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La perfetta sinfonia di Maccabi e CSKA. Vince Itoudis ma non perde Spahija

Una grande notte di Eurolega. E’ la semplice sintesi di una gara bellissima, equilibrata, con prestazioni individuali notevoli che si sono accoppiate ad una splendida organizzazione di entrambe le squadre. Due allenatori che fanno il loro mestiere al meglio, due roster completi che, per quanto visto sinora, saranno perfettamente in grado di competere fino alla fine per i rispettivi obiettivi.

Vince il CSKA, perché in fondo è semplicemente più forte e sa gestire meglio un certo tipo di gare, non fosse altro che per quell’abitudine a lottare ad altissimo livello che ormai dura da quasi un paio di decenni. Perde, ma in realtà è solo sconfitto in una durissima battaglia, il Maccabi, probabilmente una delle squadre con il maggior bilanciamento tra atletismo e tecnica.

I nostri 5 punti, anche se per una gara del genere 55 forse non basterebbero.

  • Nando De Colo !!! Passano gli anni, cambiano gli avversari, ma il concetto di MVP resta saldamente ancorato al fenomeno di Sainte-Catherine. Tecnicamente è sempre stato di un altro pianeta per linearità e pulizia nei movimenti, così come nelle conclusioni: a 31 anni ha raggiunto un livello di maturità nelle scelte che lo pone ancora più in alto. E difende, caspita se difende! Come il suo CSKA, che ieri ci ha proposto delle serie dietro da urlo. Che Dio ce li preservi e non ce li tolga come purtroppo avvenuto parzialmente a Belgrado. A proposito… i  numeri: 27 con 7/10 da 2, 4/6 da tre, 3 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi, unitamente ad 1 sola (!) persa.
  • Tarik Black ed Angelo Caloiaro. Che il primo avesse tutti i mezzi per poter fare il vuoto al ferro, era segreto decisamente malcelato. Che il naturalizzato italiano di Saratoga fosse pronto a questo livello non era invece per nulla scontato. Non è difficile prevedere che dalle parti della Menora Mivtachim si innamorino tutti al più presto di entrambi, che hanno profilo e presenza per incarnare quei valori e quei profili che hanno fatto grandi tante versioni passate della squadra simbolo israeliana. In una notte in cui Wilbekin fatica non poco e Johnny O’Bryant si scontra con la dura realtà dell’Europa che conta, sono loro, coadiuvati al meglio da Michael Roll (che crescita!) e DeAndre Kane a mettere in grande difficoltà l’Armata Rossa.
  • I rimbalzi ed il peso intorno al ferro. Dopo una prima frazione in cui tutto ciò che cadeva nei pressi del canestro russo era quasi equamente spartito tra le due squadre, Itoudis ed i suoi hanno aggiustato il tiro e preso le dovute contromisure. In una battaglia durissima, sono stati un paio di palloni 50/50 a definire il risultato finale. Dato finale a rimbalzo 32-31 Maccabi, ma i 10 di uno straordinario, e mai sufficientemente considerato tra i grandi, Will Clyburn hanno avuto peso specifico totale.
  • Tecnicamente è stata una sfida di altissimo profilo. Decine e decine le giocate di alto livello, sia individuale che di squadra. Viste partenze di una certa qualità come “weak” e “strong” di San Antonio (differenziati dalla direzione di taglio del portatore di palla) piuttosto che l’ormai celeberrimo “Bamberg”, che fanno in tanti, ma pochi lo fanno bene. La velocità di circolazione di palla e uomini ha permesso alcuni possessi veramente qualitativi, con almeno una dozzina di secondi di movimento conditi dalla ricerca di almeno tre-quattro soluzioni diverse.
  • La crudeltà del basket di Eurolega. In una notte in cui è pressoché perfetto, De Colo perde un pallone potenzialmente sanguinoso sul finale, così come fa lo splendido Clyburn. Lo stesso Caloiaro, fino ad allora da tabellino immacolato, sbaglia il primo tiro dal campo (tripla) nella fase decisiva (5’57”), dopodiché fa 0/2 dalla lunetta a 35″ dal termine sul meno 4. Tre protagonisti assoluti, tutti annoverabili tra gli MVP, che fanno a cazzotti con la realtà di un torneo in cui un dettaglio, che sia un pallone perso od un movimento sbagliato, possono punirti in modo tremendo. E’ andata bene ai primi due, è andata male al terzo: dettagli, appunto, che però non scalfiscono minimamente il valore di prove straordinarie.

Nota a margine per i rinforzi estivi di Itoudis. Joel Bolomboy ancora ai box per questioni burocratiche (atteso presto), Alec Peters da 8’24” senza conclusioni dal campo e daniel Hackett da 10’51” e 071 da due, con però almeno 2 assist ed 1 recupero. Vuoi vedere che adattarsi al sistema del coach greco sta diventando operazione da spalmarsi su più mesi come avviene per il suo mentore? Ci ritorneremo, è fondamentale in ottica di vertice.

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