Eurocup, la Reyer seppellisce Brescia e fa 4 di fila

Lele
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Tempo di derby. L’Eurocup propone un gustoso appuntamento tutto tricolore al PalaLeonessa per la sfida tra Brescia e Reyer nel turno numero 6 della seconda manifestazione europea. Un punto. Questo è lo scarto, la linea sottile che ha portato gli oro-granata al ko interno con Trento ed i lombardi al successo esterno a Trieste nel turno di LBA.

Un punto in più cambia la vita, la classifica, i giudizi, l’umore della piazza, di una squadra. Però l’Eurocup è altra cosa e la classifica dice Venezia 6 punti, Germani 4 e – soprattutto – lagunari in serie aperta di 3 vittorie e lombardi che sono reduci da 2 sconfitte consecutive nel finale con Bourg e Cluj.

Alla squadra di casa mancherà ancora una volta Caupain, che sembra dover stare fuori a lungo, nei viaggianti è assente capitan Bramos per un problema ai cervicali. Uno scontro di vitale importanza per entrambe, Venezia deve allontanare la crisi aperta in campionato, la Germani deve reagire alle due sconfitte consecutive di coppa.

La sfida del Pala Leonessa si trasforma ben presto in un incubo vero e proprio per Brescia, che esce con le ossa rotte dal derby contro la Reyer: una partita a senso unico e dominata sin dal principio dai viaggianti, precisi, chirurgici e lucidi nei possessi offensivi per tutta la partita. I locali precipitano traditi dalle percentuali e da un attacco asfittico, oltre che da una difesa ballerina.

Grande fluidità offensiva e capacità di leggere le situazioni offensive, il match di Eurocup è una vera e propria operazione chirurgica quella messa giù da una Reyer attentissima. La regia di Granger illumina, l’apporto di Tessitori spacca la partita, Freeman affonda e la difesa controlla: Venezia riparte da queste cose, oltre che da un ottimo Willis.

Al 20′ la sfida era praticamente già decisa, con i lombardi precipitati a -22 ed i lagunari in totale controllo delle operazioni offensivamente e difensivamente. Terzo ed ultimo quarto sono stati dei semplici esercizi di controllo per gli oro-granata, che hanno gestito senza ansia, senza problemi e con enorme facilità una partita già in discesa. 60-80 il finale.

La miglior serata d’Eurocup per una Reyer perfetta in difesa

La partita della Reyer nel sesto turno di Eurocup è un inno al dominio, Brescia finisce stritolata nella morsa lagunare e ne esce con le ossa rotte già nei primi 20′. I lombardi si sono incagliati contro il dinamismo e la stazza degli esterni e dei lunghi oro-granata, tutti sincronizzati alla perfezione con movimenti e cambi impeccabili su ogni attacco bresciano.

La foto, o meglio, il dato chiave di questa situazione è dato dalla prova pessima di quel Della Valle che doveva essere lo spauracchio numero uno per la squadra di De Raffaele. Controllato alla perfezione dagli esterni veneziani, asfissiato da un Freeman attento anche in fase di marcatura, non è mai entrato in partita realmente producendo uno 0/7 dal campo che non necessita descrizione ulteriore.

Se le guardie di coach Magro tirano 1/16 dal campo è un grosso, enorme problema, se Petrucelli esce infortunato nella seconda frazione è un altra grossa batosta. In generale – però – è l’intero impianto lombardo che ha imbarcato acqua ed è andato in corto circuito contro una difesa granitica come quella veneziana. Un grande segnale per Spissu e compagni, che si sono compattati ed hanno reagito alle difficoltà.

Che questa sia la miglior prova degli oro-granata è fuori di dubbio, che sia un grande segnale è altrettanto vero, ma va anche detto che Della Valle e compagni si sono sfiduciati ai primi errori, anche non forzati: merito della difesa di certo, ma anche demerito della squadra di casa. 50% da 2 aggiustato nel finale, 22% da 3, dati eloquenti…

Venezia corre più di Brescia, uno dei fattori

La squadra di Magro su 100 possessi segnava 116 punti, uno dei dati cardine di questo incontro, con i lombardi che dovevano essere “anestetizzati” sul ritmo per avere maggiori speranze di frenare la verve offensiva ed il talento delle varie bocche da fuoco. La Reyer ha concesso a Brescia solo 60 punti su 63 tiri, controllando il ritmo a proprio piacimento.

L’immagine che resta negli occhi però è la capacità di correre in transizione ben più facile della squadra di De Raffaele rispetto a quella di casa: merito di una difesa perfetta come scritto sopra e di un’attenzione maniacale ai dettagli in ogni singolo possesso. Granger, Parks e Willis i tre principali uomini chiave che hanno permesso di correre meglio il campo, con l’ex Badalona uscito dalla panchina.

Venezia ha dominato la partita mentalmente, tatticamente e fisicamente, la reattività degli esterni ed il dinamismo di giocatori come Parks e Willis ha dato soluzioni in campo aperto estremamente semplici: i bianco-blu di casa non hanno retto l’urto, hanno perso 16 palloni dei quali 11 recuperati dalla truppa di De Raffaele. Scacco matto e partita gestita alla perfezione.

Willis, Tessitori, Parks e Freeman, che impatto

La partita è cominciata con Brooks in quintetto e Willis in panchina, una grande sorpresa – probabilmente tattica – che ha giovato moltissimo alla Reyer in questo incrocio italiano di Eurocup. Gli oro-granata hanno trovato grande impatto dell’ex Brindisi come non succedeva da un po’: 13 punti ed 8 rimbalzi in soli 17′ a mettere in discesa una partita che già si stava indirizzando nelle giuste vie.

Anche Tessitori è uscito dalla panchina, con il lungo azzurro che dopo nemmeno 120″ ha messo piede in campo per sostituire un Watt dannoso con i suoi 2 falli in attacco: per l’ex V-Nere un impatto devastante con 5/5 dal campo ed una serie di giocate offensive davvero importanti, oltre alla solita grandissima presenza difensiva. Il primo fattore della fuga è il #00 degli oro-granata.

Freeman e Parks sono partiti in quintetto ed hanno avuto un ottimo impatto nel match: l’ex Bursaspor ha colpito chirurgicamente Brescia quando lasciato solo, l’ala ex Napoli dopo un avvio complesso ha dominato per intensità, dinamismo e letture difenive contro i pari ruolo lombardi. La prova dei 2 esterni è fondamentale per il ritmo e la precisione offensiva lagunare.

Venezia nel complesso non sbaglia praticamente mai da 2 punti, sintomo di un attacco che colpisce chirurgicamente le mancanze della Germani: 70% con i piedi dentro l’arco è percentuale clamorosa, considerando soprattutto che quasi nessuno di questi tiri è arrivato con forzature o giocate individuali. Una precisione offensiva, una coralità che era mancata sabato in LBA. Se gli oro-granata giocano così è difficile per tutti.

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Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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