Mirotic, scintille con Jasikevicius. E Calathes…

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Mirotic e Jasikevicius sono stai protagonisti di dichiarazioni che faranno discutere a lungo, dopo la sconfitta che ha sancito il 3-1 del Real nella finale di Liga. Poi c’è Calathes…

Era quasi contatto che il 3-1 del Real aprisse il grande dibattito sul valore della stagione in casa Barcellona.

Detto che da quando Jasi siede sul pino blaugrana i catalani hanno sempre giocato la finale in tutti i trofei cui hanno partecipato, fatta eccezione per l’Eurolega 2022, la cultura legata alla sola vittoria come termine di giudizio sta aprendo scenari tristemente normalissimi in Catalunya.

La stagione si era aperta con l’inopinata sconfitta in Supercopa, con l’incredibile rimonta del Real a Tenerife, dopodiché il bastone del comando è passato in mano al Barça. Primo posto in stagione regolare, sia europea che nazionale, Copa del Rey in bacheca proprio ai danni degli eterni rivali ed infine il viaggio a Belgrado, anticipato da un Playoff non brillantissimo contro il Bayern.

Qui probabilmente si è giocato tutto, perchè perdere fa male, ma perdere contro il Real ha un sapore inaccettabilmente amaro da queste parti.

«La sconfitta in semifinale a Belgrado è stata durissima da metabolizzare» ha ripetuto ancora ieri Jasi, che nella capitale serba aveva aggiunto che «Ci sentiamo una squadra migliore» condendo il tutto con un pesantissimo «Siamo mancati di professionalità, è inaccettabile» che alla fine, se le cose non vanno nel verso giusto, può iniziare a dare fastidio ai giocatori.

«Credo che sia stata una buona stagione che non abbiamo capitalizzato al meglio. Questa squadra, chiaramente, è bravissima nel mettersi in difficoltà e poi uscirne, ma se succede troppe volte non è automatico risolvere sempre i problemi. E’ questione di carattere che oggi tuttavia abbiamo avuto, poiché a condannarci sono stati i dettagli». Questa la chiusura del tema Liga per il Coach lituano.

Questione di carattere quindi, in una buona stagione?

Non la pensa così Nikola Mirotic che, volontariamente o meno, risponde così al Coach: «Non si può parlare di mancanza di carattere, abbiamo sempre lottato, facendo errori perchè siamo umani, ma bisogna pensare anche ai rivali che conoscevano alla perfezione le nostre caratteristiche».

Come se non fosse già una bordata al proprio staff, il montenegrino, unica ragione per cui la serie non è finita 3-0 grazie ad una sua prova magistrale in gara 2, prosegue.

«Per me è stato un fallimento questa stagione. Abbiamo sempre cercato di fare ciò che il nostro sistema richiedeva, giocando come voleva il nostro allenatore. Serve riflettere e guardare avanti».

«Alla fine ciò che conta è essere al massimo da marzo a giugno e noi, per qualche ragione, non lo siamo stati. Siamo il Barça, non basta vincere un titolo».

E come se il carico di Mirotic non fosse sufficiente, arriva il Mundo Deportivo a parlare di un Nick Calathes pronto a lasciare per una relazione con il Coach ormai deteriorata.

Fa un caldo pazzesco in Europa in questi giorni, ma nulla in confronto alla temperatura dalle parti del Palau.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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