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Regular Season 2018-2019Turkish Airlines Euroleague

Mike James non fa il miracolo, una bruttissima Olimpia cade anche con il Bayern

Quinta sconfitta consecutiva per l’Olimpia Milano in Turkish Airlines Euroleague, quarta W nelle ultime 5 per un Bayern che si dimostra molto più squadra dei milanesi, capace di alimentare il talento di Derrick Williams alla perfezione, attraverso una gestione capace, mirata ed in grado di colpire dove gli avversari hanno pochissime risposte.

Come cambia il mondo in questa lega… Solo 5 partite fa la classifica diceva Milano 6-2, in piena quota Playoff a sole due gare dal vertice, mentre i bavaresi erano 3-5 con due soli successi più dell’ultima. Ma è proprio la bellissima crudeltà di questo torneo a dirci che col progredire delle giornate, il livello si alza perché le squadre migliorano: la  squadra di Pianigiani è peggiorata molto, quella di Radonjic, al contrario, è cresciuta esponenzialmente.

I 5 punti di Eurodevotion, ad analizzare un risultato ed una prestazione che mai e poi mai è dovuta a “dettagli”: la pallacanestro, ad alto livello, è figlia di dettagli, lo sappiamo tutti, ma la bilancia degli stessi pende da chi gioca meglio. la fortuna può fare qualcosa, ma se ci si basa su quella si è morti e sepolti.

  • Derrick Williams, il talento e la poesia. Impressionante! Non vi erano dubbi sulle possibilità di chi è stato scelto alla seconda assoluta in un draft in cui precedette Kemba Walker, Klay Thompson, Kawhi Leonard e Jimmy Butler, piuttosto che gli attuali avversari Jan Vesely e Chris Singleton: gli venne preferito solo Kyrie Irving. Detto che il draft è uno dei misteri più fitti della storia del gioco, e pochi come quello del 2011 ne certificano tale status, il californiano ex Wildcats di Arizona è semplicemente straordinario ed in possesso di una capacità di far male sui 14 metri offensivi come pochi. Inutili i tentativi di Brooks e Kuzminskas, parliamo di qualcosa di superiore. Il passaportato di Pianigiani, tra l’altro, pare sempre più emarginato dal gioco (primo tiro nel secondo tempo…): quando si stuferà di essere l’unico cagnone che fa la guardia al giardino milanese?
  • I numeri, implacabili. 26/49 da due, che vuol dire 53,1% per i tedeschi, contro un misero 14/34 (41,2%) dei lombardi. Già questo basterebbe, ma se vi aggiungiamo un tema qualitativo, la differenza è abissale. A pallacanestro si gioca in 5 e si cerca il tiro migliore, che può anche talvolta essere quello dall’arco, ma che, se parliamo di percentuali, riesce sempre più facile avvicinandosi al ferro. E’ parte della grande separazione tecnica di ieri sera tra Bayern ed Olimpia, tra l’altro in un contesto di talento in cui, escluso il già citato Williams, Milano è nettamente superiore. E sono sempre quei numeri a dirci che prima di ieri, in 4 trasferte, esclusa la W di Gran Canaria, campo non certo impossibile, il Bayern aveva accumulato 3 sconfitte con scarto medio di quasi 13 punti, tra Barcellona, Fenerbahce e Maccabi.
  • La qualità della pallacanestro ed il rapporto col talento. L’Olimpia, si diceva, di quest’ultimo ne ha molto di più. Il Bayern doveva limare il gap andando con intelligenza da Williams, senza esagerare, tenendo aperta la porta alle soluzioni alternative: piano partita eseguito alla perfezione, come confermano i soli 24 minuti di impiego del talentoso #23. Tutto in netta controtendenza con l’ormai conclamata sovraesposizione tecnica e fisica di James e Micov in casa AX. Ed il peccato mortale milanese è ancor più grave se si guarda proprio a quella qualità tecnica globale: 14 assist e 15 perse dei padroni di casa contro 12/12 degli ospiti. Obiettivamente in questo torneo si vede di molto, molto meglio.
  • Gli ultimi 65″, specchio perfetto della gara. Dopo la tripla di Nedovic, che va applaudito per l’applicazione e per tutto quanto mostrato, dopo una lunga assenza che giustifica in pieno fisiologici alti e bassi al rientro, la partita era chiusa. Punteggio ed inerzia che parevano aver messo una pezza ad una prova non certo esaltante e nemmeno solida dell’Olimpia. Dopo il timeout di Radonjic, arriva un facilissimo appoggio al ferro di Barthel, figlio di un pick and roll in cui James segue mollemente Jovic e Gudaitis non sa assolutamente dove stare, piazzandosi in una terra di nessuno che rende elementare l’esecuzione bavarese. Eventuali aiuti non pervenuti e soprattutto si doveva lasciare spazio a Jovic, uno che dall’arco la mette ogni volta che cambia l’inquilino in Vaticano. Segue un possesso della squadra di Pianigiani in cui la palla la toccano solo James e Micov, la cui tripla sbagliata innesca il contropiede con 2+1 di Williams che sancisce il sorpasso. Milano non ferma la palla ed il piatto alla bavarese è servito. Altro attacco Olimpia e tripla di James in 1vs 5 sbagliata. Nedovic, in tutto questo, è in angolo, statuario, con le mani sulle ginocchia. Il libero del +2 di Dedovic e quanto accade dopo è storia notissima, vista e rivista sui campi: una palla che balla sul ferro, può entrare o meno, ma come abbiamo già detto non cambia la sostanza della prestazione che dice meritatamente Bayern. 60″ di pallacanestro, prima della mischia convulsa degli ultimi istanti, in cui la palla, per Milano, la toccano in due. Che non sarebbe nemmeno drammatico nel gioco di oggi, se non fosse che gli altri sono spettatori, a parte un blocco di Brooks.
  • Il calendario, fattore fondamentale di questo torneo. Amico di un Bayern che ha giocato 8 gare casalinghe e solo 5 esterne, bilanciato per l’Olimpia, 7 in casa e 6 fuori che verranno seguite da due trasferte ad Oaka ed alla Menora Mivtachim. Tedeschi ora curiosamente attesi ad ancora due turni in Baviera, prima di un 4 su 5 esterno che riporterà le cose alla normalità, mentre per Milano arrivano ora 11 gare senza domani. Servirà qualcosa di straordinario fino alla 24ma, poiché dopo, lo sforzo finale dirà trasferte con CSKA, Real ed Efes, mentre al Forum arriveranno Oly, Pana e Fenerbahce. Se la quota Playoff si conferma a 17W, la matematica dice che 8/9 successi sono necessari in queste prossime 11 partite. 5 sconfitte consecutive non sono il miglior viatico. E non sono nemmeno dettagli.
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One Comment

  1. Concordo su quasi tutto , ma avrei ulteriormente sottolineato il fatto che il peggior difensore della squadra era contrapposto al miglior giocatore avversario

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