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#Euroleague Playoff – Olympiacos favorito, ma Jasikevicius ed il suo Zalgiris non vogliono smettere di sognare

Olympiacos e Zalgiris, Sfairopoulos e Jasikevicius, Spanoulis e Pangos.                 Basterebbe tutto ciò a definire una serie cui associare il termine intrigante è la cosa più semplice che ci sia. Personalità è concetto base. Quella delle due squadre, che hanno precisa identità, quella dei due Coach, che sanno dare la propria impronta al 100%, quella dei due playmaker, tanto creatori per gli altri quanto in grado di concludere in proprio. Con tutte le distinzioni del caso. Perchè la storia dell’Oly è infinitamente superiore a quella dello Zalgiris, perché una conclamata carriera come quella di Sfairopoulos è forse punto di arrivo (o solo transizione verso l’Olimpo?) di un coach emergente come Jasikevicius, perché Spanoulis è semplicemente “il Dio greco”, probabilmente fonte di quotidiana ispirazione per un giocatore in crescita come Kevin Pangos.

Ne nasce una serie il cui pronostico parrebbe chiuso a favore dei “reds” del Pireo. Tutto scontato quindi? Forse, perché una corazzata come quella di Sfairopoulos ha talento, esperienza e sistema. Ma… c’è un ma. Senza alcun dubbio lo Zalgiris, dapprima solo sorpresa, ha col tempo dimostrato di essere una solida realtà tecnica, guidata magistralmente in panchina, giocando una delle due-tre migliori pallacanestro del continente. E c’è quel 2-0 di stagione regolare che può voler dire tanto, per l’una come per l’altra contendente.

Ed allora eccoci nelle pieghe della sfida.

La chiave psicologica

Si parte da qualcosa di scontato che dicono i numeri, come sempre alleati o nemici, dipende da come li si voglia leggere. La squadra con il maggior numero di partite giocate nei Playoff di Eurolega contro quella che mercoledì al “Pace ed Amicizia” farà il suo esordio assoluto.                                                                                                                                         Ma quanto pesa tecnicamente? Non sarà un set offensivo, non sarà una difesa particolare, ma certamente avrà valenza determinante nello stabilire l’importanza di ogni possesso. Se Kaunas vorrà essere della sfida, dovrà farlo con le facce del Partizan di Obradovic e dei Sasha.

Il già citato 2-0 a favore dei lituani è arma da maneggiare con cura per entrambe. Fondamentale il “come” per gli ambiziosi sfidanti, altrettanto il “perché” per quelli del Pireo. Senza dimenticare il fattore Printezis, assente in entrambe quelle sfide. la sua sola presenza può essere destabilizzante per qualunque avversario e dare certezze infinite ai propri compagni.

La chiave tecnica

La profondità e la multidimensionalità del roster Oly è fattore chiave. Si pensi alla distribuzione dei minuti, che va dai 25’52” di Spanoulis (Printezis 25’26”) ai 15’27 di Hollis Thompson: in mezzo ci sono bene altri otto giocatori. Difficile trovare un’altra situazione di sforzo condiviso in tal modo che possa mantenere il livello qualitativo così alto. Oltre, ci sarebbero pure Agravanis, Bobby Brown e Wiltjer…  Da questo nasce la difesa di squadra migliore del continente ormai da più di un lustro. Basi tecniche solide, che risalgono ad Ivkovic, per passare attraverso Bartzokas e giungere a Sfairopoulos.                                                          Ma questo Oly ha dimostrato di saper correre e fornire alcune prove balistiche notevoli, non limitandosi più ad essere favorito sotto la fatidica soglia dei 70-75 punti.

Si gioca tanto “pick and roll” strumentale alla crescita globale, sempre in cerca del  coinvolgimento di tutti, tra l’arco ed il ferro. 36,29 rimbalzi di media sono dote importante, così come 16,16 assist e sole 12,8 perse. 52,1% da due, 33,4% da tre e 75,6% ai liberi sono i numeri di questa stagione.

Lo Zalgiris è esponenzialmente cresciuto nei sei mesi di stagione regolare sapendo mutare parecchie caratteristiche del proprio gioco e migliorandole attraverso un capillare lavoro che coach Jasi non ha mancato di sottolineare come fondamentale: o si fa così o non si va da nessuna parte. Detto, fatto.  Se è vero che la natura del sistema lituano, unitamente alle caratteristiche dei suoi interpreti, continua a far pensare che si giochi più per “farne uno più degli altri”, piuttosto che “subirne uno di meno”, è altrettanto vero che i momenti di blackout difensivo cui ci aveva abituati la squadra nelle prime gare, sono diventati sempre meno frequenti. Tenere gli attacchi di CSKA e Milano ampiamente sotto media nelle ultime 4 gare è parziale esempio di tutto ciò.                                                        Le frecce all’arco di Saras sono effettivamente 9, ben lontane dalle disponibilità di Sfairopoulos, ma se vogliamo, certe gerarchie e certi ruoli così ben definiti, in un Playoff, possono essere un vantaggio.                                                                                                            Ci vorrà ritmo offensivo e tanta attenzione sotto le plance, dove solo 33,26 di media rischiano di essere scotto importante da pagare. Si tira meglio sia da due (54,3%) che da tre (42,2%), dove svetta il surreale 46,8% su 141 triple di Milaknis. Meglio anche al tiro libero, con un buon 77,6%. 19,6 assist a fronte di una miseria di 13,4 perse sono testimonianza di qualità assoluta.                                                                                                        Ogni singolo interprete dovrà saper arrivare ai concetti del proprio coach di fronte alle molteplici soluzioni che i greci proporranno: sapersi adattare senza perdere i propri istinti cestistici e restando fedeli alla propria pallacanestro potrebbe voler dire Belgrado. Differentemente sarà dura.

Come battere lo Zalgiris

Il motore della produzione offensiva della squadra lituana è alimentato dal moto perpetuo di Kevin Pangos, playmaker moderno capace di notevoli prestazioni balistiche (12,4 punti per partita) e al contempo, di attirare l’attenzione della difesa avversaria, generare gioco per la squadra (6,2 assist di media, 3° in Eurolega) sia sul pick and roll, servendo il lungo o i tiratori sul perimetro, che nei cosiddetti random cuts, specialità dei biancoverdi.

Per l’Olympiakos sarà indispensabile controllare il ritmo della partita, evitando di fare una sfida a chi segna un canestro in più, territorio congeniale a Kaunas, e mettere molta pressione sia sulla palla che sulle linee di passaggio, per provare a inceppare il meccanismo perfetto (2asquadra per % reale della manifestazione) costruito da coach Jasikevicius.

In attacco spetterà a Spanoulis cercare di stancare Pangos e far lavorare la difesa lituana sui 24” dove durante la stagione ha mostrato qualche disattenzione nelle rotazioni.

Come battere l’Olympiacos

Innanzitutto non sprecando falli, spesso cruccio della stagione lituana. Soprattutto Pangos, che comunque avrà nella crescita e nell’esperienza del finalmente ben inserito Udrih, una spalla importante.

Necessario usare i tagli con continuità ed applicazione, senza gettare preziose energie e bilanciando al meglio la fantasia con l’organizzazione.

Il controllo del ritmo vale per entrambe, il che vuol dire qualche attacco nei primi secondi che possa creare qualche momento di panico nella stra-organizzata difesa biancorossa, che si dovrà cercare di far muovere su tutti e cinque gli uomini. Mai concedere una rotazione semplice, altrimenti le mani greche saranno ovunque.

Attaccare con la consapevolezza di non voler mai passare un tiro, perché con i secondi che corrono, far male a Spanoulis e soci potrebbe diventare complicato. In questo senso accettare qualche persa in più potrebbe essere rischio calcolato.

Controllare i tabelloni sarà fondamentale, ed in questo senso dovranno lavorare tutti gli esterni di Jasikevicius, poiché è ben nota la tendenza delle guardie greche a ripulire tanti palloni 50/50.

I protagonisti

Il duo più atteso della sfida è certamente quello formato da Vassilis Spanoulis e Georgios Printezis, già campioni d’Europa, proprio con l’Olympiakos nelle stagioni 2011/12 e 2012/13. Il primo è stato eletto MVP di entrambe le Final Four, mentre il secondo è stato l’autore dell’incredibile canestro della vittoria contro il CSKA nella finale del 2012 con il suo classico tiro, via di mezzo tra un semigancio e un floater, denominato petaktari.

Attenzione anche alla stazza di Milutinov, all’energia dell’ex Olimpia Jamel McLean sotto le plance e alla classe di Bobby Brown, appena tesserato e non ancora ben inserito nei meccanismi, ma sicuramente capace di accendersi come il fulmicotone in attacco (miglior marcatore dell’Eurolega nella stagione 2012/13 a Siena).

In biancoverde scontato dire Pangos, ad un vero e proprio esame di laurea, mentre un ruolo decisivo verrà giocato da Aaron White: la sua energia, il suo atletismo notevole  ed il fatto di essersi guadagnato rispetto anche dall’arco sono fattori fondamentali nel duello con Printezis. Dall’altra parte dell’arcobaleno di Pangos c’è lui. Se da Milaknis bisogna attendersi la conferma della magnificenza al tiro da tre, c’è un uomo che potrebbe scombinare la serie in tutto e per tutto: Beno Udrih. Esperto, con talento, in crescita di condizione notevole: se saprà tenere il livello tecnico dei suoi pari a quello di quando in campo c’è Pangos, nulla sarà precluso. Senza escludere una decina di minuti di utilizzo combinato dei due, ormai tendenza di una certa importanza in EL.

Il pronostico

Le quote dei bookmakers sono chiare (fonte Bet365) e dicono solo ed unicamente Olympiacos: 1,28 vs 3,50 il passaggio del turno, 1,35 vs 3,30 su gara 1, 8,00 vs 34,00 per il successo europeo finale.

Ma quindi, chi vince?

Kaunas si è indubbiamente rivelata la cenerentola del torneo. Ad ottobre nessuno si sarebbe aspettato che potesse centrare i playoff disputando una stagione di alto livello, da assoluta protagonista e ottenendo uno strepitoso record di 11 vittorie e solo 4 sconfitte in casa. Cenerentola deve però fare i conti con l’inesorabile ticchettare dell’orologio, rappresentato da un’Olympiakos capace ancora una volta di piazzarsi tra le prime della classe in Turkish Airlines Euroleague. Per molti non c’è storia: la solidità e l’esperienza degli ateniesi a questi livelli avranno la meglio sull’entusiasmo lituano. Contano poco le due sconfitte subite dalla squadra di Sfairopulos in regular season,  vista anche l’abitudine dei biancorossi di farsi trovare sempre prontissimi nei momenti caldi della stagione.

Serie scontata? No. Serie ben indirizzata? Sì. Per logiche di profondità, esperienza e talento. Ma se c’è una squadra in grado di far saltare il pronostico, beh, quella è proprio lo Zalgiris.

Il tempo scorre rapido ma per gli uomini di Jasikevicius la mezzanotte potrebbe essere ancora lontana.

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