Squadre

CSKA Mosca

SEDE: Mosca, Russia

ARENA: Megasport Arena (14.000 posti)

Se si parla di storia di Eurolega non si può prescindere dal club di Leningradsky Prospect 39.

Probabilmente basta la mimica facciale del presidentissimo Vatutin durante la finale di Berlino a spiegare cosa rappresenti questa manifestazione per lo CSKA. Quattro successi nella vecchia Coppa dei Campioni, tra il 1961 ed il 1971, dei quali gli ultimi due sotto la guida di quello che a ragione può considerarsi tra i cinque più grandi coach della storia in Europa e non solo, ovvero l’Hall of Famer (nomina del 1995) Aleksander Jakovlevic Gomelsky. Erano gli anni del dominio dell’Armata Rossa, che ci hanno lasciato eredità quali la “mezza ruota”, di cui brani e spezzoni (mal eseguiti) rimangono assai attuali in molti sistemi di oggi: il “colonnello” è  assolutamente il personaggio che ha cambiato il corso della storia del gioco in ottica olimpica, dopo che nel 1988 mise sotto senza mezze misure gli universitari di John Thompson a Seoul ben oltre il punteggio. I 28 punti del neo coach canturino Rimas Kurtiniatis unitamente alla leadership di Marciulonis e Sabonis smantellarono il sistema del coach di Georgetown, il cui asciugamano sulla spalla nulla poté nonostante schierasse prospetti notevoli quali David Robinson, Danny Manning e Mitch Richmond.  USA Basketball capì in quell’occasione che la creazione del vero Dream Team non poteva più attendere. Questo fu Gomelski, in ottica CSKA e nazionale.

Limitandoci al nuovo formato di Eurolega i numeri sono sufficienti a dirci tutto. 278-79 è il record in 15 anni. Tre titoli nel 2006, 2008 e 2016. 10 partecipazioni alle Final Four. 3 finali.

La maledizione delle Final Four per i moscoviti pareva confermarsi anche quest’anno. Episodi indelebili quale la palla persa da Viktor Khryapa a Milano 2014 o le triple di Vassilis Spanoulis a Madrid 2015 fanno il pari con il vantaggio di 19 punti bruciato nel 2012 sempre contro i greci del Pireo, e avevano tutta l’aria di non volere svanire nemmeno a Berlino 2016 dove, in una delle finali di livello tecnico più alto della storia della competizione, il talento e la pulizia di gioco di Nando De Colo (mvp di tutto, tra stagione regolare di Eurolega, Final Four e VTB) e Milos Teodosic ha permesso allo CSKA di coronare una stagione dominata dalla prima palla a due di ottobre. Sconfitto il fortissimo Fenerbahce, sconfitto soprattutto Obradovic per mano del suo storico delfino Itoudis, sconfitto definitivamente il sortilegio che appariva legato a doppio filo ai russi.

Al pari del recente trionfo berlinese, ma tecnicamente di livello superiore, la vittoria del 2006 senza l’infortunato David Andersen. Si arrivava da tre anni di futile dominio sotto la guida di Dusan Ivkovic, con un record di 60-4 che incredibilmente non portò mai al trofeo continentale.

Ettore Messina, sbarcato da Treviso, allenò magistralmente una squadra fantastica, quella dei Papaloukas, JR Holden, Smodis, Andersen e Vanterpool portando il concetto di “motion offense” ai livelli più alti che la storia europea ricordi. Altra sconfitta nel 2007 ad OAKA contro il Pana di uno scintillante Diamantidis per battere il quale non bastarono i 23+8 del “Papa” e due indimenticabili triple de  “l’assassino dell’Alaska” Trajan Langdon:  poi sesto titolo continentale nel 2008 con un netto successo 91-77 contro il Maccabi e grande rivincita del succitato Langdon eletto MVP. A seguito di quel successo Messina entrò nell’élite dei quattro volte vincitori di Eurolega, in compagnia di Pedro Ferrandiz, Aleksander Gomelski e Bozo Maljkovic, dietro al solo Obradovic. L’anno seguente il mancato buzzer beater di Siskauskas dall’arco vanificò una rimonta dal 33-56 ed il Pana poté festeggiare con uno Vassilis Spanoulis “atipico” MVP in verde.

Allenatori e giocatori che hanno fatto la storia del gioco, un club con disponibilità finanziarie ed un’organizzazione perfetta: Belgrado 2017 e la Serbia intera sembrano essere la meta perfetta in grado di accogliere il proprio figlioccio Milos Teodosic, il cui viaggio iniziò proprio da queste parti, tra il Metalac Valjevo, l’FMP Zeleznick ed il Borac Cacak.

E in patria? Di fatto, dalla stagione 2012-2013 il titolo di campione di Russia spetta automaticamente alla vincitrice della VTB, manifestazione sovranazionale voluta dalla Uleb. Sette edizioni, sei vittorie per il Cska, con l’eccezione del guizzo del Khimki di Rimas Kurtinatis nel 2010-2011.

 

Coach Itoudis (confermato)

Contratto De Colo (p), Higgins (g), Fridzon (g), Khryapa (f/c), Jackson (g), Hines (c), Vorontsevich (f), Teodosic (p), Kurbanov (f), Kulagin M. (g), Korobkov (c), Kulagin D. (f), Lazarev (c), Freeland (c)

Cessioni Nichols (g/f-Panathinaikos)

Acquisti Augustine (c-Khimki), Antonov (f-Nizhny)

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