Mercato: Alberto Abalde, oggetto del desiderio di Olimpia e Real Madrid

Nato il 15 dicembre 1995, galiziano di La Corona, Alberto Abalde è un’ala di 202cm che ha nel suo palmarès una Supercoppa (2017) ed un Eurocup (2019), entrambe vinte con la maglia del Valencia.

Il giocatore, come dettagliatamente riportato da RealOlimpiaMilano.com è nella wishlist di Coach  Ettore Messina che avrà però vedersela con la concorrenza del Real di Pablo Laso, un club che quando vuole un giocatore difficilmente se lo fa sfuggire.

Cresciuto nel florido vivaio della Joventut Badalona, ha esordito in prima squadra nella stagione 2013/14, anno in cui, come peraltro nei due seguenti, ha vestito soprattutto la maglia del Club Basquet Prat, legato ai verdenero. L’esperienza nella cittadina a pochi km da Barcellona, sede dell’aeroporto internazionale El Prat, è stata vissuta in passato  da altri famosi atleti come Pau Ribas, Marko Todorovic, Guillem Vives e Christian Eyenga. 65 gare in tre stagioni presso il Pavellò Joan Busquets a chiudere sostanzialmente una carriera giovanile di grande impatto.

Con la maglia della Spagna ha collezionato ben tre medaglie: due argenti nell’U20, tra il 2014 ed il 2015, ed un bronzo nel 2013 a libello di U18.

E’ stato MVP del Next Generation 2013, allora Nike Invitational,  quando mise KO il Barça in finale con una prova da 18 punti, con 7/11 da due, 1/3 da tre e 9 rimbalzi  che fu fondamentale per l’asfaltata inflitta ai rivali catalani (82-59). In quella finale della O2 Arena di Londra, come rivale, c’era un certo Mario Hezonja.

Si è poi dichiarato per il Draft NBA 2015, quando è risultato però “undrafted” per essersi ritirato prima delle scelte stesse.

Nel 2016 firma con Valencia che lo lascia un anno in prestito sempre a Badalona. L’approdo “taronja” si concretezza nel 2017/18.

Ad oggi ha al suo attivo 48 gare di Eurolega in cui ha registrato il 40,2% da tre (ma solo 28,3% quest’anno contro 51,9% di due anni fa su praticamente lo stesso numero di conclusioni).7,7 punti di media, 3 rimbalzi ed 1,7 assist completano i suoi numeri principali.

Lo scorso anno, nel trionfo dei suoi in Eurocup, in occasione della finale con l’Alba fu utilizzato pochissimo da Coach Ponsarnau: 12’44” in tutto, con soli 9 punti ed un tolte di 6 nella valutazione. E così fu anche in occasione della semifinale con l’Unics.

Buon tiratore dall’arco, ottimo penetratore, utilizza principalmente l’amata mano destra, mentre è più raro vederlo destreggiarsi con la mano debole. Non è una sentenza ai liberi, ma ha un ottimo 77,8%.

E’ principalmente un’ala, suo ruolo naturale, ma ha saputo muoversi bene anche in posizione di guardia, dove ha giocato spesso nelle ultime stagioni vista la la maledizione degli infortuni (Diot e Van Rossom su tutti, poi Vives) che ha colpito i titolari del ruolo a Valencia. Ama avere la palla in mano e sfruttare il suo corpo per arrivare ad attaccare il ferro.

In difesa è assai migliore sulla palla che lontano da questa. Soprattutto sul lato debole è talvolta vittima di amnesie a livello di concentrazione che lo rendono poco efficace. La sua fisicità gli permette comunque di poter difendere anche sulle guardie, dove può sfruttare un’interessante apertura alare contro avversari spesso sottodimensionati. E’ parte del gioco in cui, comunque, ha fatto grandi passi avanti e dove conserva margini importanti.

Tornando a qualche numero, non è nei primi 25 di alcuna voce statistica di Eurolega, mentre le sue migliori performances sono arrivate quasi sempre quest’anno. Dai rimbalzi, contro il Khimki a metà gennaio, ai punti (21), ai munti (30) ed al PIR (22), tutti ottenuti nella recente gara persa contro Milano alla Fonteta.

La sorella Tamara, ala grande di 191cm del 1989, è plurimedagliata con la nazionale femminile. L’ex Lamar Lady Cardinals, college texano, ha recentemente trionfato nell’Eurobasket 2019.

E’ stata per lui fonte di consigli e di ispirazione molto importante, come lo stesso giocatore ha raccontato in una conversazione con il sito di Eurolega  a metà dicembre 2019.

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«Ho iniziato a giocare grazie a lei, mi ha aiutato molto mentalmente ad accettare la parte difficile del gioco, come infortuni e sconfitte».

«Oggi è bellissimo che sia venuta a giocare a Valencia, ci vediamo tutti i giorni, è una cosa molto particolare, fratello e sorella nello stesso club».


 

 

 

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