Vasilije Micić: appuntamento col destino

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Nella stagione 2018/2019 non è bastata l’esplosione di Shane Larkin per vincere le Final Four di Vitoria. La scorsa si è fermata prima di una vittoria annunciata, per motivi ben noti. Questa volta la missione della squadra di Ataman va completata e il Real è solo la prima tappa per il successo. In una stagione inizialmente travagliata, Vasa Micić è l’uomo giusto per portarla a termine.

Vincere prima di attraversare l’oceano

Nato a Kraljevo (Serbia) il 13 gennaio ’94, la sua carriera professionistica parte a 16 anni in una squadra famosa per aver cresciuto talenti, per l’Europa e l’NBA, ovvero il Mega Bemax. Controllata dal 2004 da Miško Ražnatović e dalla sua agenzia BeoBasket, ha avuto tra i suoi giocatori proprio Micic, dal 2010 al 2014. Nel 2013 porta il team di Belgrado a una storica promozione in ABA Liga, insieme al centro Boban Marjanovic.

Nel giugno 2014 Micic partecipa all’Eurocamp di Treviso, insieme all’allora compagno di squadra Jokić e nel draft dello stesso anno viene scelto con Jerami Grant, dai Philadelphia 76ers (#52). L’8 dicembre 2020, in uno scambio che ha coinvolto anche Poirier, i suoi diritti sono stati acquistati dagli Oklahoma City Thunder, con la prossima stagione che porterà (dalla scelta del 2014) Micic in NBA, con buona pace di noi appassionati di Eurolega.

“Vasa” è una bella persona ed un giovane giocatore che ha fatto un grande passo avanti con noi lo scorso anno e sta proseguendo in questa stagione. Lui vorrebbe essere un giocatore importante in NBA. Se Vasa potrà esserlo? Sì»

Ergin Ataman in risposta a una domanda sul futuro di Micic (2020)
L’annuncio di Micic agli Oklahoma City Thunder via Twitter

Il presente di Vasa Micic parla dell’obiettivo Eurolega, troppe volte rimandato per un motivo o per l’altro. Tra i soldati di Ataman lui ha dimostrato di essere uno dei più fedeli, dopo qualche screzio, nonché il leader principale della risalita Efes fino alla terza posizione in classifica finale nella griglia playoff. D’altra parte la costante crescita del giocatore è anche dovuta al coach turco:

“Tutti hanno dubitato di lui, e forse l’ho fatto anche io quando firmai. Ma adesso penso che sia uno dei motivi principali per cui sono rimasto con l’Efes. Fuori dal campo comunichiamo poco, ma in campo abbiamo trovato un linguaggio comune e personalmente ho ottenuto tutto ciò che volevo da giocatore”

Micic su Ataman, in un intervista rilasciata a Sport Klub

Il giocatore che tanti ammiriamo oggi è il risultato di una crescita che parte da lontano e arriva fino ad essere uno dei migliori dell’intera Lega, nonché papabile vincitore del premio di MVP 20/21. Il “linguaggio in comune” a cui fa riferimento con Ataman, lo hanno reso il play di riferimento nei suoi 3 anni in maglia Efes.

Crescita per gradi che è passata da un altro coach di riferimento, che nella migliori delle ipotesi vedrà Micic e Jasikevicius incrociarsi in finale a Colonia:

Un anno allo Zalgiris con Saras mi ha aiutato a maturare. Ha avuto lo stesso effetto di cinque stagioni in fila. Saras mi ha plasmato e mi ha semplificato la visione del gioco. Ora sono come un veterano con 20 anni di esperienza. Tutto mi pare più lento e facile.

Micic sulla stagione 2017/2018 a Kaunas

Proprio a proposito del rapporto con i due allenatori, nel media day delle Final Four di Vitoria 2019 ha detto:

Credo che la caratteristica più importante di Ataman sia che trova la soluzione migliore per tutti i suoi giocatori e ispira fiducia alla squadra. Non l’ho mai visto in altri allenatori con cui ho lavorato. L’anno scorso allo Zalgiris Kaunas, ho lavorato con Sarunas Jasikevicius, uno dei migliori e più talentuosi allenatori. Era un allenatore che controllava tutto. Ovviamente è un approccio logico, ma Ataman è completamente diverso e si adatta meglio a me.

Ora c’è quindi una serie playoff da affrontare e Micic, nonostante i numerosi infortuni, è pronto per affrontare al meglio la sfida, grazie anche ai suoi allenatori.

Micić stats

Proprio toccando il tema dell’MVP stagionale, i numeri del giocatore non si discutono. Sono solo 7 delle 34 giocate le gare in cui il play serbo non ha toccato la doppia cifra in termini di punti e valutazione. 16 e 17 i punti e valutazione di media durante la stagione 20/21. 2 volte è andato oltre i 30 punti segnati, forse non casualmente nelle partite in cui è stato più efficiente al tiro da 3. 5/7 nei 33 punti segnati contro il Panathinaikos ad Oaka, 6/6 nei 37 punti segnati nel derby di Istanbul in casa Fenerbahçe.

Proprio in quest’ultima partita ha superato i suoi record personali in carriera, sempre per quanto riguarda punti e valutazione (in quel caso 44). Altra sua arma importante, quella dell’imprevedibilità, sia in termini di letture, che per quanto riguarda gli assist. 5 di media in stagione, con la miglior prova ottenuta nella partita contro l’Alba Berlino, in cui ha toccato quota 13 (unica in doppia cifra della regular season 2020/21).

A man on a mission

Primo step per arrivare alla vittoria finale, il Real di Laso. Sarà interessante il matchup che vedrà davanti Micic e Laprovittola, con il secondo che ha decisamente alzato l’asticella proprio nell’ultima parte di stagione. Nei due confronti il risultato è di 1-1, quando il play serbo non ha giocato ai suoi livelli, né nella sconfitta in casa, in cui ha fatto collezione di ferri, né nella vittoria totale a Madrid, dove è comunque a figurare tra i migliori.

Gli highlights della partita di Madrid, vinta dall’Efes 108-83

Quindi, prima di lasciare l’Europa, direzione Stati Uniti, l’ultima missione è quella di alzare il trofeo più ambito dai club. Arrivare da vincitore negli States sarebbe solo un’altra tacca in un curriculum giù ricco di per sè. Finire ciò che è stato interrotto dal covid nella scorsa stagione e che solo il Cska a Vitoria è riuscito a fermare sarà sicuramente il focus di uno dei migliori giocatori della Turkish Airlines Euroleague, Vasilije Micic.

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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