Vincere tirando con l’8% da tre? La Virtus lo fa contro Ulm con la durezza mentale dei campioni

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Si sapeva che non sarebbe stata una partita facile per la Virtus: chi sottovalutava Ulm probabilmente non l’aveva vista giocare. I tedeschi non avevano battuto la testa di serie numero uno Badalona per puro caso senza il loro centro titolare.

La pallacanestro di coach Lakovic è davvero bella e spesso anche letale. Lo sapevano bene i ragazzi di coach Scariolo che avevano preso una bella scoppola in terra teutonica nella fase a gironi. Se già il format di questa spietata EuroCup permette a chiunque di vincere a chiunque, contro una squadra rognosa come Ulm la possibilità di subire lo sgambetto era ancora più alto.

Chi si aspettava quindi un quarto di finale semplice non aveva capito nulla. Al PalaDozza sono stati 40 minuti di bolgia, di battaglia vera. E diciamolo fin da subito: il pubblico virtussino in questa stagione non si è mai fatto sentire come stasera. Incredibile davvero, e rimarchevole, il supporto che è arrivato dagli spalti. Non è nemmeno un dettaglio che questa sera si giocasse al PalaDozza: palazzetto nel vero senso della parola rispetto alla Segafredo Arena; più caldo, più trascinatore. Anche questo ha fatto la differenza.

E poi c’è stata la partita. La chiave per la Virtus era sfruttare il vantaggio nel reparto lunghi e quindi sfondare attraverso la dimensione interna, difendendo bene soprattutto sugli esterni dove risiede tutto il talento tedesco. Sono arrivate entrambe le cose, anche se le percentuali al tiro del Ratiopharm potrebbero dire il contrario. Sì, perché le vu nere questa gara l’hanno vinta con la difesa e con il gioco interno. Il tutto infarcito con una mentalità ed una prova mentale da applausi.

Virtus Ulm

Virtus, il dato horror da tre qualifica la dimensione della vittoria

Un dato impressiona in negativo: la Virtus ha chiuso la gara con l’8% dall’arco! A segno solo 2 triple tentate su 24: quelle di Shengelia e Pajola, non esattamente due specialisti. Ulm ha tirato invece da tre punti col 42%: 6/10 di Blossomgame e 4/4 di Klepeisz. Leggendo questi dati emergono due cose. La prima è che quella difesa virtussina sugli esterni che si auspicava non c’è stata…anzi, no, non è andata così, perché i numeri dicono tanto, ma non sempre tutto. La verità è che la Virtus ha difeso molto bene stasera, sulla scia delle altre ottime ultime uscite d’EuroCup, ma semplicemente spesso gli uomini di Lakovic hanno visto un catino al posto del canestro.

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Due su tutti un insospettabile come Klepeisz e uno più sospettabile come Blossomgame. Lo diciamo qua: il secondo è già giocatore d’Eurolega per la capacità di far frusciare la retina dall’arco con impressionante continuità e soprattutto per durezza mentale.

La seconda considerazione proveniente da quei dati di cui si parlava sopra è che quando vinci tirando così dall’arco, allora davvero la squadra può dirsi forte. Come gruppo, e come integrità fisica e mentale la Virtus è arrivata al meglio a questo finale di stagione: parlano le partite dell’ultimo mese. Perché quando tiri così male e gli altri invece lo fanno molto bene, ma vinci comunque allora significa che in campo hai messo qualcosa di più. Grinta, determinazione, tenacia, voglia, coraggio, compattezza…si può dire in trecentomila modi, ma è quella roba lì.

Ognuno ha portato il proprio mattoncino alla causa: l’energia di Sampson, la stoppatona di Weems, le accelerate di Cordinier, il post e i rimbalzi di Shengelia, la leadership di Hackett e Teodosic, però in tutto questo ha spiccato un giocatore. Sembra quasi di essere ridondanti, ma questo Mam Jaiteh è veramente da stropicciarsi gli occhi.

27 punti, 11 rimbalzi, 6 falli subiti e 38 di valutazione: i numeri di un giocatore dominante. Doveva essere il rimpiazzo di Udoh che in pochi conoscevano: è diventato un centro che sta dominando l’EuroCup. Non male si direbbe. In area è diventato quasi una sentenza, ha affinato incredibilmente la sua tecnica in un solo anno (vedi i liberi), è vero che gioca con uno come Teodosic ma si fa trovare sempre nel posto giusto, legge spesso l’andamento dell’azione in modo sorprendente. Insomma, sempre più decisivo, determinante e fondamentale.

Tanti meriti, poi, anche a coach Scariolo che negli ultimi minuti cruciali ha azzeccato tutte le scelte tattiche incartando i tedeschi e portando così la squadra al trionfo. Una prova da grande allenatore: perché, come ha detto nel postpartita in conferenza stampa, i coach si esaltano quando si fa fatica a segnare e si ha il margine di errore limitatissimo per rimanere attaccati alla gara.

E’ una vittoria, insomma, che lascia tantissimo alla Virtus. Innanzitutto la certezza di essere tra le prime quattro d’EuroCup quando molte delle dirette avversarie, considerate ad inizio anno come contender, sono cadute. E poi la consapevolezza che il gruppo è forte sia tecnicamente che mentalmente. I biaconeri non potrebbero arrivare alle fasi calde della stagione in un momento migliore: tutti gli ingranaggi sembrano essere al loro posto.

Però ora è tempo di godersi la vittoria. Poi si penserà alla semifinale con la consapevolezza, appunto, di avere davvero tutto per arrivare fino alla fine.

(Credits photos: EuroCup, Virtus Bologna)

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