Corsolini contro Corsolini #3: a lezione dai social

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I social, croce e delizia, nel Corsolini contro Corsolini #3. La ricerca di informazioni in rete: un metodo collettivo che ancora non c’è e l’affetto di Riccardo, condiviso, per la radio. La voglia di highlights delle nuove generazioni e la lentezza del basket nel realizzare un prodotto buono per gli appassionati di eSports. In chiusura, un ricordo commovente di Davide Lot.

Corsolini L: Nel ’93 fui chiamato dalla Lega Pallavolo come responsabile comunicazione. Fece premio la mia appartenenza a un mondo: mi chiamarono proprio perché venivo dal basket, e ancora oggi il volley guarda oltre il suo campo come il basket non fa. Era, ripeto, il 93: niente social, niente chat. Prima mia iniziativa: Volley Time, un quotidiano di volley e del volley che arrivava a tutti, all’interno del movimento e fuori, ancora via fax. Il punto di partenza era: condividi et impera. Una bella iniziativa di Ravenna, che a quel tempo era Messaggero come Roma nel basket, deve essere di tutti.

Oggi, che abbiamo i social e le chat, siamo ancora, sotto canestro, al dividi et impera, alla classifica imposta anche ai progetti. Ho letto di una iniziativa dell’Allianz a Trieste: aiuta a insegnare la fisica, nelle scuole, partendo dai fondamentali del gioco. Voi che siete nativi digitali come cercate le notizie, dove le cercate? In un mondo “googlizzato”, ricco di risposte, bisogna farsi le domande giuste per non perdersi. Tu davanti al computer che domande Ti fai per non perderTi e anzi trovare quello che cerchi e quello che Ti sorprende?

Corsolini R: Un appassionato di basket oggi ha maggiori possibilità di informazione, e soprattutto può viaggiare ad altissima velocità per trovare le notizie. Siamo passati dalla puntata in edicola, occasionale, alle notifiche che arrivano in ogni momento sullo smartphone. Risultati, notizie, commenti, highlights e approfondimenti: ricevi e trovi ogni cosa.

Ciò che fa la differenza tra un sito e l’altro è la qualità. Alta, attrae chi ama il succo del basket, chi apprezza chiavi tattiche o una analisi più approfondita. Bassa, o comunque basata su quantità e tempismo, ha un pubblico più largo. Le possibilità di ascoltare e leggere di basket sono infinite. Ci sono podcast su Spreaker o Spotify, canali Telegram o gruppi Whatsapp anche delle società stesse. Si possono leggere anche post e tweet dei giocatori stessi, tanto che ogni tanto ci sono le classifiche dei più “influenti” in LBA ed Eurolega.

Ci sono discussioni in diretta sui social come Facebook e Twitch: informarsi è anche ascoltare chi ne sa più di te. Io però ho un debole per la Radio e a Basket City è anche nata la prima che parla solo di basket: si chiama Basket 108 e parte dalle minors, fino a trattare l’NBA. Ci sono radio come BlablaNetwork che offrono spazio al basket ogni giorno e tante altre trasmissioni sparse per l’Italia, che di parlare e ascoltare di basket ne ha ancora tanta voglia, nonostante tutto.

Corsolini L: Voi siete la prima generazione che può scegliere e scegliendo preferite gli highlights alle dirette integrali. Lo dice anche Andrea Agnelli che, liberi dal tifo, quale che sia, e senza pensare al suo ruolo di presidente Juve, senza sfrucugliarlo sulla Champions, è da leggere: “Calcio, economia e politica sono al bivio. Dobbiamo intercettare questa possibilità e agire, altrimenti rischiamo di implodere. Dobbiamo mettere i tifosi al centro: il sistema attuale non è fatto per i tifosi moderni. Cambiato molto il modo di fruire il calcio.

Il tifo non è più solo rivolto ad una squadra che viene seguita quasi religiosamente ma stanno prendendo sempre più piede i tifosi dei singoli calciatori. Le ricerche dicono che almeno un terzo segue due squadre, il 10% segue i giocatori non i club, due terzi di loro seguono le gare perchè attratti dai grandi eventi. “Ti faccio una domanda visto che mi hai portato qui su Eurodevotion, gran bel posto oltre tutto. Abbiamo noi del basket la stessa conoscenza dello scenario europeo, sappiamo valutare solo le classifiche o anche i bilanci, avendo avuto oltre tutto il caso Panathinaikos?

Corsolini R: Qui dentro ti posso assicurare che, eccetto me, ci sono persone che hanno una conoscenza del basket europeo perfino superiore a quella di taluni dirigenti. Il mancato riconoscimento di questo dato di fatto è un fastidio perchè un sito come questo riempie il vuoto che Leghe e Federazioni scelgono di non colmare: almeno in Italia non si considera Eurodevotion, e altri, fa per il movimento e, peggio, lo si considera un esterno invece che un compagno di squadra. Agnelli parla di highlights? Ha ragione, nel basket poi è anche più facile guardare le statistiche.

La conoscenza del basket europeo può essere facilitata oltre che dalla passione, anche dalla fortuna di avere la propria squadra stabilmente a giocarsi le coppe. Io ne ho una che al ritorno in coppa ha fatto brutta figura, ma spero tanto che l’altra squadra di Bologna partecipi all’Eurolega l’anno prossimo. L’Italia si merita e ha bisogno di una seconda squadra oltre Milano. Quanto ai bilanci, che non sono noti come si vorrebbe, forse come si dovrebbe, penso che il caso del Panathinaikos sia stato visto più che altro come una piece teatrale, seguito più da vicino da chi, come Partizan e Virtus, poteva avere interessi diretti e immediati.

Corsolini L: Altra domanda, scusa. Qual è la classifica o, come dite, il ranking degli argomenti molto importanti per la vostra generazione? Io leggo la storia di Gigi Datome e Giulia Pastore e mi compiaccio, mi commuovo quasi, anche capendo che un personaggio pubblico come Gigi tutto vorrebbe tranne che vedere commentata sui social una sua vicenda privata. Tu cosa dici: sono cavoli loro o ne possiamo parlare? E perché la vostra generazione, cresciuta alla play con la enbiei, scritta così per fare rima, non chiede un campionato esports serio come c’è nel calcio e come era stato tentato a Pesaro dalla stessa Lba?

Corsolini R: Rimanere elegante sulla prima domanda mi manda in difficoltà, per cui chiamo timeout e resto in panchina. Sulla seconda dico che compiacimento o meno, preferirei lasciarli giocare e vincere in…Sanga pace, così evito la palla persa. Alla terza invece prendo il blocco di NBA 2k21 e ti rispondo che prima bisognerebbe bussare alle porte ECA, non quella di Agnelli, e chiedere un gioco sul basket che non sia solo NBA.

Il tentato avvicinamento c’era stato, con alcune squadre di Eurolega nel prodotto più giocato del basket. Da Nba 2k14 fino al 2k18 i giocatori potevano scegliere anche le squadre europee. La Serie A di calcio ha creato delle squadre di gamers per competere su Fifa. Fare lo stesso con l’NBA non vedo dove possa portare.

Corsolini L: Chiusura con una gran tristezza che diventa, forse, una carezza. Ho giocato poco con Davide Lot, più che altro ho subito, a Pordenone, la sua forza, la sua fantasia, la sua esuberanza. Si è spento nei giorni scorsi dopo una lunga malattia ma il post che tanti hanno letto sulla pagina Facebook del basket Venafro merita di essere riproposto per ricordare Davide, la sua passione, e per ricordarci di chi siamo.

Finisce l’allenamento, Davide era un sorriso che camminava e contagiava tutti, pure il pallone stava ridendo e noi tutti eravamo di colpo entrati nel magico mondo di Davide Lot.

Il ricordo di Davide, scritto da Arturo Mascio, direttore sportivo del Basket Venafro lo trovate nel post qui sotto:

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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