Il Maccabi cambia marcia nel terzo quarto e passa agevolmente in casa dello Zenit

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Il Maccabi Tel Aviv non si ferma più: alla Sibur Arena di San Pietroburgo arriva la quarta vittoria consecutiva in Turkish Airlines Euroleague per gli uomini di Ioannis Sfairopoulos.

Un successo netto, ben più di quanto suggerisca il 71-82 finale a tabellone, frutto di un terzo quarto da 28-12 che ha letteralmente tagliato le gambe ai padroni di casa, capaci di chiudere sotto di un punto all`intervallo.

Analizziamo attraverso i 5 punti di #eurodevotion gli aspetti più rilevanti di questo match della 14a giornata:

Ritmo alto e pallacanestro godibile nel primo quarto

È decisamente il passaggio della partita più avvincente e piacevole dei 40 minuti in terra russa: le due squadre accettano di sfidarsi a viso aperto e di correre fin dai primi possessi, offrendo anche soluzioni di qualità.

Gran parte del merito va attribuito agli ospiti, che mostrano un ampio ventaglio di opzioni offensive tra giochi a due, dai e vai e triangoli che coinvolgono il centro sia in post alto che in post basso con quest`ultimo spesso nella postura corretta per essere in visione della maggior porzione di campo possibile e, di conseguenza, in grado di mettere in ritmo i tiratori sul perimetro. Ne esce una frazione da 8 assist per un 3/3 da 3 punti e un buon 6/11 da due.

Lo Zenit comunque non sta a guardare e tiene il passo grazie soprattutto al solito Gustavo Ayon, di cui parleremo nel prossimo punto. Da contraltare per entrambe, la gestione delle scelte in alcuni frangenti: sono infatti 7 i turnovers per gli ospiti, a fronte delle 5 perse (e altrettanti assist) dei padroni di casa

Gustavo Ayon: una serata da record

Pochissimi i motivi per sorridere all`interno della squadra di Joan Plaza, sempre più fanalino di coda in classifica. Tra questi, certamente vi è il raggiungimento di un traguardo importante da parte del proprio centro messicano: con le due rubate nella sfida al Maccabi, il numero 34 raggiunge Nikola Vujcic in cima alla speciale classifica all-time di Eurolega limitatamente al ruolo di centro, a quota 181.

Il tutto con il diretto interessato a osservarlo a brevissima distanza, in qualità di Team Manager degli israeliani, che avrà potuto apprezzare la consueta qualità dei movimenti spalle a canestro dell`ex Real Madrid, che ha provato a tenere a galla i suoi, ma ci è riuscito solamente per un tempo, prima che Othello Hunter prendesse pienamente possesso delle aree e con lui tutto il Maccabi.

11-2

È il parziale che ha propiziato lo strappo decisivo sugli esiti della sfida nei primi 3’05” della terza frazione di gioco. Il Maccabi scappa sul 32-42 costringendo coach Plaza al time-out dopo un canestro di Zoosman; Hunter e Eljah Bryant sono gli ispiratori principali del break mentre anche Scottie Wilbekin si iscrive alla partita con la tripla che è anche il suo primo canestro realizzato (al minuto 23!)

La forbice si allarghera’ ulteriormente, fino al massimo vantaggio esterno sul 39-59, in virtù di una difesa israeliana che si fa dominante per rapidità e pressione sui cambi e velocità nelle rotazioni, limitando l`attacco casalingo a 12 punti. Lo Zenit prova ad aggrapparsi ai rimbalzi offensivi (17 alla sirena finale, più dei 12 di media che rendono lo Zenit primo nella classifica di categoria) e alle incursioni di Alex Renfroe, ma non può minimamente bastare.

2

Le assenze di rilievo in casa Zenit: Mateusz Ponitka, che aveva già saltato la trasferta di Monaco per una concussion, cui si è aggiunto Austin Hollins.

Per quanto sia vero che non ci si debba attaccare agli infortuni come alibi, specie in una situazione di difficoltà tecnica pre-esistente, e pur considerando i giocatori out dall`altra parte, la perdita di questi due atleti significa rinunciare a punti, fisicità e presenza a rimbalzo, in sintesi talento, qualità non presenti in abbondanza dentro al roster.

La conseguenza principale è stato un utilizzo della componente indigena superiore al preventivabile e, forse, al consigliabile (Khvostov 20’49”, Trushkin 16’02”, Voronov 23’22”). Seppur siano apprezzabili gli evidenti sforzi profusi, a essa sembrano mancare gli strumenti per competere a questo livello.

Oltre gli infortuni: responsabilità e condivisione

Nate Wolters, Omri Casspi, Tarik Black e Jon Dibartolomeo fuori da diverse partite, 10 giocatori a referto ruotando praticamente in 9 (solo 4 minuti nel secondo quarto per Sandy Cohen).

In molti casi avremmo visto una squadra che affonda, nel gioco come in classifica, invece questo Maccabi è riuscito addirittura l`asticella, mantenendo la quarta posizione con scalpi eccellenti (vedasi CSKA settimana scorsa) e una imbattibilita’ che prosegue dal 22 Novembre, sera del pesante rovescio del Palau Blaugrana nel precedente doppio turno.

Merito di un gruppo in cui ogni giocatore ha fatto un passo avanti per colmare il vuoto lasciato dai big in infermeria mostrando personalità, oltre che di un allenatore che si sta dimostrando eccezionale nel creare la cornice adatta a far emergere i valori di un collettivo nel quale il nucleo israeliano, vero segreto dei grandi successi del passato, sta diventando sempre più credibile.

Yovel Zoosman è il giocatore maggiormente migliorato sotto la gestione Sfairopoulos, oggi agente speciale difensivo preziosissimo, in virtù dei suoi 200 cm e delle lunghe leve, oltre che giocatore più maturo a 360 gradi, come lo sta diventando Deni Avdija, talento cristallino e grande speranza del basket israeliano, che ancora deve irrobustirsi, ma che arriverà in maniera forte. Persino Jake Cohen, in tale contesto, svolge dignitosamente il suo compito dando minuti importanti di riposo a Othello Hunter, in attesa del rientro di Black.

Meno di 48 ore e sarà ancora palla a due per ambo le squadre: difficile trasferta a Istanbul, sponda Fenerbahce, per lo Zenit. Supersfida tutta da gustare per il Maccabi: alla Menora Mivtachim Arena arriva Rick Pitino con il suo Panathinaikos.

About Post Author

Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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