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Gran Canaria, dopo il successo sullo Zalgiris, è la più grande sorpresa di questa Eurolega?

Alzi la mano chi l’avrebbe solo lontanamente pronosticato. E non si parla solo di ieri sera, ma di qualcosa che è iniziato, ironia della sorte, il 16 novembre, quando sulla panca dei “gialli” c’era ancora Salva Maldonado.

L’Herbalife Gran Canaria, dopo il successo contro un bruttissimo Zalgiris, si ritrova con un record di 6-9, ad una sola W dalla zona Playoff, o, se volgiamo, a soli tre successi dal quarto posto di Efes ed Olympiacos, titolari di un 9-6 attuale.

Sogno o son desto? Ce lo si chiede sull’isola, ce lo si chiude un po’ ovunque in giro per la Turkish Airlines Euroleague.

I 5 punti di #eurodevotion per provare a capire cosa stia succedendo al sole delle Canarie, senza ovviamente dimenticare il brusco stop lituano, parte in causa determinante.

  • Xavier Rabaseda da 15 ed 8 rimbalzi con un solo errore, dall’arco. Il 29enne di Ripoll, cittadina catalana di poco più di 10000 anime e di tante industrie tessili, che l’Eurolega l’aveva vissuta tra il 2009 ed il 2013 in maglia blaugrana, senza un ruolo da protagonista, è stato il fattore determinante nel successo di ieri. La difesa lituana, troppo “soft” per almeno due quarti e mezzo, non ha proposto contromisure per limitare chi viaggia ad una media di 5,5 punti e 2,2 rimbalzi: la differenza è sotto gli occhi di tutti.
  • «Non abbiamo scuse, abbiamo giocato in modo terribile per lunghi tratti della gara. E non esiste parlare delle assenze, perché avevamo gli uomini per vincere questa gara». Jasikevicius, al solito, non considera minimamente alcun alibi, non è nella sua cultura. Gli fa eco Aaron White che parla della sua squadra come di chi «troppo a lungo ha sbagliato tutto, per poi trovare un certo senso di urgenza che non è bastato, perché la buca scavata in cui ci è ritrovati era troppo grande». Chiude ancora il coach : «Bisogna ricompattarsi e tornare lo Zalgiris che combatte, quello che siete abituati a vedere». Ok, non lo dice Jasi, ma lo diciamo noi: a referto vi erano un 1999 ed un 2000 non utilizzati, ma anche lo stesso Jokubaitis, play del 2000 in campo per 7’27” ed il centro Birutis, 1997 da 14’28”. Westermann, fuori ancora a lungo, e Kavaliauskas, non si regalano a nessuno.
  • La gara per lunghi tratti è parsa fotocopia del recente successo lituano in casa Darussafaka. Zalgiris che scherza col fuoco e questa volta ci è rimasto scottato. Decisivi i brutti possessi, dopo essere sostanzialmente rientrati, sul 57-52. 4′ senza segnare ed un Rokas Jokubaitis che mostra tutti i limiti che questa competizione può evidenziare per chi ha compiuto 18 anni da un mese o poco più. E’ tutto ben diverso dal giorno del Big Baller Brand Challenge Games, con quei 31 che relegarono in secondo piano il circo della famiglia Ball, con LaMelo e LiAngelo dimenticati.
  • La persa di Milaknis a 32″ dalla fine, sul meno 3,  è lo specchio della prova degli ospiti, messi sotto dalla difesa dei padroni di casa quasi sempre, a parte sporadici parziali figli di un maggior attacco al ferro. Victor Garcia è in pieno controllo della situazione tecnica della propria squadra. Lo dimostrò a Milano, poco dopo essere entrato in carica, sfoggiando tranquillità e gestione senza fronzoli ed assai efficace. Non ha un roster di campioni, anzi, ma sa bene cosa fare e come farlo eseguire dai suoi.
  • 5 successi nelle ultime 9, 4 nelle ultime 6 e scalpi molto interessanti quali quelli di Barcellona, Milano e Zalgiris. Gran Canaria ora sogna, tuttavia restano limitatissime le possibilità di postseason, se non nulle. Di certo giocare sull’isola non sarà agevole per nessuno e gli eventuali punti persi peseranno come macigni. Diversa la faccenda trasferte, che sanno 8 nel girone di ritorno: a parte l’impresa del Forum, gli uomini di Garcia non sono mai stati competitivi lontano da casa. Di certo, si tratta, ad oggi di sorpresa assoluta, visto che era assai difficile pensare ad un numero di W finali che soltanto si avvicinasse a 10.

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