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Il ranking dei Coach di Eurolega – Top 8

Siamo arrivati alla TOP 8 del “ranking” dei coach che alleneranno nella stagione 2018/19 di Eurolega.

Dal “re” Obradovic ad Ergin Ataman, ecco la nostra classifica delle 8 menti più illuminate del gioco che si sfideranno nella massima competizione continentale.

8. Ergin Ataman (Anadolu Efes) – Nativo di Istanbul (7/1/66) ha curriculum europeo di tutto rispetto, da assoluto dominatore in Turchia, dove si è laureato campione 4 volte con 4 club diversi (Ulker, Efes, Besiktas e Galatasaray), nonché vincitore di ben 7 coppe nazionali e 6 coppe del Presidente. La Saporta 2002 con Siena, l’Eurochallenge 2012 con il Besiktas e l’Eurocup 2016 con il Galatsaaray sono perle di una carriera sempre al vertice, della quale il coach rimpiange sempre il non aver voluto accettare qualche offerta europea in più, preferendo, per ragioni personali, il ritorno in patria nei primi anni del millennio. Pallacanestro eclettica che sa sfruttare il materiale a disposizione col giusto bilanciamento tra libertà al talento ed organizzazione.  Dopo il mercato sfavillante dell’Efes, ci farà divertire una volta di più.

7. Svetislav Pesic (Barcellona) – Il 69enne coach di Novi Sad è garanzia di rendimento e successo da 35 anni. Dal primo titolo nazionale yugoslavo col Bosna nel 1983 a quello tedesco col Bayern nel 2014 vi è una carriera piena di successi sia coi club che con la nazionale, il cui picco più alto fu l’oro mondiale 2002, ai danni di quella straordinaria Argentina. Già pluridecorato come giocatore, ha recentemente trionfato in Copa Del Rey col Barça, dove è subentrato in corsa a Sito Alonso. Il suo unico successo in Eurolega è datato 2003, sempre coi blaugrana. Allena duramente, con l’asticella sempre molto in alto in termini di concentrazione. La storia di questo gioco passa anche attraverso di lui.

6. Georgios Bartzokas (Khimki) – Trionfatore nel 2013 con l’Olympiacos sulle orme dell’eredità del sistema Ivkovic, ha recentemente portato il Lokomotiv Kuban alle Final 4 di Berlino 2016 ed il Khimki ai Playoff della stagione appena conclusa, in cui è stato eliminato a seguito di una serie assai controversa con il CSKA. Capace di riproporsi in Eurolega grazie alla finale di VTB, per nulla scontata dopo un rendimento non perfetto in stagione regolare, è probabilmente il coach più sottovalutato del lotto dei grandi, secondo solo a David Blatt nell’ottica delle grandi imprese. Non è tanto lo scarno curriculum quanto il livello di basket proposto, pieno di dettagli perfettamente organizzati e di una difesa sempre di livello, a farne uno dei migliori in circolazione.

5. Xavi PASCUAL (Panathinaikos) – 1 Eurolega coi blaugrana, 5 partecipazioni alle Final 4 e, udite udite, sempre ai Playoff le 11 volte che si è seduto su una panca del più importante trofeo continentale. 6 titoli nazionali tra Spagna e Grecia, continuità di rendimento assoluta ed una pallacanestro in grado di adattarsi perfettamente all’avversario portando le gare sul territorio più amato. E questo è forse l’unico limite per l’eccellenza assoluta, l’adattamento spesso esagerato. Il perfetto bilanciamento tra “bastone e carota” coi suoi giocatori fa del nativo di Gavà (Catalogna) uno dei top coach di questa manifestazione ormai da anni.

4. David BLATT (Olympiacos) –  Se hai giocato a Princeton (1977-1981), il gioco lo conosci meglio degli altri. Probabilmente il numero uno se consideriamo le sue capacità di fare risultato con squadre che non partono coi favori del pronostico. L’impresa europea del Maccabi 2015,  al pari dell’Eurobasket 2007 della sua Russia, capace di distruggere il sistema offensivo della Spagna di Rudy, Don Felipe, Marc e Pau Gasol, Navarro, Rodriguez, Calderon e Garbajosa, tenuta a 59 punti davanti agli attoniti 15500 del Palacio des Deportes di Madrid, sono traguardi storici che solo un immenso coach ha saputo raggiungere. Tre volte all’atto finale europeo, conta anche l’Eurocup 2018, nonché 5 titoli e 6 coppe in Israele, 1 Lega Adriatica, 1 scudetto ed 1 Coppa Italia con la Benetton, ed una FIBA EC con la Dinamo San Pietroburgo nel 2005. Gomelskij “coach of the year” nel 2014, gioca un basket straordinariamente efficace, senza dubbio la migliore “small ball” mai vista nel vecchio continente. La struttura del roster ateniese, sponda “reds”, è la cosa che attendiamo con maggiore intensità per la stagione entrante.

3. Dimitris ITOUDIS (CSKA) – Vincitore nel 2016 e 4 volte all’atto finale, ha per lunghi tratti giocato la miglior pallacanestro nella stagione appena conclusa. Non saranno gli infortuni di De Colo ed Hines, schierati a Belgrado a mezzo servizio, a farci togliere dal podio il 48enne coach di Veria. Pallacanestro sublime, impreziosita negli anni anche su quel lato difensivo spesso criticato, ha saputo crescere da delfino di Obradovic prendendo molto dal suo mentore ma sapendolo trasformare in un gioco dove la sua impronta è fortissima. Il meglio a livello di copertura del campo, sulle orme moscovite della straordinaria pallacanestro di Ettore Messina.

2. Pablo LASO (Real Madrid) – L’uomo sempre al vertice, il condottiero tranquillo il cui valore ed impatto della personalità è spesso trascurato per il suo non essere personaggio, pur essendolo fino in fondo. Dei suoi numeri, in patria come in Europa, abbiamo parlato in occasione del recente successo a Belgrado: sono impressionanti soprattutto perché lui in fondo ci arriva sempre, non facendosi mancare mai la possibilità di sollevare un trofeo. Una pallacanestro completa, per certi versi camaleontica, sempre in grado di fare ciò che serve per vincere e di trasmetterlo ai suoi giocatori. Perché non vinci un’Eurolega con Rudy MVP difensivo se non sai trasmettere il messaggio corretto. Classico e moderno allo stesso tempo, è forse l’ultimo baluardo di chi sa vincere con un 4 ed un 5 in campo contemporaneamente. 2 Eurolega e 5 Final Four sono fatturato di assoluta eccellenza.

1 . Zeljko OBRADOVIC (Fenerbahce) – Dubbi? E come potevano esserci? Il numero uno di tutti i tempi, l’uomo che a 9 successi continentali tra Partizan, Badalona, Real, Panathinaikos e Fenerbahce aggiunge 15 campionati e 13 coppe nazionali, 1 Supercoppa e 2 tra Eurocup e Saporta. Unico oro mondiale sia da giocatore che da allenatore, ha nel curriculum 4 medaglie tra Europei, Mondiali ed Olimpiadi, nonché la nomina per ben tre volte a coach dell’anno nella stessa Eurolega. Inarrivabile, ovviamente, ma soprattutto un uomo che ha saputo adattare il suo credo cestistico attraverso almeno tre epoche di gioco assai differenti, sulla breccia da più di 25 anni. OK il curriculum, ma è sufficiente analizzare come giocano le sue squadre, la cura dei dettagli, l’assoluta modernità di ogni suo concetto ed il costante miglioramento dei giocatori sotto la sua cura per capire che si tratta di un coach che nasce ogni mezzo secolo almeno.

 

 

 

 

 

 

2 commenti

  1. Per me 1)Obradovic 2)Blatt 3)Jasikevicius 4)Itoudis 5)Bartzokas 6)Pesic 7)Laso 8)Pascual 9)Pianigiani 10)Martinez 11)Spahjia 12)Radonjic 13)Ataman 14)Dzikic 15)Maldonado 16)Caki

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