Virtus-Olimpia e Real-Barça si tingono di biancorosso e blaugrana

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Virtus-Olimpia e Real-Barça: due sfide nobili per una domenica che si tinge di biancorosso e blaugrana.

Ovvia la premessa, si tratta di due tornei completamente differenti come peso specifico e valore globale: ad oggi la Liga Endesa non ha rivali e la LBA ha una strada lunghissima da intraprendere se vuole avvicinarsi anche di un poco al campionato spagnolo. Se questo percorso di avvicinamento potenziale parte dalla scelta di affidarsi ad una RAI che prende per l’ennesima volta a calci la pallacanestro, interrompendo la diretta a due minuti dalla fine, direi che siamo messi male, molto molto male.

Ma è altrettanto chiaro che le attese fossero altissime per entrare le sfide, sperando di poterle vedere entrambe, l’anno prossimo, anche in Eurolega.

Virtus-Olimpia finisce con il successo milanese (68-73). La squadra di Messina si dimostra ancora un passo avanti rispetto ai bolognesi, sebbene la distanza appaia decisamente ridotta rispetto al passato. La W milanese è assolutamente meritata.

Real-Barça si chiude con la vittoria degli ospiti catalani (82-87), guidati da un Nikola Mirotic che, giustamente, il sito di ACB definisce “imperial” piuttosto che “extraterrestre”.

Quello che era considerato “l’evento” della stagione, sinora, per la pallacanestro italiana, offre alcuni spunti interessanti in un quadro generale di una partita decisamente modesta. Alta l’intensità, a testimonianza del valore che entrambe le squadre davanti al risultato, ma qualità insoddisfacente, con parecchi errori da un parte e dall’altra. Sbaglia di più Bologna, vince Milano.

Appunto, la qualità. 18 assist e 15 perse per i padroni di casa, addirittura negativo il rapporto degli ospiti, a 13/15. Certo, non sono mancate le prodezze individuali, come è ovvio che sia quando si sfidano gente come Rodriguez, Teodosic e compagnia. Ancora una volta decisivo Kevin Punter, sempre più ago della bilancia nel gioco di Messina, mentre la prestazione di Marco Belinelli, all’esordio dopo tanti mesi di inattività, è normalissimo che non potesse essere significativa. Serviranno tanti allenamenti, per entrare nel sistema bianconero, e tante gare, per ritrovare quel ritmo partita che oggi manca.

Sergio Rodriguez e Milos Teodosic, dicevamo. Due dei migliori momenti della gara sono segnati dalle loro prodezze. Le due triple del Chacho sono poesia pura, così come la leadership del “mago Milos” nel parziale che porta Bologna dal 13-21 al 29-23.

Kyle Hines va in difficoltà importnate ad inizio gara, contro un Julian Gamble che lo attacca nel modo giusto , poi però, da campione che è, legge la situazione, la corregge e la ribalta a suo favore. Anche perchè Gamble non viene più utilizzato nella maniera giusta di inizio gara.

Giusto che gli allenatori facciano il loro dovere e, entrambi sorridenti, si rendano disponibili ai microfoni della stessa RAI colpevole di quello scempio in diretta, con dichiarazioni corrette.

Per Djordjevic «serve giocare tante volte contro questi avversari per capirne le debolezze, come succedeva con la nazionale americana», mentre per Messina « la squadra ha difeso ad alto livello per tutta la gara, che è stata durissima ed a tratti sembrava una gara di Eurolega».

Ecco, siamo d’accordo con Coach Sasha, è una lettura interessante la sua, così come siamo d’accordo con il Coach milanese. La difesa è stata buona, quasi sempre, ed a tratti è parso di essere nell’Eurolega di quest’anno. Senza dimenticare che proprio l’Eurolega ci ha regalato alcune partite “bruttine”.

Sfida di ben altro livello tecnico quella del Wizink Center, con un vincitore chiaro che è parso in controllo della partita anche nei momenti in cui il punteggio era altalenante ed equilibrato.

Onde evitare polemiche inutili e letture parziali di quello che è un parere, quindi come sempre discutibile, quando si parla di livello tecnico ben differente ci si riferisce alla gara di ieri. Barça e Real hanno regalato un prodotto ben superiore a quello visto a Bologna: ben sappiamo però che la stessa Milano se l’è giocata per 36 minuti coi catalani ed ha battuto i madrileni, quindi nessun giudizio assoluto, solo quanto visto ieri.

Mirotic? 26 punti con 7/10 da due, 2/3 da tre, 10 rimbalzi e 9 falli subiti in 26’33”, per un 41 di valutazione che la dice lunga sul dominio imposto alla gara. Solo Navarro, con 44, ha all’attivo una valutazione migliore nella storia del “clasico”.

«Sono orgoglioso della squadra, abbiamo fatto quel che serve per battere il Real a casa sua, ma siamo ancora molto indietro in Liga, serve migliorare come squadra». Così il nativo di Podgorica.

«Niko ci ha dato molta fiducia, poi nel secondo tempo abbiamo cambiato la difesa ed il Real non ha messo troppe triple. Siamo stati disciplinati, meritando la vittoria» sono le parole di Coach Jasi.

Laso, da parte sua, fa notare come «la differenza è arrivata nell’ultimo quarto, ma non abbiamo mai avuto la sensazione di essere in controllo sulla partita, siamo sempre stati ad inseguir. «Complimenti al Barcellona, ma dobbiamo pensare a martedì (ad Istanbul con l’Efes), nonché alle prossime trasferte con Tenerife e Andorra del 2 e 4 gennaio».

Da non sottovalutare, in una sfida di questo equilibrio, il 38 a 31 Barça a rimbalzo, mentre per quella qualità di cui si diceva sopra, 12 assist e 6 perse per i “blancos” e 13/8 per i “blaugrana”.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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