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Il romanzo del 2018 di #eurodevotion. Dal favoloso Real Madrid di Pablo Laso al basket di Ettore Messina, per chiudere col capolavoro di Gigi Datome.

12 mesi vissuti al massimo, 12 mesi di pallacanestro favolosa, 12 mesi che ci lasciano un’eredità straordinaria e sono solo il preludio ad un 2019 che si preannuncia perfino meglio.

Uno per uno, i mesi che ci hanno accompagnato in un cammino indimenticabile.

Il GENNAIO 2018 si apre con l’Olympiacos che impartisce una severa lezione a Milano, che farà il paio con il meno 26 casalingo che seguirà col CSKA. Esordisce in modo promettente Kuzminskas, ma Spanoulis non fa sconti. Il Barcellona fa molta fatica, nonostante Sanders ce lo descriva come il posto ideale (non sarà proprio così…). La grandissima gara tra Panathinaikos e Zalgiris ci dà la vera idea di grandezza assoluta dei lituani: poco conta la sconfitta all’overtime, è pallacanestro organizzata ed allenata divinamente. Milano si riprende con una pioggia di triple su Malaga. In una notte al Forum Shimon Mizrahi ci ricorda le grandi sfide con Peterson e Meneghin, prima che in un festival di difese allegre il suo Maccabi porti a casa la W. Dopo 20 gare, per noi l’MVP è questione tra De Colo, Calathes e Doncic, mentre Jasikevicius è nettamente il miglior coach.

FEBBRAIO è mese di Coppe nazionali. L’effetto Pesic porta il Barça in paradiso: il Real è battuto. Il Fenerbahce è sorpreso dall’Efes, che farà suo il trofeo in finale col Tofas. L’Olimpia crolla con Cantù nei quarti: sono i giorni del famoso «Una squadra di Eurolega non può correre dietro ai piccoli di Cantù». Ma da lì, e dall’accantonamento di Jordan Theodore, partirà la riscossa milanese che porterà lo scudetto. La stessa Olimpia aveva espugnato Barcellona a inizio mese. Finisce l’avventura di Andrea Trinchieri a Bamberg.

MARZO si apre con la civilissima contestazione del Forum: biancorossi che battono l’Efes in un clima surreale, ma iniziano i dubbi su Kuzminskas, arrivato col passaporto da giocatore NBA. Il Fenerbahce stacca il biglietto per i Playoff vincendo a Kaunas, ma mai si era vista una squadra far sudare così Obradovic tecnicamente: Jasi sempre più su. La sfida tra i turchi ed il CSKA è un inno al basket: le note decisive sono di De Colo. Partita dell’anno, sinora. Intanto prendono corpo le continue proteste di Giannakopoulos, peraltro ben poco urbane e talvolta vicine allo sproloquio. Maurizio Gherardini ci racconta il mondo Fenerbahce ed un Obradovic, che, come lui, vive di basket 24/7: «E’ la passione che ci muove». L’aneddoto sulla cena post sconfitta in Coppa con l’Efes fa il giro del web.

Si arriva ad APRILE, mese di verdetti. Per Eurodevotion De Colo è l’MVP mentre il coach non ve lo diciamo nemmeno… E proprio quel coach, a fine stagione regolare, vince un’altra gara favolosa al Pireo: 2-0 contro l’Olympiacos che sarà preludio al trionfo nei Playoff. Le sue parole nell’intervallo, dopo un pessimo primo tempo, sono il sunto di come si lavora a Kaunas. Lo Zalgiris vola a Belgrado! E’ la storia dell’anno. Il Fenerbahce affronta un Baskonia che non è vittima sacrificale, ma passono i turchi. CSKA che elimina il Khimki con qualche polemica arbitrale di troppo. Il Real viene asfaltato in gara 1 dal Pana (95-67 con 20-0 iniziale) ma poi c’è quel ragazzo che incontra Laso fuori dall’albergo di Atene… «Non siete voi quelli di ieri» Infatti, riscossa Real e serie in ghiaccio. Alessandro Mamoli in una lunga intervista con noi, ci dice che l’Eurolega è straordinaria, ma la NBA resta di un altro pianeta. Aggiunge che converrebbe puntare su Doncic per diverse franchigie…

E’ MAGGIO, il mese per eccellenza in Turkish Airlines Euroleague. Il mese delle Final 4. esiste un posto più storico di Belgrado per ospitarle? No, ed eccoci alla Stark Arena. Il nostro preludio sono alcune chiacchierate molto interessanti.  Apre Gigi Datome, che ci racconta la sua vita ad Istanbul ed il suo rapporto con Obradovic, ripercorrendo le tappe di una carriera in continua crescita. Andrea Meneghin ci indica in Pangos il suo MVP stagionale. Abbiamo la possibilità di fare qualche domanda a coach Obradovic, prima di Belgrado, e le risposte sono importanti: dall’elogio a Melli e Datome, come giocatori e persone di valore, all’incoronazione di Jasikevicius. «Non è una sorpresa per me, la sua è pallacanestro eccellente». La “rueda de prensa” del Real prima di partire per la capitale serba è il primo serio indizio su chi vincerà. Rudy, Felipe, Sergi e coach Laso hanno le idee chiarissime: «Siamo passati attraverso un inferno di infortuni. Ora ci siamo e sappiamo cosa fare e come farlo». A Belgrado si conferma il tutto. Ayon parla di certezze acquisite, Laso ha la tranquillità di chi sa bene come andrà. Andrey Vatutin ci parla del futuro CSKA dopo la sconfitta in semifinale: il futuro di Itoudis pare assai nebuloso, il presidente è molto duro e diretto. «Dobbiamo rivedere ruoli e responsabilità». Passano in secondo piano i seppur decisivi infortuni di Hines e De Colo che hanno causato tanti problemi ai russi. La difesa di Rudy è il capolavoro della finale, il Real è meritatamente campione. Jordi Bertomeu, la mattina della finale, ci conferma che il Pana resterà in Eurolega. Luka Doncic è l’MVP naturale di una finale dominata da… Causeur. Buon viaggio Luka, il tuo posto è di là.

Archiviata la straordinaria esperienza belgradese, arriva GIUGNO, tempo di titoli nazionali. Tutte le squadre di Eurolega lo vincono (considerando che in Spagna, Turchia, Grecia e Spagna ve n’è più di una…), come quasi ovvio. Solo Bamberg e Stella Rossa cadono a favore di Bayern e Buducnost. Prima della finale di LBA Meo Sacchetti ci parla di una Milano che non può perdere e di un Real che ha vinto l’Eurolega grazie alla difesa. Ergin Ataman è sicuro con noi: l’Efes tornerà grande. Finora ha ragione lui.

LUGLIO è il mese del mercato e dei sogni, con una certezza. Mike James, Nemanja Nedovic e Jeff Brooks vogliono dire che Milano è da Playoff. A Barcellona si mette fine alla telenovela Pesic-Jasikevicius: confermato l’esperto coach slavo, si teme che i nuovi arrivi siano ancora una bella raccolta di figurine. Ed in questo caso si sbaglia, visto quanto fatto sinora. Si discute del ritorno di Nemanja Bjelica, il CSKA pare la destinazione ovvia, ma poi non se ne fa nulla. Arriva Joffrey Lauvergne in un Fenerbahce che fa notizia più per i presunti problemi finanziari che per altro. Ali Koc, presidentissimo, prende in mano la situazione e risolve tutto. Il ritorno di David Blatt è qualcosa che può scompaginare tutto: improvvisamente l’Olympiacos diventa la rivale numero uno delle tre grandi. Shane Larkin è tanta roba, l’Efes può sognare. In Italia si parla di un approdo Juventus nel basket: per ora nulla ma…

AGOSTO fa notizia solo in Italia per le stucchevoli polemiche sulla nazionale e le convocazioni. Il caso Gallinari-Sacchetti tiene banco. Non se ne sentiva il bisogno.

A SETTEMBRE l’Italia stessa di Datome fa un passo decisivo verso i mondiali, mentre Milano fa sua la Supercoppa in modo perentorio. Nick Melli ci racconta il “suo” Obradovic, senza dimenticare che Trinchieri è la prima ragione del suo approdo ai livelli più alti. La nostra intervista di inizio mese ad Ettore Messina è molto interessante e, vista la persona, non poteva essere altrimenti. «In Italia manca il senso del bene comune», «Obradovic è il numero uno» e «Un po’ mi rivedo in Buscaglia» sono solo alcune delle parole dello straordinario coach italiano, che ciò confessa anche il segreto di Pop e Manu: «Non si prendono troppo sul serio».

Finalmente è OTTOBRE e riparte l’Eurolega. Non ne potevamo più senza! Shved ed il suo Khimki, al pari dell’Efes di Ataman sono le due situazioni più intriganti, insieme all’ambiziosa Milano che Flavio Portaluppi ci descrive come «molto, molto interessante». L’inizio di stagione è da panico per Maccabi e Barça, due delle gradi attese al riscatto.

NOVEMBRE ci conferma che Real, Fenerbahce e CSKA sono di un altro pianeta. Milano è partita molto bene, ringrazia i miracoli di Mike James con Khimki ed Efes, ma deve fare i conti con l’infortunio di Nedovic ed inizia a perdere colpi. Lo Zalgiris delle meraviglie ne perde 4 in fila in casa, ma poi si riprende, anche se pare meno forte di quello del 17/18. Il Barça vola, nonostante un calendario avverso. Il Pana batte l’Oly nel derby, poi crolla. Pesic ci spiega come si batte Milano, mentre Luka Doncic fa ricredere un po’ di fantasiosi esperti NBA dominando come fece solo Lebron al debutto.

Siamo a DICEMBRE, ultimo mese di un anno fantastico. Gli scontri diretti tra le grandi dicono Fenerbahce 2-0, ma sempre in casa. Il Real è 0-2, perdendo ad Istanbul ed in casa col CSKA. Itoudis gioca due gare di alto livello ed è più silente rispetto alle precedenti stagioni regolari: un segnale per Vitoria? Cresce il Bayern, agevolato da 10 gare casalinghe, mentre si consuma il crollo di Milano, che ne vince una sola su sette ad Oaka, dove arriva Rick Pitino, che esordirà a fine mese, mentre il dato inquietante ed incomprensibile è rappresentato dai 6 cambi di coach. Saltati Martinez, Spahjia, Maldonado, Caki, Pascual ed infine anche Dzikic. Molte perplessità. Il botto è di queste ore, la sorte è in agguato con tutta la sua ironia: Jasmin Repesa in approdo a Podgorica, potrebbe esordire sulla panca montenegrina giovedì 3 gennaio. Dove? Sì, al Forum. E’ tutto bellissimo. Ma nessuno dimenticherà questo mese per una ragione principale: il capolavoro di Gigi “Air” Datome con cui il campionissimo sardo decide la sfida con il Real. La mente vola al “Switching Hands Layup” di Michael Jordan contro i Lakers nel 1991… Non c’è modo migliore di terminare un anno, coi migliori auspici per il seguente.

 

 

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