Efes Olimpia (G3): decisivo il talento di Larkin e Micic

Contesa risolta solo nelle battute finali

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Efes Olimpia si conclude con la vittoria dei turchi che conservano il vantaggio del fattore campo conquistato nella prima sfida portandosi ad un solo successo dalle Final Four.

I ragazzi di Messina ci hanno provato ma nel finale a prevalere è stato l’Anadolu Efes.

Risultato finale di 77-65 che proviamo ad analizzare con le consuete prerogative di Eurodevotion.

11-0

Riduttivo, forse banale, ma inevitabile ripartire dal parziale di 11-0 che ha fondamentalmente chiuso la partita in favore dell’Efes. Milano, dopo una lunga e commovente rincorsa, si era ritrovata avanti sul punteggio di 61-63 a poco più di cinque minuti dalla sirena conclusiva. Un vantaggio costruito a conclusione di una azione che ha raccontato i punti di forza e di debolezza della serata di Istanbul dell’Armani Exchange. Un canestro pesante arrivato dopo due rimbalzi consecutivi in attacco dell’Olimpia (ben 14 anche nella terza gara) figli di errori su piazzati da tre punti ben costruiti. Bentil, Rodriguez, Ricci, per citare alcuni dei protagonisti, hanno avuto l’opportunità in più di una occasione di punire la difesa turca con tiri conseguenti ad una ottima circolazione di palla ma purtroppo le percentuali basse hanno raccontato una realtà ben diversa. I soli due minuti in campo di un Datome, evidentemente non ancora pronto, aumentano i rimpianti e l’amarezza per la sconfitta pensando alle doti di questo giocatore dall’arco.

Efes Olimpia

LA PRESENZA DI RODRIGUEZ

La presenza alla palla a due del “Chacho” ha rappresentato un segnale importante, un sintomo di come probabilmente Messina volesse puntare in maniera forte sulla conquista di questa sfida per riportare la serie a Milano. La resilienza e l’orgoglio mostrato da tutta l’Armani Exchange fa comunque ben sperare per la sfida da dentro e fuori di giovedì. La second unit ha risposto presente, soprattutto con Jerian Grant e Kaleb Tarczweski, e le sorti di questa serie passano inevitabilmente da giocatori meno impegnati durante la stagione ma diventati fondamentali a causa delle tante assenze. Lo spagnolo, chiaramente non al meglio, è stato sul parquet per 27 minuti subendo i continui attacchi in isolamento da parte dei turchi. Hall, meno impiegato in fase di regia, è stata l’anima offensiva dell’Olimpia nel terzo quarto ma è chiaro che i biancorossi paghino i 42 punti subiti nella prima frazione. La rosa attuale ha al massimo una settantina di punti nelle mani e la possibilità di raggiungere Belgrado passa inevitabilmente dal lavoro nella propria metà campo. Difficile comunque chiedere onestamente di più ad un roster che sta gettando il cuore oltre l’ostacolo.

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LARKIN E MICIC

L’Armani Exchange ha sostanzialmente giocato la partita che aveva in mente, una contesa in cui arrivare nei minuti finali in equilibrio e sperare nella scarsa vena di Larkin e Micic. Un estratto delle parole di Messina esplica i tribolati i minuti finali: ““Prendo in prestito una frase che ha usato il mio collega Ergin Ataman dopo Gara 2. Come loro allora, noi stasera non abbiamo giocato in modo intelligente negli ultimi tre minuti di partita, quando abbiamo coronato una grande rimonta e messo la testa avanti“. Le battute conclusive sono state completamente antitetiche rispetto a quelle della partita precedente al Forum ed i due fuoriclasse hanno dimostrato come la componente talento sia ancora determinante nello sport. Sul punteggio di 66-63 due “bombe” consecutive della premiata ditta hanno consegnato il match point sulla racchetta di Ataman. L’Efes non mi ha convinto neanche in questo terzo atto della serie ed il rammarico per le tante assenze in casa Olimpia viene ulteriormente implementato. L’impressione è la solita, un attacco troppo figlio di isolamenti ed anche il finale emblematico di come le individualità si siano anteposte al collettivo. La sconfitta di ieri, come dichiarato dal coach milanese, non deve deprimere l’ambiente e conferma come l’unico modo per poter pensare ancora a Belgrado passi da una grande difesa e dai giocatori di maggiore qualità come è stato questa sera per i turchi e nella vittoria Olimpia con Shields e Rodriguez. Chiudiamo citando una celebra frase di Michael Jordan: “con il talento si vincono le partite ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati“. La sfida della Sinan Erdem Sports Hall lo ha confermato per l’ennesima volta.

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