Imporsi con identità: l’assalto del Bayern all’Efes delle meraviglie

Ciro Abete
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Andare a trovare un game of the week in questa settimana è abbastanza difficile: sicuramente su tutte spicca Milano-Barcellona, di cui abbiamo già trattato nella consueta lavagnetta settimanale qui.
Abbiamo, quindi, scelto di analizzare una partita che offre spunti molto interessanti dal punto di vista tecnico: Bayern-Efes.

Bayern-Efes rappresenta ad oggi più per i tedeschi guidati da coach Trinchieri che per la squadra turca di coach Ergin Ataman la possibilità di legittimare non soltanto quanto visto all’andata, bensì qualcosa di molto più importante e difficile da pensare ad inizio stagione: l’accesso alla prossima post-season.

La prima delle cinque finali a cui è attesa la squadra bavarese è proprio il match più ostico e difficile per momento di forma e calendario.

L’Efes è reduce da 8 vittorie in fila, ed escludendo la vittoria per 88-86 al Palau Blaugrana contro il Barça di Jasikevicius, le altre sette vittorie sono arrivate con più o quasi 20 punti di scarto, a dimostrazione del fatto che il meccanismo turco ad oggi sembra rivivere il magic moment ammirato per tutta la passata stagione.

Se i Turchi, in questo momento, sono la squadra più in forma di tutto il torneo, la squadra di Trinchieri sicuramente darà filo da torcere, come all’andata: dove i Bavaresi portarono a casa uno scalpo eccellente vincendo alla Erdem Arena per 71-74.

Proprio a questo match ci riferiremo per presentare la sfida di stasera, analizzando dal punto di vista tecnico alcune delle chiavi (su entrambe le metà campo) che hanno portato il Bayern all’affermazione in trasferta.

Attacco

La prima idea del Bayern è quella di attaccare subito gli esterni (in particolare Larkin) sia in situazioni di drag (pick and roll in transizione) indifferentemente se laterale o con una spaziatura 4 angoli, sia in situazioni di early iso (isolamento nei primi secondi).

Nei primi possessi si vede quello che vuole il Bayern: Baldwin gioca subito PnR con Radosevic, la difesa non è ancora pronta e la buona spaziatura dell’attacco consente alla guardia di arrivare al ferro, sbagliando poi il layup.
Giocando con Zipser da 4, la spaziatura del Bayern cambia e in questo caso il drag viene giocato con l’angolo pieno. Micic rimane nel blocco il contenimento di Pleiss è molto piatto e lo stunt di Singleton non è convinto (temendo uno scarico a Zipser), quindi Baldwin può sfoggiare una delle sue abilità migliori il palleggio arresto e tiro.
Questa situazione è molto simile al primo video: in questo caso nella transizione è Larkin a trovarsi accoppiato con Baldwin. Radosevic si ferma e non blocca per cavalcare il mismatch favorevole e isolare il play americano. Larkin concede una facile linea di penetrazione verso il centro e l’aiuto di Moerman è in ritardo, costringendo quest’ultimo al fallo.

Il concetto di isolare Baldwin è ricorrente per tutta la partita e non solo in transizione: spesso il Bayern si trova a rompere presto i giochi per aprire spazi (i cosiddetti gap) per attaccare il play avversario.

A 14″ dalla fine dell’attacco si trova Baldwin contro Larkin (accoppiamento desiderato). Ecco perchè Johnson non va a bloccare e gli altri giocatori si spaziano per lasciare campo all’1c1 del fromboliere americano e negare qualsiasi aiuto.
Stessa circostanza però nella corsia centrale: gli altri esterni si muovono sul perimetro e Reynolds non va a bloccare. In questo caso Larkin arretra troppo e commette fallo per coprire il tiro dalla lunetta di Baldwin

Per forzare questo accoppiamento, talvolta il Bayern manda l’uomo marcato dall’ex Nets e Celtics a bloccare per WBIV con la palla.

Il cambio non è attaccato benissimo da Baldwin però il cieco di Reynolds coglie impreparato Micic. Con Pleiss attratto dalla palla, Simon è costretto a ruotare nell’area mentre Micic arriva su Lucic concedendogli la linea di fondo. Simon è preoccupato da Weiler-Babb e non arriva ad aiutare con il tempo giusto.

Nel caso in cui Larkin sia accoppiato con Djedovic, il Bayern decide di sfruttare il mismatch andando in post basso con un cross screen (blocco orizzontale) per il sosia bosniaco di Ibra.

Qui Radosevic dopo il blocco rimane al centro dell’area, la rotazione arriva in ritardo e il pivot ex Milano lucra due liberi con un improbabile layup da sotto il ferro.
Questo blocco orizzontale viene spesso utilizzato per far ricevere in post un lungo. In questo caso è Zipser, che essendo un 4 bidimensionale viene coinvolto in una situazione di dribble handoff con Baldwin. Singleton rimane sulla guardia e Reynolds fa tagliafuori offensivo per impedire a Pleiss di ruotare su di lui e contestare il tiro.

Andando a scavare nel vasto e variabile (i giochi vengono sviluppati in modo spesso diverso a seconda dell’avversario e del target) playbook di Trinchieri, una situazione molto utilizzata in questa partita è quella del blocco Bamberg (pick and roll con un esterno che blocca cieco per il difensore del rollante).

Collaborazione, chiamata anche Spain Pick and Roll, che viene giocata sia da fermo, con Zipser da 4 a bloccare cieco, sia dopo uno zipper e un handback con Lucic, il 3, a fare il rip screen.

Infatti questo è il gioco pescato per la partita di andata dalla serie degli zipper del Bayern.

Una delle migliori giocate di questa Eurolega nasce proprio da questo gioco: Singleton e Larkin non comunicano e il primo non riesce a mettersi sulla linea di penetrazione lasciandola totalmente aperta e preda di Baldwin.
Qui invece, Micic riesce a passare vicino alla spalla e prima Pleiss e poi Singleton rallentano la penetrazione di Baldwin. Solo che Zipser si è aperto correttamente e riesce a battere il closeout. L’aiuto non arriva e il tweener del Bayern può andare al ferro per due facili punti.
In questo caso è Moerman coinvolto sul cieco e cambia. Di conseguenza l’attacco si spazia per aprire il campo e Baldwin trova un buon tiro.
Lo sviluppo dallo zipper della situazione di Bamberg: l’idea è quella di far giocare sempre questa situazione al play Baldwin (ecco perchè dopo l’uscita c’è un handback) con Lucic per attaccare il mismatch generato dal cambio tra gli esterni che l’Efes fa in questa situazione. Il Bayern qui riesce a mandare dentro Lucic contro Larkin spaziandosi in modo da negare un ulteriore cambio con Radosevic che si apre al centro per chiudere il triangolo.

Lucic viene utilizzato come bloccante cieco anche lontano dalla palla, in un set dove il play passa al lungo e sfrutta questo rip screen: per lucrare due punti. Se questo non riesce l’ala serba va a prendersi la palla consegnata dal 5. Questo gioco viene usato spesso quando manca Baldwin o per togliere un attimo la responsabilità della palla.

Simon rimane sul suo uomo e l’aiuto di Moerman è in netto ritardo per negare i due punti facili di Sisko.

Nel finale di partita la mossa vincente di Trinchieri è quella di mettere un quintetto piccolo con due piccoli, Baldwin e uno tra Weiler-Babb e Sisko, Lucic, Zipser e Reynolds come unico lungo: quest’ultimo viene coinvolto negli ultimi possessi mettendo la palla dentro in situazioni dinamiche con gli altri 4 sul perimetro a negare gli aiuti.

Il canestro della vittoria nasce da questo PnR tra Baldwin e Reynolds dopo un handback. Il piccolo è bravissimo a tenere il palleggio vivo appena capisce che non può concludere contro Pleiss. Il 5 del Bayern invece riesce a fare duck in e a ricevere davanti al suo avversario in un’area quasi deserta


Difesa

Il Bayern per proteggere la sua legittima piazza nelle “Sweet 8” della Turkish Airlines, oltre al vasto e infinito concetto offensivo mostrato poc’anzi deve mantenere la stessa identità difensiva ammirata per larghi tratti della stagione.

In particolar modo la lavagnetta difensiva targata Eurodevotion si concentra prevalentemente su idee e pensieri efficaci specie per gli esterni messi in campo da coach Ataman, la vera essenza e linfa realizzativa della squadra vice-campione d’Europa a Bilbao.

Si parte con l’idea prevalentemente di impedire linee e pensieri facili a Micic e Larkin come portatori di palla alzando l’intensità difensiva già prima della metà campo, dando modo di occupare visivamente e fisicamente più porzione di campo possibile.

Nel caso in cui questa situazione venga brillantemente superata, si lavora di energia e corsa. Saranno cruciali le modalità di uscita dal double screen organizzato per Simon e lo stesso Larkin per un comodo tiro dal perimetro.

Sul doppio blocco per Larkin Baldwin insegue ma in leggero ritardo, l’aiuto di Johnson è quasi per i fotografi mentre Radosevic rimane nella terra di mezzo concedendo una semplice alzata.

Nelle situazioni di PnR laterale in cui è coinvolto Simon il Bayern ha idee molto chiare con gli switch, dove il piccolo coinvolto nel gioco cambia immediatamente sul bloccante, con il suo difensore pronto al cambio immediato concedendogli visivamente e fisicamente il fondo.

In questo modo Trinchieri vuole oscurare tutti gli extra pass negli angoli per poter ribaltare l’azione, ma anche collassa l’area da un appoggio comodo, chiudendoli sotto lo smile in una situazione di grave difficoltà.

Sul cambio con Simon, in questo caso negli ultimi secondi quindi facilitato, Reynolds lo manda sul fondo, mentre, complice la non ottima spaziatura dei lunghi, Zipser e Lucic collassano facilmente.

Su Micic e Larkin l’idea del Bayern è altrettanto chiara: essere aggressivi, sia cambiando, in particolare a fine 24″, che non, facendo una difesa flat con il piccolo che insegue e il lungo che non rimane piatto, ma fa pressione, pur con un angolo parallelo alla linea di fondo.

In questo caso, Reynolds è ben posizionato e può contastare il tiro di Larkin, che però anticipa il posizionamento difensivo per il tagliafuori. Però il Bayern qui riesce a riempire l’area e a ostacolare il tiro di Simon
Reynolds è un giocatore fondamentale sulle due metà campo per gli equilibri del Bayern: qui dà saggio delle sue ottime capacità nel tenere i piccoli, cambiando con Micic a 8″ dalla fine dei 24″ e forzandolo ad una palla persa.

Spesso l’Efes porta dei blocchi molto lontani dal ferro: qui il piano principale è quello di passare in mezzo o sotto per non creare vantaggi all’attacco.

Baldwin passa in mezzo su entrambe i blocchi: la seconda volta Reynolds va a dare una mano per evitare un’eventuale penetrazione di Larkin, battezzando Sanli
Anche qui la difesa del Bayern passa in mezzo sul blocco sulla palla. Sul seguente cieco, i due lunghi non comunicano bene e vanno entrambi su Pleiss lasciando Moerman libero

Sui cambi spesso si sono verificate situazioni che hanno palesato alcuni dettagli da smussare in vista del match di questa sera: infatti talvolta il giocatore sul lato debole è attratto dalla palla, perdendo il suo uomo dal campo visivo e subendo un facile backdoor.

Lucic pensa esclusivamente a Simon e perde di vista Anderson che taglia dietro e segna due punti facili.

Infine grandissima è l’attenzione sui giochi hand-off. Mettere i piccoli fronte all’avversario con l’obiettivo di occupare volume fisico e più porzione di campo come detto in anteprima di analisi difensiva sarà cruciale per impedire il gioco d’attacco degli esterni della compagine turca.  

Djedovic segue faccia a faccia Micic e rompe l’handoff e di conseguenza il flusso dell’attacco. In questo modo Micic è costretto ad attaccare da fermo.

Al di là di tutto sarà fondamentale cercare di limitare la difesa sui PnR ai soli due giocatori coinvolti direttamente nel blocco senza andare in rotazione per non esporsi a sovrannumeri e ad extra pass che sarebbero devastanti con i tiratori che ci sono nell’Efes.

Questo video è un po’ la summa dell’idea sui PnR del Bayern: nonostante il blocco sia altissimo, Zipser fa flat aggressivo, la palla arriva a Simon e sul secondo PnR Lucic ed il tedesco cambiano. Fondamentale è come nei giochi a due siano coinvolti solo i due giocatori sulla palla.

Un’impresa possibile?

Per i ragazzi di Trinchieri sarà difficilissimo riuscire a ripetere il successo dell’andata, visto che in questo momento l’Efes è una squadra totalmente diversa, sia per flusso offensivo che per interpretazione difensiva: tutto ciò è sicuramente favorito dalla condizione fisica, molto migliorata con il tempo.


L’Efes sembra, in questo momento, una macchina da guerra quasi impossibile da fermare, però se riusciranno a mettere l’applicazione della gara di novembre sicuramente il Bayern riuscirà a mettere, quanto meno, in difficoltà i Turchi.


Riuscirà la magica orchestra bavarese diretta magistralmente dal coach italiano a replicare quella meravigliosa prestazione?


“Lo scopriremo solo vivendo…”

Ciro Abete e Luca Castellano

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