Mercato, la firma di Vildoza coi Knicks ci dice tante cose

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Mercato che presenta quotidianamente situazioni già in grande evoluzione. E dietro a tanti movimenti che si stanno già confermando, se non addirittura ufficializzando, ci sono diverse ragioni.

Luca Vildoza, come vi abbiamo anticipato ieri, è un giocatore dei New York Knicks.

La firma del play argentino, con un solo anno garantito nel contratto quadriennale da oltre 13 milioni di dollari, segue quella, sempre a stagione in corso e di poche settimane fa, di Gabriel Deck coi Thunder.

Si sono già scatenate diverse valutazioni sul fatto che il giocatore possa essere importante o meno in un contesto NBA. Da parte nostra lo riteniamo profilo di ampio interesse che può fare bene, supportato dal fatto che non esiste una categoria di giocatori in grado di migliorare costantemente e di andare oltre i propri limiti come quella dei cestisti argentini. A qualsiasi livello li abbiamo sempre visti crescere ed ottenere tutto ciò che il talento permetteva loro, spessissimo anche oltre.

Detto della qualità, che il campo ci confermerà o meno, vale la pena fare un paio di considerazioni a seguito di questo movimento di mercato.

La pandemia ha pesantemente colpito le casse di tutti i club di Eurolega (ovviamente non solo) e la gestione finanziaria deve essere oggi più oculata che mai.

E’ certo che si tratti di una perdita pazzesca alla vigilia dei Playoff di Liga in cui c’è un titolo di campioni da difendere, ma incassare un “buyout” come quello che arriva nelle casse del Baskonia oggi attenua molto il rimpianto e dà certamente un po’ di respiro.

Come già accaduto al Real Madrid, dove tra Campazzo e Deck sono entrati (entreranno) più di 7 milioni per le clausole di rilascio, è evidente che il lato finanziario delle operazioni abbia una valenza pari, se non superiore, ad ogni ragionamento tecnico.

Si può (deve) tranquillamente aggiungere che tali sacrifici a livello di roster hanno un peso decisamente inferiore se affrontati in una stagione che non verrà certo ricordata come la migliore dal punto di vista squisitamente agonistico, comunque ricolma di asterischi dovuti alle condizioni particolari che hanno reso l’equità competitiva assai casuale. Ed allora trattarla per quello che è ci pare un scelta condivisibile, ancorché necessaria in certi casi.

Il fatto che Vildoza abbia un solo anno garantito, poi, fa sicuramente rizzare le antenne ad alcuni club europei. Se è vero che le valutazioni finali dei Knicks si baseranno anche su Summer League ed Olimpiadi, nonché su questo restante spicchio di stagione che comprende i Playoff, è altrettanto importante sottolineare come, in caso di mancata conferma dell’accordo le sirene, una in particolare, di Eurolega si fanno sentire.

Non è certo un segreto che il play fosse in cima alla lista dei desideri del Cska, che già lo scorso anno provò a portarlo a Mosca ma si dovette fermare di fronte alle richieste di “buyout” dei baschi. Gli esborsi per accaparrarsi Shengelia e Milutinov non permisero l’operazione, sebbene lo scarico di contratti pesantissimi come quello di Hines, con anche uscita pagata da Milano, di Vorontsevich, di Koufos ed in misura minore di Sant-Roos e Baker bilanciarono di molto il costo delle operazioni.

La domanda che resta in sospeso però riguarda la tempistica. Se la decisione sulla conferma di Vildoza arrivasse a luglio inoltrato, un club come il Cska, o chiunque altro fosse interessato, potrebbe permettersi di attendere sino a quel momento per una scelta così importante? Ci sarebbero i margini, quasi a fine mercato, per operazioni che trattassero profili di pari livello? E’ molto difficile.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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