Lettera aperta ad Ettore Messina

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Ettore Messina, condottiero della Milano che torna a primeggiare in Europa dopo 29 anni, forse leggerà. Magari otterremo una risposta, che sarebbe importantissima per noi e per tanti.

Caro Ettore,

innanzitutto una precisazione, doverosa… Mi permetto il “tu” poichè così è stato qualche anno fa in occasione di una splendida intervista che mi hai concesso, era il settembre 2018, per la quale ti devo ancora ringraziare, visto che resta ad oggi il pezzo più letto nella breve storia quasi quinquennale del mio sito. Inoltre era già così a fine anni ’80, quando un bambino che si affacciava al ruolo di allenatore seguiva in stato di estasi ogni cosa che arrivasse dalla tua palestra, dai tuoi clinic o da tue pubblicazioni.

Complimenti! Sentiti e strameritati. Milano torna ad essere un luogo della geografia cestistica europea grazie al tuo lavoro ed al team che hai impostato. Non è tanto il risultato ottenuto oggi, quanto la cultura che hai voluto e saputo trasmettere ad un ambiente che a quel livello era sotto zero da anni.

La tua Olimpia ha affrontato ogni avversaria dimostrandosi in grado di competere sempre e questa è ora la sfida più grande, come tu stesso hai sottolineato in conferenza stampa dopo il Bayern: dare continuità alla presenza al vertice con una progressiva, ulteriore, crescita.

Mi permetto di rivolgermi apertamente a te per una questione che riguarda la comunicazione e la possibilità di avere accesso ai migliori contenuti che permettano di divulgare lo sport che entrambi, ed è una cosa che certamente ci accomuna, amiamo.

L’accesso alle Final 4 di Milano è stato seguito da una serie di interviste dei protagonisti a tutte le maggiori testate della carta stampata. Bene, mi sono detto, per tutto il movimento. In fondo è realtà il fatto di aver sentito gente che non ricordava nemmeno il colore della palla da basket parlare con interesse della serie col Bayern.

Bene, quindi, si cresce. Poi… Poi sono semplicemente tornato sulla terra ed un velo di grande tristezza e sconforto ha avvolto i miei pensieri.

Oggi, 2021, l’accesso ai protagonisti di una squadra straordinaria come la tua, è riservato, come dimostrano i fatti di tutta la stagione e della precedente, solo ed unicamente alla carta stampata. Con tutto il rispetto, ti abbiamo letto perfino su testate che col basket non hanno mai avuto a che fare.

Perchè tenere ai margini siti e blog che da anni svolgono un’egregia attività fornendo ai lettori un servizio che nella maggior parte dei casi non dà alcun ritorno economico a chi ci si impegna con cuore ed energie?

Il mio sito, come diversi altri e come tanti blog, da anni cerca di dare il suo contributo sulla base di tre elementi fondamentali: passione (infinita), correttezza (sempre) e professionalità seppur in un contesto di amatorialità (ci proviamo e non ci facciamo sconti se veniamo meno a questo concetto).

Negli anni bui del basket italiano, in pratica tutto ciò che è arrivato dopo Atene 2004, se non fosse esistito il web, il gioco in Italia sarebbe sparito dai radar pressoché totalmente, ricomparendo solo in occasione di cronache giudiziarie varie o di fallimenti della nazionale, comunque poco seguita rispetto a quanto accade per gli altri sport di squadra. Dov’erano tutti questi signori che oggi celebrano (giustamente) le vostre imprese in quegli anni?

Io riconosco assolutamente che molta della produzione che deriva da quel web non ha qualità ed è per quello che ogni maledetto giorno cerco di dare “input” in quel senso a tanti ragazzi che si prodigano a divulgare pallacanestro senza il giusto riconoscimento che meriterebbero.

Così come per semplice questione di onestà intellettuale riconosco che vi siano protagonisti della carta stampata di valore assoluto e che è sempre istruttivo leggere, sebbene le vendite dei quotidiani non mi pare stia attraversando, nel mondo intero, un periodo di grande brillantezza.

Ma non è questo il punto, non è una guerra tra web e giornali che non porterebbe a nulla. E’ una questione di pura qualità, quella per cui combattiamo quotidianamente, a volte riuscendoci, a volte meno. E’ un po’ come un set offensivo, a volte lo disegni perfettamente su una lavaganvetta ed il campo ti fa sembrare un genio, a volte non riesce ed allora giù con le critiche.

Le tue recenti esperienze oltre oceano ti hanno certamente dimostrato come tante realtà americane, le più seguite ed importanti, siano sul web. Non servono nomi, li conosci tu e li conosciamo tutti.

Tra l’altro mi pare ci siano perfino dei regolamenti di Eurolega che parlano di disponibilità dei club nei confronti dei media in determinate situazioni pre e post gara. Addirittura, con grande sorpresa ed un ironico sorriso che ne è derivato, abbiamo scoperto che al punto 82.2 delle regole che riguardano i media, c’è scritto che il giorno seguente la gara, il responsabile della comunicazione della squadra di casa deve inviare un file in PDF ad Eurolega (ed al club ospite) contenente tutti gli articoli di maggior rilievo riguardanti la gara. Ecco, ho pensato al passato e mi sono chiesto se, in base alla carta stampata, quel file fosse vuoto o di pochissime righe. Poi di regole sai bene che ce ne sono tante altre sull’argomento che non vengono sempre rispettate alla lettera.

Nessuno di noi, e dico noi perché so che è il pensiero di tanti altri gestori di siti e blog, ha la pretesa di esclusive o di cose speciali, ma solo la richiesta di poter operare in termini di equità competitiva con chi si occupa di basket. Dopodiché sarà un’ovvia e legittima scelta del tuo club quella di concedere più meno materiale a questo o quel media, secondo un giudizio qualitativo che deriva dal vostro parere come da quello dei lettori, che in fondo sono gli unici giudici inappellabili come fruitori del prodotto cestistico.

Te lo dico con la massima trasparenza, è veramente umiliante ed allo stesso tempo singolare svolgere il lavoro che facciamo e non avere accesso a nulla presso un club prestigioso come il tuo, oltretutto per noi club di casa, mentre non abbiamo alcun problema con gli interlocutori stranieri.

Il mio sito è particolare, poiché si occupa di Eurolega, in parte di Eurocup e dell’attività delle 18 squadre che partecipano al massimo trofeo continentale, quindi non posso allargare il discorso ad altri club italiani, sebbene questa situazione, mi dice chi ci deve lavorare, sia prettamente nazionale. Ed anche qui, almeno un paio di eccezioni virtuose le conosciamo.

Senza disturbarti oltre, se mai questa pubblica missiva ti arrivasse, mi permetto, come già detto senza alcuna pretesa, di chiederti una semplice spiegazione di quanto sta accadendo, poiché in fondo sono gli appassionati che la chiedono quando si rivolgono a noi.

Non è per perorare la nostra causa, ma ti sei chiesto per caso se pochi istanti dopo la sirena della tua vittoria col Bayern proprio quegli appassionati abbiano frequentato siti di carta stampata oppure quelli che da anni si fanno in quattro, magari alzandosi la mattina all’alba prima di andare a lavorare o facendo nottate per migliorare il proprio prodotto?

Poi magari non saremo proprio noi gli interlocutori più graditi, ci mancherebbe, ed in quel caso aumenteremo il nostro impegno nella direzione della qualità. Ma che una categoria non venga esclusa totalmente in un mondo che va proprio in quella direzione mi pare una semplice ed onesta richiesta, poiché non riusciamo minimamente ad immaginare che ad un livello come quello del tuo club si ragioni in termini di simpatie e di accondiscendenza dei media, poiché risulterebbero in netto contrasto con la grande cultura che stai trasmettendo a tutto l’ambiente milanese ed oltre.

Che sia un confronto, che sia una risposta, tutto quello che preferisci: ma sappi che l’unico intento di tutto ciò va nel senso della divulgazione del gioco e della qualità di quell’intento.

Non hai idea di quanto ci piacerebbe raccontare, grazie alle esperienze dei diretti interessati, cosa ha portato ai grandi traguardi che stai raggiungendo coi tuoi uomini. E quando chiediamo un’intervista, non dimentichiamolo, non stiamo chiedendo un favore od un’intercessione, ma stiamo semplicemente chiedendo di raccontare meglio il basket, cosa che dovrebbe essere gradita ad entrambe le parti

Confidiamo in un minimo interesse, almeno quello crediamo di meritarlo.

Rinnovando i miei complimenti ti porgo i saluti più cordiali,

Alberto Marzagalia

http://www.eurodevotion.com

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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