Virtus, nessuna vittoria è scontata, soprattutto in emergenza

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Mai dare per scontata una partita, e quindi una vittoria: già questa sarebbe una regola sempre valida di base. Lo è a maggior ragione quando si è in emergenza, soprattutto se l’emergenza è quella estrema a cui deve far fronte la Virtus Bologna. Per i bianconeri la lista degli indisponibili è composta dai soliti Abass e Udoh a cui si uniscono Mannion, Hervey e Cordinier: insomma praticamente un quintetto da Eurolega fermo ai box. Si sono viste squadre più fortunate…

Proprio per questo motivo non era da sottovalutare la sfida contro Patrasso, anche perché come ormai abbiamo imparato a capire, col nuovo format dell’EuroCup ogni gara è cruciale per ottenere alla fine della fase a gironi un buon piazzamento e quindi la possibilità di giocarsi poi le gare ad eliminazione diretta in casa. Vantaggio mica da poco.

Le rotazioni, in virtù di quanto detto, sono per forza di cose ridotte all’ossa e sarebbe troppo pretendere la stessa intensità da parte di un gruppo di giocatori che gioca ogni tre giorni e che non ha più possibilità di ruotare secondo i piani che avrebbero dovuto essere in vigore, se la sfortuna non si fosse abbattuta sulla squadra bianconera.

La Virtus decide di chiudere il discorso nel terzo quarto

La Virtus approccia bene la sfida col Promitheas, parte col piede giusto: sa che la qualità dei greci non è altissima ed allora prova a giocare a ritmi alti. Le gambe però sono affaticate e pesanti e non riescono sempre a seguire quelli che sarebbero gli intenti: Patrasso riesce a rimanere in partita e il primo tempo si chiude così sul 43 pari.

Non si può rischiare nulla però: una vittoria è troppo importante. Allora le vu nere alzano le marce nel terzo periodo: intensità su entrambi i lati del campo ed ecco che magicamente (sic!) arrivano ottimi tiri e fioccano conclusioni semplici, mentre i greci dall’altra parte non trovano più la via del canestro. Il seguito è molto semplice: si tratta solo di amministrare facendo giocare le seconde linee e quindi cercando di fare ricaricare le batterie ai big in vista dei prossimi appuntamenti.

La bella notizia appunto è stata quella di riuscire a tenere in campo per molti minuti le seconde linee: 20′ per Ruzzier, 20′ per Alexander e addirittura 4′ per Ceron. Tra l’altro da sottolineare come l’ex Varese Ruzzier si stia inserendo lentamente ma con costanza negli ingranaggi della squadra dimostrandosi pedina preziosa per fare rifiatare i pezzi grossi garantendo comunque un livello qualitativo significativo in cabina di regia. Il tutto riuscendo anche a conquistarsi uno spazio nei cuori dei tifosi che stanno apprezzando la sua caparbietà ed i suoi costanti passi in avanti: il boato della Segafredo Arena al frusciare della retina dopo la sua tripla sta ad indicare proprio questo.

Quali sono stati i due fari della vittoria? Il solito Kyle Weems, ormai sinonimo purissimo di garanzia e leadership, e il cigno Amar Alibegovic: i tifosi e gli appassionati di questo sport lo stanno aspettando pazientemente da tempo, coscienti di quello che potrebbe fare con quel fisico in un campo da basket. Oggi per l’ex Virtus Roma altri passi in avanti, ma è evidente come il suo rendimento passi da una solidità mentale che il ragazzo dovrà mantenere e fare propria se vorrà alzare l’asticella. Quello bianconero è l’ambiente giusto per fare ciò e la strada da seguire è quella tracciata questa sera, ovvero giocare senza paura e con la consapevolezza di avere doti prodigiose, se ben usate.

Unica nota negativa della serata (oltre al solito problema legato ai liberi: anche questa volta un 8/14 poco convincente)? La difficoltà a contenere il centro avversario quando questo è uno di quelli che tipicamente si incontrano nelle competizioni europee (come i vari Reed, Dubljevic, Omic già incontrati dalle vu nere). L’ex Roma Dario Hunt confeziona 14 punti e spesso dà l’idea di arrivare sempre prima sul pallone quando questo si aggira nel pitturato virtussino.

Questo problema la Virtus se lo sta portando avanti da inizio anno: esattamente da quando si è infortunato Ekpe Udoh. Mam Jaiteh ci mette una pezza spesso, ma troppo di frequente è costretto a caricarsi di falli e poi ancora dimostra di fare fatica ad essere un rimbalzista in fase dinamica. Servirà intervenire sul mercato? Difficile da dire, ma il problema c’è, soprattutto se si guarda sul lungo periodo, che alla fine è quello che conta.

Detto ciò, la vittoria è importante, non è scontata e lancia il gruppo verso un trittico di partite molto significativo in vista del giro di boa della stagione. Prima il derby con la Fortitudo, poi la trasferta con Gran Canaria e l’atteso scontro in campionato con l’Olimpia Milano. La gara più cruciale tra queste? Sicuramente quella che la Virtus giocherà il prossimo mercoledì in Spagna: lì ci si giocherà il primo posto del girone d’EuroCup e uno scontro diretto che potrebbe dire tantissimo in vista del fatidico piazzamento finale (pensando anche che poi le gare con le big, tranne con Valencia, al ritorno saranno tutte da giocare in casa).

L’emergenza infortuni proseguirà ancora per un po’ quindi la parola d’ordine in casa bianconera deve essere resilienza!

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