Shane Larkin: Avevo un pluriennale garantito in NBA

Shane Larkin: Avevo un pluriennale garantito in NBA.

Questa la dichiarazione più importante del fenomenale americano in una lunga intervista con Eurohoops di cui vi forniamo i passaggi principali.

Sul primo allenamento…

«Ho potuto fare le mie cose, è bello esser di nuovo in campo».

Sull’infortunio e sull’essere pronto a rientrare…

«Non gioco dal 6 marzo, mi manca il ritmo. Le prime 2/3 settimane saranno di up and down, ho bisogno di altri allenamenti».

Sulla percentuale di efficienza del suo rendimento attuale…

«Direi un 85-90%. Dopo un’operazione ad entrambe le ginocchia sarò al 100% il mese prossimo».

La cosa migliore che ho fatto per la mia squadra è essere superiore a chiunque tra i miei rivali.

Sulla parte del gioco dove ha concentrato gli allenamenti…

«Nulla di specifico. Tiro bene dal palleggio come in ricezione, penetro bene, so leggere le difese. E’ una questione di consistenza ed efficienza essere lo stesso dello scorso anno, se non meglio».

Sulla difesa…

«Difendere è questione di matchup e di volontà. La cosa migliore che ho fatto per la mia squadra in passato è esser superiore a chiunque dei miei rivali».

Sulla prima classifica relativa all’MVP in cui, ovviamente non c’era…

«Ditemi quando ci sarà la prossima. Entro poche settimane? Ci sarò…»

Sui “what if” personali e di squadra relativi alla stagione scorsa…

«E’ giusto ricordare cosa siamo stati, ma è una stagione nuova, siamo 1-3 e dobbiamo tornare quelli di prima. Dobbiamo ricordarlo positivamente ma anche rimuoverlo dalla memoria».

Venivi al Sinan Erdem e trovavi 16000 tifosi entusiasti, ora è vuoto e quella pressione non c’è più.

Su cosa attendersi da lui e dall’Efes, unanimemente giudicati i migliori lo scorso anno…

«Abbiamo avuto infortuni, ora siamo di nuovo tutti insieme. Non vedo perchè non dovremmo tornare gli stessi. Ci sono molte squadre migliorate, anche inattese come Zalgiris o Bayern, ma non vedo nessuno che non possiamo battere».

Sulle tante sorprese dopo 5 turni e sulle possibilità di vittoria finale di un “underdog”…

«E’ una stagione strana, può succedere di tutto. Possono mancare concentrazione e pressione. Venivi al Sinan Erdem e trovavi 16000 tifosi contro, oggi è vuoto e puoi non soffrire quella pressione. Non so se una sfavorita possa vincere il titolo, è sempre una lega competitiva con tanto talento. Di certo la mancanza dei tifosi elimina quel momento in cui possono essere decisivi per la squadra di casa nei confronti di arbitri ed avversari».

Su Bayern e Zalgiris 4-1, mentre Real (1-4) ed Efes (1-3) sono indietro…

«Inatteso, certamente, ma è questione di ritmo che ti permette di ritrovarti al top. Quando siamo finiti ultimi nessuno ci avrebbe immaginati in finale l’anno seguente… La pallacanestro è ben oltre il solo talento. Ci sono allenatori, chimica, momento e fiducia. Oggi queste squadre hanno queste cose e nessuno più potrà permettersi di sottovalutarle».

Trump o Biden? Ci sono pro e contro da entrambe le parti. Chiunque vinca deve portare unità.

Su Kostas Sloukas ed il nuovo Olympiacos…

«Sono migliorati molto, con giocatori atletici come McKissic, Harrison e Jenkins. Difendono cambiando ed attaccano mettendo pressione. Inserire un campione esperto com Sloukas può mettere a proprio agio i più giovani. magri non ha grandi numeri, ma dà grande fiducia. E’ una squadra che può fare bene fino in fondo».

Sulle offerte NBA…

«Ho avuto un’offerta pluriennale garantita in NBA, più o meno gli stessi soldi che guadagno qui, ma le cose non sono andate come previsto. Sarebbe stata una grande opportunità, ma sono felice di essere qui all’Efes, dove amo giocare così come amo vivere ad Istanbul. Ora è il momento di portare casa ciò per cui abbiamo lottato in tre anni».

E’ ora di portare a termine ciò per cui abbiamo lottato tre anni.

Sulle elezioni americane…

«E’ un momento difficile negli States, sono le elezioni più importanti degli ultimi anni. Ci sono pro e contro in entrambe le parti. C’è tensione, io non so chi sarà il leader del paese più importante al mondo, ma chiunque sarà spero porti un po’ di unità. Non credo l’economia sia il fattore più importante. Che sia Trump o Biden, dare la possibilità alle gente di stare bene in casa come quando esce è fondamentale. Chiunque vinca ci dovrà riportare a stare bene insieme».

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