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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonTurkish Airlines Euroleague

Fenerbahçe: Alba della rincorsa Playoff?

Cinque vittorie nelle ultime sei gare, tre di questi successi arrivato lontano dalla Ulker Arena: il Fenerbahçe non molla, come era facilmente preventivabile, e quelle posizioni 7 ed 8 della griglia Playoff si avvicinano, sebbene la strada sia ancora lunga e ricca di ostacoli.

L’Alba ci prova fino in fondo, ma la qualità è differente e lo score finale la riflette, senza nulla togliere ai meriti dei berlinesi, squadra che prova a giocare una buona pallacanestro sempre.

I nostri abituali 5 punti sul risultato che porta gli uomini di Obradovic ad una sola gara dalla quota Playoff, in attesa di quanto succederà stasera a Valencia e Stella Rossa.

  • Non è ancora Fener vero, parola di Obradovic 

«Il carattere dimostrato alla fine è una buona cosa, ma voglio tornare su quanto accaduto nella prima parte della gara. Dobbiamo cambiare tutto ciò. Dobbiamo capire che abbiamo la possibilità di giocare una pallacanestro molto migliore, come abbiamo fatto negli ultimi 10 minuti».

Tutto chiarissimo ed assai condivisibile.

  • Kostas Sloukas, 2000 punti di orgoglio

«Da ragazzino che gioca a pallacanestro fin da quando aveva 8 anni, sono molto orgoglioso di aver raggiunto il traguardo dei 2000 punti in Eurolega».

«La gara è cambiata quando abbiamo controllato il ritmo. Sapevamo che se lasci quel controllo all’Alba loro ti fanno male. Siamo stati più bravi nei momenti decisivi e questo ha fatto la differenza».

Gli fa eco Vesely: «Troppe perse inizialmente, poi meglio. Io sto lentamente rientrando in forma, mi serve tempo ma sono felice già di poter aiutare così la squadra».

  • Alba d’assalto, Obradovic lo sa…

Berlino prova sempre a giocare a rimo alto, sfruttando il perimetro al massimo. Normalmente i tedeschi ci provano dall’arco 26,41 volte, ieri 8/19. Netto il merito dei turchi nell’aver limitato le conclusioni da tre punti. La percentuale è comunque buona al 42,1%, tuttavia se quel ritmo offensivo viene spezzato, le differenze di talento ed opzioni emergono chiaramente ed il risultato che ne consegue è abbastanza ovvio, sebbene sudatissimo per il Fenerbahçe.

  • Leo Westermann, l’eroe che non ti aspetti

13/18 dall’arco nelle ultime 6 gare, quelle in cui si è vinto 5 volte. Solo due volte oltre il 40% in sette stagioni di Turkish Airlines Euroleague, il francese è parte della svolta turca.

Sta sostanzialmente interpretando il ruolo di equilibratore, in modo inatteso per forma e sostanza, nei problemi di convivenza De Colo-Sloukas. Oltre a quello dà ciò che in passato era prerogativa di Bobby Dixon, al momento molto ai margini.

Solo un mese fa ad Istanbul si discuteva moltissimo sul valore e sull’efficacia dell’aver firmato il giocatore, ora è determinante nello scacchiere gialloblu. Due triple in 38″, nel minuto finale, chiudono una gara che ha un peso specifico assoluto per la corsa Playoff.

  • Elogio di Gigi e Jan: dalla sofferenza alla resilienza

Datome è più avanti di Vesely a livello di forma, lo si vede già da diverse gare ed il suo stop è stato molto più limitato nel tempo.

Entrambi i giocatori rappresentano l’eccellenza del sistema turco, di cui sono tasselli fondamentali per aumentarne la qualità. Spesso la squadra fa fatica perché non trova ancora in entrambi quelle soluzioni cui era stata abituata negli anni recenti: molte delle perse iniziali arrivano anche per questa ragione, oltre per uno Sloukas che pare nascosto dentro se stesso a tratti.

Ma sia Gigi che Jan, i due pilastri irrinunciabili di Obradovic, dimostrano di avere dentro tantissimo: lottano, sbagliano, cadono, si rialzano. Non hanno nessuna intenzione di arrendersi e lo dimostrano sempre, nel bene come nel male della loro prestazione, prendendosi tutte le responsabilità che gli competono senza mai tirarsi indietro.

E’ straordinario vedere come un campione sappia esserlo sempre, anche quando le cose non vanno nel verso giusto. Se questo Fenerbahçe, ancora molto lontano dal livello che può raggiungere, farà i Playoff e sarà competitivo nel finale di stagione, molto del merito sarà loro. Anche perché, e lo abbiamo già sottolineato, il sacrificio individuale estivo è qualcosa che meriterebbe di essere raccontato ed insegnato ai giovani che vogliono giocare a pallacanestro. E non solo.

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