Si scrive Real Madrid, si legge difficoltà delle big

Il Real Madrid perde ancora, questa volta nel “clasico” contro il Barcellona

Il Real Madrid perde ancora, in maniera più netta di quello che potrebbe dire il 79-72 della sirena finale.

Il “clasico” contro il Barcellona sentenzia la quarta sconfitta in queste prime cinque in un inizio di Turkish Airlines Euroleague che ricorda, per i blancos, in maniera sinistra quello del Fenerbahce della scorsa stagione.

Attraverso i classici cinque punti di Eurodevotion ci addentriamo nella partita disputata ieri sera al Palau Blaugrana .

BIG IN DIFFICOLTA’: alcune tra le squadre candidate ad arrivare fino in fondo in questa competizione si trovano in difficoltà. Prendendo in esame le ultime tre stagioni (senza considerare quella 2019-20 sospesa per Covid 19) notiamo come le quattro squadre che hanno partecipato all’ultima Final Four giocata, ossia quella di Vitoria, siano partite con un record complessivo di 6-13 e tutte con uno score negativo. Le due annate precedenti i record globali erano stati rispettivamente 16-4 e 15-5. Numeri che sono sentenze e non sono soltanto strettamente collegati a questa periodo atipico ma anche a criticità sul campo che sono evidenti. Vedere giocare così male il Cska e il Real Madrid, ad esempio, era difficile da credere, anche solo qualche settimana fa.

CAMPAZZO: il Real Madrid è una squadra che nel recente passato ha sempre sfruttato poco il post basso, se non con Randolph e Deck tra gli esterni. Il leader tecnico ed emotivo della squadra della capitale è ormai da alcuni anni Facundo Campazzo che con la sua capacità di “playmaking” e l’abilità di lettura sui pick&roll ha fatto la fortuna della “Casa Blanca“. Il giocatore, probabilmente a causa delle sirene NBA, è lontano parente di quello che conosciamo e rimango fermamente convinto che andare avanti per qualche mese, con questo matrimonio, possa essere controproducente sia per il giocatore che per la società. Almeno una operazione importante sul mercato diventa necessaria per il gruppo di Laso.

SERGI MARTINEZ: la parola mercato potrebbe essere calda anche in casa “blaugrana” dove un intervento sotto canestro non è mai stato escluso da Jasikevicius. La suggestione Marc Gasol ciclicamente torna in auge ma almeno per ieri sera, anche grazie alla assenza di Mirotic, il clasico ha incoronato il “canterano” Sergi Martinez. Il classe 1999 ha chiuso con 7 punti e 9 rimbalzi, cifre che non raccontano tante piccole cose intangibili fatte dal giovane.

PRIMO TEMPO: la gara si è decisa fondamentalmente nel primo tempo chiuso con il vantaggio interno per 48-27. Due le statistiche che colpiscono, nei primi 20 minuti, il 68% al tiro da due punti per il Barcellona il differenziale di 59-14 alla voce valutazione tra le due squadre. La reazione nella ripresa, soprattutto affidata al sempre verde Llull, ha evitato una imbarcata che sarebbe stata ancora più pesante. Il Real Madrid non aveva mai perso così rapidamente quattro gare in questa competizione europea.

LASO: Pablo Laso, come riportato da Marca, non ha trovato scuse: “Credo che per noi il primo tempo sia stato terribile senza bilanciamento tra attacco e difesa. Abbiamo creato brutti tiri e spesso siamo stati in ritardo in difesa. Il nostro secondo tempo è andato decisamente meglio ma non è stato sufficiente per rientrare. I cambi difensivi, in questa seconda parte di gara, sono stati buoni”. I miglioramenti nella propria metà campo saranno sicuramente un punto di svolta per il Real Madrid perchè da sempre punto di forza dei recenti vincitori della Supercoppa Spagnola. Il Barcellona si gode un successo importante, il quarto in cinque gare, e la classifica speculare rispetto ai rivali di sempre. Le stoppate di Davies, l’intelligenza cestistica e l’equlibrio di Higgins, i canestri pesanti di Kuric sono la cartolina finale del “clasico” che lascia spazio oggi a quello in ambito calcistico.

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