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TOP E FLOP : L’EUROLEGA A META’ STRADA

Non è un gioco ma una valutazione, non c’è nessun premio ma la sola voglia di poter discutere sul meglio del meglio della pallacanestro europea ( e non solo…).

15 gare di stagione regolare, le forze in campo abbastanza chiaramente definite: chi ha fatto bene e chi no nella prima metà della nuova edizione di #euroleaguebasketball.

SQUADRE

MIGLIORE : CSKA – Dominante quasi sempre, imprendibile con i due fuoriclasse assoluti al meglio. Unico scivolone ad Istanbul, prima di un’idiozia difensiva e qualche infortunio che ne hanno rallentato la marcia sul finire. Unico neo: fuori uno tra Teodosic e De Colo, il potenziale si abbassa incredibilmente e non basta nemmeno lo straordinario lavoro di coaching di Dimitris Itoudis.

MENZIONE D’ONORE : BASKONIA – Record 10-5, grandi imprese a Madrid e contro il Fenerbahce, decisamente meglio senza Bargnani, come prevedibilissimo. La Fernando Buesa è pressoché inespugnabile. Capolavoro di management, considerando chi ha perso in estate.

LA CERTEZZA : OLYMPIACOS – Mille infortuni ma nulla scalfisce il sistema di Sfairopoulos. La difesa, inizialmente permissiva rispetto alle abitudini, è cresciuta tornando ad essere marchio di fabbrica. Tira male da tre, vero, ma segna sempre quando conta. Gli “Dei” Vassilis e Georgios non hanno nessuna intenzione di mollare.

SORPRESA : STELLA ROSSA – mai sottovalutare il cuore dei serbi. Chi avrebbe detto 7-8 ad oggi? In casa loro si vince solo con grandissime prove, mentre fuori hanno fatto due colpi importanti ad Istanbul e Bamberg. Se Jenkins è spesso prima opzione offensiva, è il caso di dire che Radonjic è un fior di coach, o no?

DELUSIONE : MILANO e MACCABI – La’EA7 parte bene, 4-3 con attacco scintillante ma difesa da rivedere. Resta solo la seconda, se possibile peggiore. Otto sconfitte consecutive a media 12,1 punti di scarto sono inaccettabili. Confusione totale. Ed ancor peggiore è la confusione a Tel Aviv, al terzo coach in 4 mesi. Nessuna impronta di gioco, americani amanti del “fai da te”, mancanza totale dell’identità che ne fece le fortune. Tunnel infinito quello europeo per gli israeliani. Edelstein rappresentava troppa pallacanestro: quella che il Maccabi non gioca.

GIOCATORI E COACH

MVP – Langford è vicino, Llull è al meglio di sempre, Calathes pare un altro rispetto al passato, ma MILOS TEODOSIC è di un altro pianeta. Ciò che ha fatto vedere fino a fine novembre rappresenta qualcosa che appartiene ad un mondo oltre il gioco.

SOTTOVALUTATI – KOSTAS SLOUKAS ed ARTSIOM PARAKHOUSKI. Il primo esprime una leadership che pochi sanno mettere in campo. Se Obradovic ti dà le chiavi di una squadra, la ragione è chiara. Il centro bielorusso se la gioca ad armi pari con tutti i colleghi sotto canestro. Centro classico se ce n’è uno, merita assolutamente una chance da Final 4.

SORPRESA : BROCK MOTUM – Alti e bassi, ma gli alti sono di livello. Jasikevicius ci sta lavorando con grande intensità.

IL LEADER : BRAD WANAMAKER – Sale di livello, da Bamberg ad Istanbul, e sale il suo rendimento. La trasposizione sul campo del volere di Blatt.

DELUSIONE : ALESSANDRO GENTILE, THOMAS HEURTEL e KOSTAS PAPANIKOLAOU. E’ tutta gente da cui ci si aspetta molto. L’ex capitano milanese doveva prendere in mano la squadra e lo ha fatto solo poche volte. Da lui ci si attendeva molto di più. L’NBA è lontanissima. Per il francese la cosa vale ancor di più: il talento che possiede non giustifica i momenti bui. Attenzione al girone di ritorno se la chimica con Perasovic crescesse. Il greco in NBA c’è stato e pare che quel soggiorno ne abbia prosciugato talento e voglia: nemmeno la sbiadita copia di quello che era e che potrebbe ancora essere.

MIGLIOR COACH : SITO ALONSO – Oltre ogni più rosea previsione. Gioca ed impone.

COACH DELUSIONE : JASMIN REPESA e ERGIN ATAMAN – Il primo doveva dare un’impronta di un certo tipo a Milano, che invece “non gioca” in modo totalmente opposto. Il secondo doveva dare una mentalità difensiva ad una squadra che in realtà non tiene nemmeno un palleggio.

QUINTETTO BASE : TEODOSIC-LLULL-LANGFORD-SINGLETON-BIRCH

SECONDO QUINTETTO : SLOUKAS-CALATHES-J.ANDERSON-MELLI(REYES)-AYON

Ce ne sono decine che meriterebbero di stare coi migliori come decine meriterebbero di stare coi peggiori. Siamo a metà percorso e quello che accadrà di qui ad aprile non è per nulla scontato. Il nuovo formato ha già mietuto vittime eccellenti, le sorprese arriveranno in modo copioso, gli infortuni giocheranno un ruolo decisivo. Di certo si tratta di uno spettacolo straordinario, come pallacanestro pura secondo a nessuno.

 

 

 

 

 

 

 

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