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Flavio Portaluppi : L’Olimpia ha progetto ed ambizione molto interessanti. Shane Larkin è il mio MVP, ma quanto mi piacciono Gabriel Deck e Johnny O’Bryant

E’ strano non trovare Flavio Portaluppi con un ruolo in Olimpia Milano, dopo almeno 30 anni passati in perfetta simbiosi con i colori biancorossi. Ed allora l’abbiamo cercato, per conversare di questa Eurolega che, al via proprio in questi giorni col primo turno già in cantiere, pare essere arrivata al consolidamento di una formula che ha fatto tanto discutere ma che ha portato la pallacanestro ad un livello raramente visto in precedenza nel continente, torneo secondo solo alla NBA.

Ed è un uomo molto sereno quello con cui abbiamo potuto trattare moltissimi temi di cui, se esiste il concetto di esperto, lui ne è tra i primissimi.

– Flavio, da dove partiamo? Come si sta fuori dal basket giocato? C’è qualcosa di strano con cui devi abituarti a convivere?

E’ importante essere impegnato tutto il giorno, mille cose da fare che non mi permettono di avere rimpianti e di pensarci troppo.

– Ok, ma ora tuffiamoci in Eurolega. che stagione ti aspetti e perché?

Stagione interessante. I top team hanno fatti innesti chirurgici, penso ad Hackett a Mosca, Prepelic a Madrid, lo stesso mercato del Fenerbahce. I soliti noti hanno un anno di esperienza in più e ci sono altre realtà che possono puntare al vertice. Pensa, l’anno scorso di questi tempi tenevamo lo Zalgiris nella stessa considerazione in cui teniamo oggi Darussafaka, Buducnost e Gran Canaria, poi hai visto come è andata. A tal proposito, vero che Jasi è l’allenatore di maggior impatto e crescita, ma credo sia difficile ripetersi per loro a quei livelli. E penso che comunque sia dura per chiunque, dal basso, fare un percorso come quello lituano del 2017/18.

– Alla terza stagione gli staff tecnici e quelli atletici hanno tutti i dati per capire come gestire una competizione così massacrante?

I dati ci sono sicuramente, perché il livello degli staff è molto alto e le società ci investono parecchio, tuttavia credo che il calendario sia troppo intasato, si gioca troppo ed è impossibile gestire al meglio questi ritmi perché, volenti o nolenti, non siamo ancora la NBA. 

– Se vogliamo trovare un piccolo neo a questa competizione, si deve dire come all’atto finale arrivino quasi sempre le stesse. Vedi una possibile inversione di tendenza o non si esce dal dominio di Obradovic, Itoudis e Laso?

La stessa Eurolega sta riflettendo su questa situazione. Un “salary cap” è praticamente impossibile per la diversa fiscalità nei paesi delle partecipanti, Da quando si è passati alle 30 partite ed è cresciuto il riconoscimento economico ai club, il gap si è comunque allargato. La ridistribuzione degli introiti a livello finanziario, vedi merchandising, e tecnico, penso al Draft, è di un altro pianeta in NBA: se l’Eurolega vuole avvicinarvisi, deve studiare qualcosa sicuramente e per farlo deve correggere alcune zone d’ombra. I diritti televisivi stessi sono tema importante, sempre troppo ancorati a livello nazionale, mentre la premialità va benissimo, ma poi si premiano sempre le stesse… è naturale, purtroppo.

– Cosa pensi di Pablo Laso coach del Real, col quale magari condividi l’immagine di “anti-personaggio”? Lavoro eccelso la scorsa stagione, non trovi?

Condivido che abbia un profilo da anti-personaggio. E’ entrato in una realtà al vertice mondiale da sempre, nel basket come nel calcio, e questo non ha aiutato a far crescere il personaggio stesso. Ma sia chiaro che ha meriti assoluti, per la continuità di lavoro e di risultati, che poi sono il termine di valutazione di chi fa quel mestiere. E’ giustamente ormai tra i coach più vincenti e sta scrivendo pagine della gloriosa storia del suo club e del gioco.

– Se ne va Doncic ma in compenso sbarcano tanti giocatori che potrebbero fare benissimo. C’è qualcuno che ti intriga particolarmente?

Tornando alle aggiunte chirurgiche di cui si parlava, mi incuriosisce molto Gabriel Deck del Real: a me piaceva molto da tanto tempo e lo ritenevo una proposta molto interessante. Lo stesso Ennis, al Fenerbahce, sono curioso di vedere come andrà. Di solito gli USA, con Obradovic, necessitano di un po’ di tempo per assorbirne ed assimilarne i principi e la chimica, dopodiché possono volare molto in alto. Aggiungo O’Bryant (Maccabi), che abbiamo cercato lo scorso anno come obiettivo primario, poi virando su Cory Jefferson, ma che preferì le sirene NBA. Considera che c’è la Cina che attrae molti nomi di talento per condizioni economiche super, ma, come detto, in Eurolega si è scelto con maggiore senno e pensando che si tratta di un gioco di squadra, quindi con inserimenti funzionali a quello. Non dimentichiamo che rispetto alla NBA c’è un campo meno largo (28×15 contro 30×17), il che vuol dire meno spazio al talento singolo e più necessità di organizzazione di squadra: per quello si scelgono profili di un certo tipo.

– Tre o quattro squadre che paiono avere poche speranze Playoffs: vuol dire che per qualificarsi tra le prime 8 sarà necessario vincere almeno 17-18 gare e che eventuali scivoloni con Bayern, Darussafaka, Buducnost e Gran Canaria si potrebbero pagare a caro prezzo?

Non lo so, prima di dirlo voglio vedere come parte e come si sviluppa la stagione di queste presunte squadre più deboli. E’ vero che partono da più indietro, ma come fai a non dare credito, ad esempio, al Bayern allenato da quel Radonjic che fece grandi cose con la Stella Rossa?  Penso al fattore campo del Buducnost, dove non voglio tirargliela, ma Edwin Jackson potrebbe diventare capocannoniere, nonché Earl Clark è atteso a tante cose positive. Alen Omic potrebbe uscire dalla condizione di promessa e poi c’è Aaron Craft, un competitore feroce, senza grande talento ma con una leadership ed una cattiveria uniche. Quindi prima di parlare di 17-18 vittorie attenderei, considerando le due squadre menzionate un passo sopra a Darussafaka e Gran Canaria.

– Il ritorno di Blatt è indicato da tutti come “la storia” di questa stagione: è così forte come sottolineiamo tutti questo Olympiacos?

E’ squadra tra le candidate alle F4 ma voglio verificare alcune cose prima di dire  se sia così forte come molti la dipingono. Mi intrigano Timma, reduce da una stagione difficile ma con valori molto alti e Williams-Goss, che ha talento, non grande struttura, ma è da vedere come gestirà il passaggio al piano superiore. Poi Toupane, di cui sono curioso di verificare l’inserimento in un sistema di un certo tipo. Di certo Spanoulis e Printezis hanno un anno in più e questa cosa andrà gestita e verificata.

– Milano, Barcellona e Maccabi sono le piazze attese al riscatto più importante, soprattutto per blasone, storia e recenti delusioni. Come vedi queste tre realtà?

Non voglio dire nulla di Milano per scaramanzia, ma il progetto è ottimo. Mi piacciono fisicità ed atletismo del Maccabi in 4/5 giocatori, dal perimetro al ferro, partendo dalla grande trazione nei ruoli 1 e 2 per arrivare ai centri. Interessante la continuità nel secondo anno di Spahjia. Del Barça sono curioso di capire il dopo Navarro, uno che ha segnato 10-15 anni di questa Lega.

– Non possiamo non parlare di Olimpia. E’ veramente la squadra di Pianigiani, al 100%?

E’ la squadra di Proli e Pianigiani. Se è vero che ci sono i giocatori che si integrano alla perfezione nel sistema voluto dal coach, è altrettanto vero che dietro c’è una società che segue il coach ma ha un peso importante.

– Sono concrete le possibilità di stare nelle 8 per i biancorossi?

Sono molto interessanti.

– Da grande esperto (ad esempio eri uno che voleva Timma quando Timma non era quello di oggi…) mi fai tre nomi su cui punteresti per una grande stagione?

Detto di Deck ed O’Bryant, dico Shane Larkin, di cui si sottovaluta lo straordinario impatto di due stagioni fa, ed aggiungo l’altrettanto già citato Axel Toupane.

– Qual è il tuo coach preferito in Eurolega e perché?

Aleksandar Dzikic del Buducnost, perché a me piacciono i coach che mostrano valore in realtà diverse.

– Tecnicamente credi vi sia qualcosa che emergerà in particolare nella stagione?

Onestamente ora non lo so, preferisco non rispondere: lasciamola partire  poi si vedrà.

– Piccolo “off topic” saltando in Eurocup. Vi sono almeno 5 squadre che potrebbero tranquillamente fra bene in EL. Vuol dire che le coppe ECA crescono e quelle FIBA sono sempre più distanti?

La Spagna fu la prima a supportare l’Eurocup, poi piano piano il livello è salito ed oggi sì, la distanza con le altre coppe è tanta. E’ vero, ci sono molte squadre che non hanno nulla da invidiare a diverse di Eurolega.

– Finirà mai questa faida?

Difficile che termini, ma bisogna porre rimedio. Lo dicono tutti, poi… Penso a 4 Coppe, che non hanno alcun senso. 2, forse 3, sarebbero sufficienti, anche a livello economico. Se è vero che un torneo continentale è vetrina per gli sponsor etc, è altrettanto vero che i costi si moltiplicano e per tanti club non è semplice gestirli.

– Finiamo con un giochino, che piace sempre tanto: dimmi chi vince l’eurolega, l’MVP di stagione regolare ed il coach dell’anno…

L’Eurolega la vince il Fenerbahce, Shane Larkin sarà MVP ed alla fine Obradovic sarà di nuovo l’allenatore dell’anno.

 

Competenza fuori dal comune ed una disponibilità e gentilezza che non vengono mai abbastanza apprezzate. Flavio Portaluppi è questo. Semplicemente.

2 commenti

  1. Mi lascia perplesso leggere che l’anno scorso consideravano lo Zalgiris una comparsa benché spieghi perfettamente perché presero 32 punti nei denti in casa… L’anno prima avevano fatto 14 vittorie e negli 8 anni precedenti erano andati 7 volte alla seconda fase: Kaunas a prescindere dal budget e dagli specifici giocatori ha sempre avuto un progetto e un’idea di basket…

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    1. Avendo parlato con Flavio personalmente posso dirti che era una considerazione generale. Noi stessi di Eurodevotion piazzammo lo Zalgiris tra 15mo e 16mo posto.

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