Paris Basketball, come costruire dal nulla un grande mercato europeo

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Siamo una squadra giovane. Per essere competitivi dovremo essere innovativi, coraggiosi e pazienti, principi che mi stanno a cuore. Ho vissuto con la mia famiglia in grandi capitali come New York e Sydney. Ma non c’è nulla come Parigi.

coach Will Weaver, Paris Basketball

Se pensi a Parigi, ci sono almeno 15 cose che ti vengono in mente prima dello sport. E se pensi allo sport a Parigi, il basket non è la prima opzione. Viene dopo calcio (Paris Saint-Germain) e rugby (Stade Français e Racing 92), le due vere, grandi discipline nazionali. E, forse, dopo qualcos’altro ancora che si può conoscere soltanto se si vive quotidianamente la città. Eppure, nel sottofondo boscoso e ombroso della Ville Lumière, il Paris Basketball continua a muoversi a piccoli passi verso obiettivi e traguardi ambiziosi, di livello internazionale.

Se avete scoperto l’esistenza di questa squadra soltanto quest’anno, stagione del debutto in Eurocup, non vi preoccupate. La storia cestistica recente francese è firmata da altri club. L’Asvel Lyon-Villeurbanne, il CSP Limoges, il grande Pau-Orthez degli anni ’90, e, se vogliamo, l’AS Monaco, anche se si tratta di un altro Paese. Negli ultimi anni, a Parigi, ci sono Nanterre e Metropolitans 92, sorto sulle ceneri del Paris-Levallois. Ma sono entrambi club di periferia, soltanto accarezzanti la grande capitale. La vera squadra di Parigi, il Paris Basketball, nasce soltanto quattro anni fa, nel 2018. E sbarca in ProA (la massima serie francese) nella scorsa stagione. Comprensibile, quindi, che possa non essere ancora presente nel vostro database mnemonico.

Un grande mercato da scoprire… con l’Eurolega nel mirino

Nonostante la nascita dal nulla, tramite acquisizione del diritto sportivo di Hyères-Toulon, nella seconda serie, il Paris Basketball ha da subito ambizioni di grandeur tipiche della capitale francese. L’obiettivo è giocare in Eurolega nel 2022. E spostarsi nel 2024 nella nuova arena da 8.000 posti di Porte de la Chapelle, in costruzione per ospitare le prossime Olimpiadi estive. Alle spalle del progetto c’è David Kahn, ex POBO dei Minnesota Timberwolves in NBA. Insomma, un vero e proprio uomo d’affari sportivo che, per anni, ha gestito una franchigia all’interno di uno dei più grandi business dell’entertainment mondiale.

È quasi immediato sposare il progetto di Kahn con la nuova impronta di Eurolega sempre più legata a concetti di business globali. In quest’ottica, Parigi non è più una città di calcio e rugby. Ma una grande capitale d’arte, cultura e moda, una delle metropoli più visitate e iconiche della Vecchia Europa. Si trasforma in un nuovo mercato da penetrare, con potenzialità enormi. Quelle di una conurbazione di quasi 11 milioni di abitanti in una delle zone più ricche del pianeta. Ed è questo il motivo per cui Parigi e Londra, con i London Lions, stanno muovendo i loro primi passi da debuttanti assolute in Eurocup.

Vero, stando al progetto originale, siamo un po’ in ritardo per Parigi. Questo sarebbe già dovuto essere l’anno dell’Eurolega. Ma la Francia non è trascurata, perché l’inaspettata esplosione del Monaco sta creando una nuova nicchia pochi chilometri oltre il confine ligure. Il Paris Basketball è una grande “scuola-basket”, costruita su principi simili a quelli di Ulm, in Germania.

Un coach giovane e promettente posto alla guida di un gruppo altrettanto verde, ma con potenziale enorme. E questa stagione in Eurocup sarà vitale per far crescere esperienza, chimica, amalgama e costruire una base stabile di tifosi nella capitale, pronta a occupare gli 8.000 posti del palazzetto olimpico. Il Paris gioca per maturare, e farsi un nome. Gli stessi concetti che abbiamo già analizzato la scorsa settimana con i London Lions.

Il laboratorio Paris Basketball: talento grezzo da forgiare

Will Weaver, 38 anni, è l’uomo incaricato di trasformare il talento grezzo in una squadra vera e solida. Nonostante sia ancora giovanissimo, il suo curriculum è stellare. Ex-assistente ai Philadelphia 76ers, Brooklyn Nets e Houston Rockets in NBA. Head-coach dei Long Island Nets (la squadra di G-League affiliata a Brooklyn) con conquista del premio di Coach of the Year nel 2019. Insomma, un profilo perfetto per costruire e gestire una squadra giovane e moderna.

L’età media è bassa, bassissima. A roster compaiono soltanto tre giocatori over-25. Tolto Jeremy Evans, arrivato in corsa per sostituire con un contratto a gettone l’infortunato Aamir Simms, prodotto di Clemson su cui il Paris punta tantissimo, il più esperto è il trentenne Axel Toupane, tornato in patria dopo un’esperienza poco proficua in NBA, e pronto a portare in dote tre annate oneste di Eurolega. Alle sue spalle c’è Tyrone Wallace, il primo grande acquisto del mercato estivo, ex point-guard dei Los Angeles Clippers alla sua prima avventura oltreoceano. È un nome grosso, altisonante, destinato a scrivere pagine interessanti in questa Eurocup, e in cui si riassumono le grandi ambizioni del club.

All’interno di una squadra ricca di tweener, giocatori moderni in grado di coprire più posizioni e ruoli in campo, spiccano giovani promesse già finite nei radar NBA. Occhi aperti su Juhann Begarin, esterno 20enne scelto lo scorso anno dai Boston Celtics con la numero 45 e, soprattutto su Ismael Kamagate, centro verticale e iper-atletico di 211 cm chiamato al draft di giugno dei Detroit Pistons (#46) e ceduto poi ai Denver Nuggets. Lo scorso anno è stato nominato Miglior difensore del campionato francese, e quando avrà arricchito il suo arsenale offensivo, comunque già in grado di permettergli di andare spesso in doppia cifra, diventerà una vera furia anche al massimo livello europeo.

Degni di osservazione Amar Gegic, ala bosniaca di grande intelligenza, capace di giocare anche da play-forward, e Kyle Allman, esterno frizzante dalle gambe razzenti, top-scorer e secondo miglior assist-man della squadra nella scorsa stagione, cifre che sta addirittura migliorando quest’anno (20.0 punti e 3.7 assist di media in Eurocup).

Il tempo diventa ora grande giudice. Ma se i pezzi dovessero incastrarsi nel modo corretto, allora, nel 2024, Parigi avrà sì la sua Olimpiade, ma anche la sua squadra in Eurolega.

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