpito maggiormente dell’Italia? E delle quattro esperienze quale ricordi con maggiore affetto?

Amo l’Italia. Mia moglie è cresciuta a Padova (la modella marocchina Jihane Louhkiar) ed abbiamo una proprietà con Loredana e Gianna Gasperi. Sarà per sempre la mia seconda casa. Mi sono innamorato immediatamente della gente italiana e della vostra cultura. Inoltre che dire del cibo e del vino? Non sono secondi a nessuno. Mi piacerebbe tornare ad allenare un giorno nel vostro paese.

Jihane Louhkiar

– Avendo bazzicato in Italia a lungo che ne pensi dell’Olimpia Milano? Unica squadra italiana che partecipa all’Eurolega?

Penso che Milano sia un grande club con una storia importante alle spalle. Mi spiace, però, che sia l’unica squadra italiana a partecipare alla massima competizione europea. Quando ripenso ai miei primi anni in Italia e ad alcune grandi squadre italiane di allora (Bologna, Siena, Pesaro, Varese ecc…) mi rammarico nel non vederle ai massimi livelli.

– Opinione diffusa è che l’Eurolega sia la lega degli allenatori. Quale è il coach che ti ha insegnato di più?

Probabilmente Federico Danna è stato il coach che mi ha insegnato di più sulla pallacanestro europea e su essere un professionista. Ero troppo giovane e “stupido” quando sono stato suo giocatore ad inizio carriera. Ma lo devo ringraziare di cuore perché se negli anni successivi sono stato capocannoniere in Turchia è merito dei suoi insegnamenti.

Look estrosi, una passione mai nascosta per la vita notturna. Non sicuramente una atleta banale. A tal proposito quale è l’episodio più divertente che ricordi nel tuo periodo da atleta?

Mi piace vivere al massimo, questo è certo e rifarei tutto (o almeno la maggior parte)

Marc Salyers Look

– Hai anche simpatie calcistiche avendo frequentato il nostro paese così a lungo?

Sono tifoso della Juve. Adoro Gigi Buffon. Sono triste che abbia lasciato la squadra bianconera.

– Tornando alla Eurolega, quale è il tuo quintetto ideale della stagione in corso?

Ho troppi amici che giocano e non voglio mettermi nei guai per aver lasciato fuori qualcuno. Sicuramente ci sarebbe Adrien Moerman. Gioca a quei livelli perché gli ho insegnato tutto io (risata)

– Concludiamo con un pronostico secco: chi sarà campione d’Europa a maggio a Vitoria?

Non ho dubbi, vincerà il mio Fenerbahce

Grazie di cuore Marc.
Mai banale.
Come il suo look.

 

Annunci
Tags

Related Articles

Back to top button
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: