Gigi Datome ad AREA 52: Abbiamo un’identità già ben chiara, ma abbiamo grandi margini di miglioramento

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Gigi Datome è stato ospite di AREA 52, il contenitore di approfondimento sul basket di Eurolega ed Eurocup curato da Andrea Solaini, Marco Pagliariccio e da chi scrive.

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Gigi Datome è stato il graditissimo ospite di AREA 52 in una puntata dedicata ai grandi italiani di Eurolega. “Gigione” infatti si appresta a superare Gianluca Basile come primo realizzatore azzurro di tutti i tempi nel massimo torneo continentale. E proprio Gianluca Basile è stato l’ospite che ha preceduto l’entrata in trasmissione dell’attuale Capitano della Nazionale nonchè tassello fondamentale nell’Olimpia Milano di Ettore Messina.

Da campione a campione, ecco la nostra chiacchierata integrale con Gigi.

Venerdì sera c’è l’Olympiacos… probabilmente non sarebbe cambiato il vostro approccio, però è chiaro che arrivare da 2 sconfitte (in una trasferta di una settimana, per di più dopo un infortunio grave che vi toglie una grossa risorsa come Mitoglu), è un boost motivazionale non da poco, contro una squadra che quest’anno sembra davvero tornata ben più che competitiva…come la vedi a 48 ore dalla palla a 2?

«Le squadre si vedono nei momenti più difficili, questo non lo è particolarmente ma la mancanza di Dinos si sentirà. Si aprono però opportunità per altri che magari avevano meno minuti. In una stagione così lunga due KO di fila possono capitare. Bisogna tenere il timone fermo, guardare avanti e proteggere il campo di casa con l’Olympiacos proseguendo con la serenità che abbiamo».

Il Punto di Toni Cappellari

«Vedo una tendenza a esser sempre più fisici. Tutti cambiano, reggono i mismatch e forse è un indizio per valutare i punteggi bassi sinora»

Gigi, pochi hanno la tua esperienza in questo torneo… Quest’anno i numeri di 9 giornate ci dicono che le difese dominano, mentre tanti attacchi, anche quelli di chi sta ai primi posti della classifica, faticano. Credi sia pura casualità che si risolverà col tempo, oppure una questione di scelte degli staff ed allora ci vedi qualcosa di tecnico che presuppone magari un certo cambiamento del gioco?

«Vedo una tendenza ad essere sempre più fisici. Tante squadre che cambiano, tanti giocatori che tengono quei cambi, sia gli esterni su chi è spalle a canestro, sia i lunghi su chi attacca da fuori. Lo dico così banalmente, poi magari nelle prossime giornate ci sarà chi fa 90 punti e gli attacchi torneranno nelle medie usuali. Credo che però questa fisicità sia un indizio come causa dei punteggi bassi».

Siete partiti molto forte in questo inizio di stagione ma la cosa, storicamente, raramente è positiva in Eurolega: da quando c’è la regular season a girone unico, la squadra campione d’inverno non ha mai vinto il titolo, addirittura l’Efes dello scorso anno era 11° a metà stagione, ma anche il “tuo” Fener che vinse il titolo girò al 5° posto a metà stagione. Non hai paura che questo essere partiti molto forte possa trasformarsi paradossalmente in un “troppo” forte? Idem per il tuo rendimento.

«Sono d’accordo, l’importante è arrivare pronti nel momento chiave. sani, in forma fisica e mentale. Per il nostro calendario nel girone di ritorno andremo sui campi di Efes, Cska, Real, Barça, Olympiacos e quindi più fieno in cascina mettiamo meglio è. La nostra identità l’abbiamo costruita in tempo relativamente breve ed i meccanismi funzionano, sembriamo avanti. Però vedo ampi margini di miglioramento. Poi l’importante è arrivare sani ai Playoff dove possiamo giocarcela con tutti».

«Nel futuro non mi ci vedo come allenatore, le circostanze detteranno quello che sarà»

Tu Gigi sei vicepresidente del players board dell’ELPA (assogiocatori di Euroleague). Siamo in una fase delicata, in cui si parla di trattative per l’apertura di un confronto per appianare le divergenze con la Fiba. Voi giocatori come vi ponete in questo senso? Ti butto lì un paio di tematiche: le finestre per le nazionali, il format di Eurolega, l’idea di un contratto collettivo, ecc…

«L’accordo collettivo stiamo cercando di finalizzarlo, è stato rallentato dalla pandemia ma sono ottimista. Le finestre delle nazionali ho sempre detto che non sono fatte bene. Io oggi non posso andare in Nazionale e non mi piace. Leggo che si sta cercando far giocare gli atleti di Eurolega fermandola in un’occasione , ma non basta. Quelli della NBA? Quelli del college? L’estate è il periodo giusto, è perfetta per tutti. D’inverno non c’è tempo nemmeno per costruire una squadra, chi si trova oggi si gioca una qualificazione mondiale dopo tre, quattro allenamenti. Non è il modo di offrire il prodotto migliore. Da ELPA ci preoccupiamo di Eurolega, abbiamo voce in capitolo, siamo ascoltati e ci siamo anche noi. FIBA ed Eurolega? Speriamo mettano da parte un po’ di problemi che ci sono stati negli anni, raggiungendo un po’ più di serenità».

Eurodevotion-Backdoor

«Le finestre delle nazionali non vanno bene. L’estate è il periodo ideale. Oggi con tre, quattro allenamenti devi giocarti una qualificazione mondiale»

Qualche anno fa, oltre a rivedere in Jayson Tatum alcune tue movenze (cosa per cui mi avevi cazziato…), ti avevo chiesto se avessi mai pensato al tuo futuro. A parte chi ti voleva collega dei vari Danilovic, Sabonis e Garbajosa, non so perché ma io un Gigi in panchina lo vedrei benissimo. Ok, adesso puoi cazziarmi un’altra volta… ma hai già qualche idea sul tuo “dopo”?

«Non mi ci vedo come allenatore, anche se credo, forse presuntuosamente, che potrei farlo ed anche bene. Ho avuto tanti allenatori e mi rendo conto che potrei fare molto meglio di tanti che ho avuto… Non di tanti, di alcuni. Poi so di aver detto una cosa molto presuntuosa, me ne rendo conto, perchè fare l’allenatore non è per niente facile. Non mi ci vedo, ma so anche che ad esempio Rasheed Wallace, che ho avuto come assistente a Detroit, mi disse che mai avrebbe pensato di farlo ed infatti è durato anche poco… Per il dopo ho tante idee ma non chiare e le circostanze detteranno cosa succederà, non ho ansie per il futuro».

Che squadra ti ha rubato l’occhio sinora, togliendo la tua Olimpia?

«Olympiacos è molto solido e chi è solido di solido va in fondo, il Real ha un potenziale veramente vasto ed il Maccabi lo vedo molto talentuoso, meno solido dell’Oly, con forse più “up and down”, ma comunque ricco di talento».

Come si spiega ai più giovani come scendere in campo 48 ore dopo aver subito un’asfaltata come quella di Kazan? Cosa spiegate tu, il Chacho e Kyle su come azzerare quanto accaduto poche ore prima?

«Che è una gran fortuna tornare in campo subito, perchè dopo una serata così hai solo voglia di tornare in campo e dimostrare che non sei quello. A parte il risultato, a San Pietroburgo abbiamo dimostrato con personalità che non eravamo quelli di due giorni prima, dove quanto è successo è arrivato per demeriti nostri ma anche per meriti dell’Unics».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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