Pronti a esplodere: “Late Bloomer” Johnny Hamilton

Il giocatore caraibico, dopo una stagione al Darussafaka, approda al Fenerbahce

La pallacanestro giocata manca tantissimo, inutile negarlo.

La NBA, attraverso la “bolla di Orlando”, ci ha dato l’opportunità di tornare a respirare concretamente il basket di alto livello ma sinceramente non vedo l’ora di riassaporare il mondo cestistico europeo di cui l’Eurolega ne è massima espressione.

Eurodevotion, attraverso la nuova rubrica “pronti ad esplodere”, che vi tiene compagnia da qualche settimana, ha l’ambizioso desiderio di presentarvi dei giocatori che a nostro giudizio potranno stupire nella prossima stagione.

Profili diversi da quelli soliti, giovanissimi o semplicemente alla prima esperienza nella massima competizione continentale.

Dopo aver delineato il profilo del canadese Dyshawn Pierre, la scorsa settimana, torniamo nuovamente in casa Fenerbahce Beko per parlare di Johnathan Hamilton.

Curioso, ma non troppo per chi ha seguito con interesse l’estate calda della squadra turca, è notare come il club di Istanbul, dopo anni di vertice, si ripresenti ai nastri di partenza con una squadra rinnovata, con tante scommesse, accanto ai “veteraniDe Colo e Vesely, ma proprio per questo motivo molto intrigante.

La nuova guida tecnica, affidata a Igor Kokoskov, è ulteriore stimolo per seguire con interesse il team allestito sapientemente dal nostro Maurizio Gherardini.

Hamilton, centro di 26 anni di Trinidad e Tobago, è stato annunciato dal club turco il 10 luglio.

FONTE: PROFILO UFFICIALE TWITTER FENERBAHCE

La storia del pivot caraibico, a livello di college, è stata piuttosto movimentata e per farci aiutare, nella sua conoscenza, mi sono avvalso di Giuseppe Marmina, grande esperto del mondo NCAA e scout internazionale per l’agenzia Octagon.

Johhny” ha infatti militato in tre università: dal 2013 al 2015 a Jacksonville College, nei due anni successivi a Virginia Tech e nel 2018 a UT Arlington.

FONTE: UTAMAVS.COM

Le parole di Giuseppe confermano il percorso tortuoso del giocatore: “Hamilton a livello universitario ha avuto un percorso abbastanza complicato, due anni di Junior College a Jacksonville, poi è passato a Virginia Tech ma nei due anni passati in Virginia ha giocato solo 20 partite a causa di infortuni, senza mai veramente riuscire ad incidere. Dopo i due anni in Virginia, si è trasferito come graduate student a University of Texas at Arlington, dove ha avuto una buona stagione e dove finalmente ha potuto esprimere tutto il suo potenziale. Un late bloomer, come direbbero gli americani.”

La stagione con gli UT Arligton ha sancito la rinascita del giocatore, dopo due anni ricchi di infortuni, come dimostrato dai numeri messi insieme dal pivot: 11.1 punti e 8.1 rimbalzi.

Un anno molto intenso in cui Hamilton è diventato famoso anche per la proposta di matrimonio, fatta alla sua ragazza Rachel Ross, nel giorno della cerimonia del Senior Day.

Le cifre, decisamente interessanti, non valsero una chiamata al draft ma comunque la firma del suo primo contratto professionistico, il 31 luglio 2018, con i Detroit Pistons.

L’atleta, immediatamente dirottato ai Grand Rapids Drive, squadra di sviluppo dei Pistons, non ha mai esordito nella National Basketball Association.

I numeri, nella sua unica stagione in D-League, sono stati molto simili a quelli dell’ultima stagione NCAA con poco più di 11 punti e 8 rimbalzi per gara.

Il video che vi proponiamo, nella serata in cui ne segnò 21 contro i Wisconsin Herd, mostra alcune delle caratteristiche principali del centro, ossia la sua capacità a livello intimidatorio negli aiuti e l’abilità di correre velocemente lungo il campo.

Il trasferimento in Europa, nell’estate scorsa ai turchi del Darussafaka, è stata logica conseguenza per le ambizioni di crescita del giocatore.

L’impatto è stato subito positivo tanto da meritarsi l’inserimento tra i cinque potenziali MVP della Eurocup insieme ad alcuni giocatori del calibro di Teodosic e McCollum.

La costanza di rendimento, l’immediata capacità di calarsi in una nuova avventura, sono stati i punti di forza del caraibico nonostante questa stagione anomala minata dal Covid.

Giocatore offensivamente d’area, come dimostrato dal fatto che il 63% dei suoi tiri arrivi entro il metro e mezzo dal canestro, ha segnato il 54% dei suoi punti da una distanza massima di 0.5 metri dal ferro.

Il suo atletismo lo rende giocatore estremamente efficace a rimbalzo, soprattutto d’attacco.

Tante caratteristiche che lo avvicinano, con le dovute proporzioni per ora, ad Ekpe Udoh, giocatore che si sposava molto bene con Vesely, la cui conferma è stato il grande colpo di mercato dei turchi. (potrete trovare la lavagna tattica sulla convivenza tra i due giocatori in questo nostro articolo a firma Andrea Ranieri)

La stagione si avvicina, “Late Bloomer” vuole sbocciare definitivamente.

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