Il Bayern non incanta, ma batte con autorevolezza un Baskonia spento

Il Bayern Monaco riscatta la sconfitta patita dallo Zenit superando 77-66 il Baskonia nel turno 15 di Turkish Airlines Euroleague

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“Dobbiamo trasformare la frustrazione in energia”

Così Andrea Trinchieri ha introdotto la sfida del suo Bayern al Baskonia, alla vigilia. I suoi ragazzi hanno eseguito l’ordine piuttosto bene, almeno per tre quarti. Vendicata l’amara sconfitta di San Pietroburgo di due giorni fa, arrivata dopo avere condotto le operazioni in lungo e in largo.

Il 77-66 finale rispecchia pienamente l’attuale superiorità dei bavaresi su un Baskonia che sembra aver perso la via maestra nel proprio percorso di crescita. Arrivata alla terza sconfitta consecutiva in Turkish Airlines Euroleague, non sembra esservi traccia della squadra intensa e in grado di sorprendere con successi prestigiosi nella fase inziale del Torneo.

Entriamo maggiormente nella sfida dell’Audi Dome con i classici 5 punti di Eurodevotion

4’30”

Il tempo trascorso nella partita, prima che il Bayern riuscisse a sbloccare quota zero dal tabellone. Il primo canestro, infatti, è targato Leon Radosevic con una tripla frontale.

E’ l’emblema delle difficoltà iniziali della squadra di Andrea Trinchieri, che parte con 0/8 al tiro. Wade Baldwin non riesce ad accendere la luce in attacco. Il merito è del buon lavoro di Pierria Henry in contenimento, in primis.

Altrettanto ben coadiuvato da Youssoupha Fall e Achille Polonara che, alternativamente, portano sostegno sfruttando anche le lunghe braccia per inibire la visione periferica dell’elettrica guardia ex Olympiacos. Nonchè per creare ingombro all’interno del pitturato, impedendogli una facile linea di penetrazione diretta al ferro.

Nonostante ciò, gli ospiti non fanno molto meglio e non riescono a capitalizzare. 2/7 dal campo il bottino, in virtù di una tripla di Pierria Henry, assistita ancora da Polonara al termine di una bella circolazione di palla collettiva sul perimetro. Cui si aggiunge un canestro di Youssoupha Fall sotto canestro.

Come da premesse, la partita vive una prima fase all’insegna della forza di due delle migliori difese del Torneo.

La forza della panchina del Bayern

Prima ancora della palla a due, era evidente che Andrea Trinchieri potesse sfruttare, a suo vantaggio, il beneficio di avere rotazioni più profonde.

E’ proprio grazie a una panchina produttiva che il Bayern trova ritmo, entra realmente in partita e tenta la fuga nel secondo quarto. Trova il massimo vantaggio sul 36-21 al 18′. Attore principale Jalen Reynolds. Il centro ex Maccabi è una presenza dominante nel cuore dell’area basca.

Bravo a prendere posizione profonda per la ricezione spalle a canestro e girarsi sulla mano destra per il semigancio vincente. E’ un rebus costante per un inconsistente Tonye Jekiri, troppo morbido nella marcatura e nel tagliafuori. Non tocca miglior sorte nemmeno a Ilimane Diop, che si ritrova con 3 falli a carico in men che non si dica. 10 punti, 3 rimbalzi e 15 di PIR nel suo primo tempo.

Solida anche la prestazione di Paul Zipser. Non una prim’attore in attacco, ma comunque una soluzione che fornisce le giuste garanzie. Puntuale nel punire il ritardo del suo marcatore diretto. Che sia per delle rotazioni che non scattano con i tempi giusti o per un close-out mal eseguito, che l’ala piccola tedesca è brava ad attaccare per costruirsi lo spazio per l’arresto e tiro.

Poi c’è spazio anche per Sasha Grant il quale, da fedele e prezioso soldato, si attacca a Zoran Dragic non concedendogli respiro. L’italiano gioca bene d’anticipo, negando la ricezione alla guardia slovena. Lavoro simile svolto anche da Zan Sisko. In una squadra che ambisce a proporsi nelle zone di vertice, ci vogliono anche giocatori “di rincalzo” che comprendano il loro ruolo e lo recitino in maniera precisa. Anche quando si tratta di fare del lavoro sporco.

Poi si accende anche Wade Baldwin e, allora, sono dolori per i ragazzi di Ivanovic. Non è una coincidenza che, al 38-30 con il quale le squadre rientrano negli spogliatoi all’intervallo lungo, corrisponda esattamente il 17-9 in favore della panchina bavarese.

L’attacco a metà campo del Baskonia

Continua a essere il vero tallone di achille della squadra spagnola. Lo avevamo già sottolineato alcune settimane fa, in occasione della vittoria casalinga ai danni del Panathinaikos.

Per carità, Pierria Henry rimane apprezzabile per il suo ottimo inizio di stagione. Un facilitatore della maggior parte delle situazioni offensive dei baschi. Un giocatore sempre più vicino alla piena maturità cestistica e sempre con un pensiero fisso in testa: team first

Il problema è che, intorno a lui, troppo spesso la manovra si inceppa perchè il movimento senza palla dei compagni crea poche linee di passaggio pulite. L’impressione è che, al fianco della point-guard americana, ci sarebbe bisogno di un altro trattatore di palla, con le caratteristiche spiccate dell’attaccante in grado di arrivare con facilità al ferro così come di crearsi il tiro in autonomia.

Uno c’è già e si chiama Luca Vildoza, ma sembra non sufficiente per inseguire i playoff. Attualmente, nè Arturs Kurucs nè Sander Raieste appaiono in grado di fornire le risposte auspicabili. Per cui, forse, si dovrebbe sondare il mercato. Lo stesso che non si è voluto esplorare dopo il prematuro addio di Khadeen Carrington nella pre-season, ovvero colui che avrebbe potuto corrispondere perfettamente a questa tipologia di profilo.

Nel frattempo, ci si chiede perchè Pierria Henry e Luca Vildoza vengano proposti quasi sempre singolarmente e così poco insieme. Questo Baskonia, se vuole fare un salto di qualità, ha bisogno di sinergie tecniche di livello superiore.

Percentuali e rapporto assist/perse

Come accade abitualmente nelle partite vinte, la difesa è la forza motrice principale del Bayern. Oggi è stata anche ancora di salvezza cui aggrapparsi, tra fine terzo periodo e inizio del quarto, per respingere il tentativo di recupero da parte del Baskonia. Quando i padroni di casa sono apparsi degli zombie, riprendendo le parole di Trinchieri nella intervista flash di fine partita.

In questo frangente, è arrivato il 9-0 che ha spento le speranze altrui, già rese flebili dalla scarsa vena al tiro mostrata in precedenza. Pensare di vincere, in Eurolega, con il 35,7% da due e il 25% da tre, è semplicemente esercizio di fantasia. In quest’ottica, al Bayern basta e avanza il 25/51 da due (49%) e il 35,7 da tre (5/14) per ottenere i due punti senza alcun patema.

Altra chiave importante, in un match dal ritmo piuttosto basso, è stata il migliore trattamento di palla. I padroni di casa, infatti, hanno totalizzato 16 assist, dato di per sè non eclatante, a fronte di sole 5 perse però. Qualità che è mancata al Baskonia, che ha smazzato più passaggi decisivi (18), ma ne ha lasciati andare più del doppio rispetto agli avversari (12)

Diamo i numeri (ancora)

Bayern-Baskonia è stata sfida che ha confermato alcune tendenze statistiche, smentito altre e segnato il raggiungimento di alcuni importanti traguardi individuali.

I tedeschi si confermano difesa di èlite. Prima della palla a due, 76.6 erano i punti concessi e 33,1% la percentuale tenuta dagli avversari. Questa sera, la squadra di Andrea Trinchieri si è addirittura migliorata.

Il Baskonia, da par suo, si conferma squadra in grado di garantirsi tante seconde opportunità in attacco. Seconda nella speciale graduatoria dei rimbalzi offensivi (11.7), anche oggi sono arrivati 13 secondi possessi, grazie soprattutto ai 3 palloni raccolti da Achille Polonara e Rokas Giedraitis sotto il tabellone nemico.

Netta inversione di tendenza per quanto riguarda il dato dei rimbalzi in generale. Nelle sconfitte, abitualmente i baschi crollano a 31.9 carambole catturate. Questa sera, invece, non sono bastati 39 rimbalzi per cogliere un importante successo esterno. Cifra che sarebbe stata in linea con il fatturato nelle vittorie. Semplicemente il migliore dell’Eurolega con 37.7 rimbalzi nelle proprie mani.

Serata importante anche per Rokas Giedraitis, seppur non felicemente coronata con una vittoria. Il lituano sfonda la barriera dei 500 punti segnati in carriera con i 10 punti messi insieme questa sera. Frutto di un 3/5 da due e un immacolato 4/4 dalla lunetta.

Partita che rimarrà a lungo nella mente di Jalen Reynolds, che raggiunge il suo nuovo career-high a quota 21. Parte di una prestazione da MVP condita da un ottimo 8/11 in area, 9 rimbalzi, 7 falli subiti e 29 di PIR.

Immagine in evidenza: FC Bayern Basketball

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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