Hapoel Tel Aviv e Gran Canaria vincono G3 in trasferta e volano in finale di Eurocup
Successi esterni incredibili per israeliani e spagnoli, che volano in finale: il fattore campo salta nella gara cruciale

Salta il fattore campo nella gara cruciale, nel win or go home: Hapoel Tel Aviv e Gran Canaria espugnano Valencia e la Turchia, andando a vincere in casa dei taronja e del Bahcesehir al termine di due partite equilibratissime ed incredibili. Escono - dunque - i grandi favoriti, la corazzata di Pedro Martinez, condannati da Marcus Foster quasi allo scadere.
Il fattore campo è saltato nel momento topico, nella sfida irreversibile da win or go home: l'Eurocup promuove dalle due semifinali Hapoel Tel Aviv e Gran Canaria, entrambe vincenti in trasferta. Un fattore campo che non è saltato in G1 e G2 ma stappato come una bottiglia di champagne alla mezzanotte di Capodanno nella determinante Gara 3, con gli israeliani che hanno espugnato un campo caldo come La Fonteta grazie al jumper di Foster a 3" dallo scadere ed i canarini che hanno vinto in terra turca giocando un secondo tempo di grande intensità. L'ultimo atto prenderà il via martedì 8 aprile con G1 in casa dell'Hapoel Tel Aviv, cui farà seguito G2 venerdì 11 alle Canarie, in casa di Gran Canaria: una finale di Eurocup che avrà sfida spagnola-israeliana, dunque.
Due partite toste, difficili, decise nei secondi finali: Hapoel Tel Aviv espugna La Fonteta con il canestro di Foster, mentre è un siluro di Homesley a 93" dal termine ad affossare i sogni di finale del Bahcesehir, con i canarini che poi sigillano il colpo esterno grazie ai liberi dello stesso esterno e di Albicy. Che si potesse arrivare ad un epilogo del genere, con due colpi esterni, non era pronosticabile: nei primi 2 incroci era stato rispettato il fattore campo, ma il grande equilibrio visto finora aveva giocoforza aperto a tutti gli esiti la sfida cruciale da win or go home. 72-76 ad Istanbul, 92-94 a Valencia: il verdetto è ora definitivo.

Gran Canaria ed Hapoel Tel Aviv fanno saltare il banco in Gara 3
Hanno fatto saltare il banco con lucidità, personalità, qualità e - soprattutto - con le giocate individuali di due che sanno come mettere a soqquadro le difese avversarie: Hapoel Tel Aviv e Gran Canaria hanno espugnato La Fonteta e la Sinan Erdem Sports Hall grazie ai canestri di Marcus Foster e Caleb Homesley, decisivi oltremodo. La semifinale più equilibrata è stata quella tra taronja e bianco-rossi israeliani: la doppia sfida precedente poteva terminare un po' in tutti i modi, con il fattore campo che è stato mantenuto con sofferenza dalle squadre di Martinez ed Itoudis, guidate rispettivamente da Montero e Motley. Incredibile - invece - il duello tra turchi e canarini: in G1 successo senza appello della formazione di Radonjic, che - poi - ha perso G2 per una dormita fatale di CJ Massinburg, che ha regalato il 2+1 alla squadra di Lakovic. Un risultato preso con le unghie, insperato, che è stato prologo del ribaltamento dei fattori in G3: Gran Canaria è passata in 40'55" dall'essere eliminata al conquistare una finale che è pazzesca.
Valencia ha trovato un grande avvio, andando in fuga con un 22-15 che pareva indirizzare la partita: l'Hapoel Tel Aviv ha - però - dimostrato di essere squadra vera mettendo in campo un finale di secondo quarto di alto livello, finendo sotto di 1 all'intervallo lungo. Un mezzo successo, visto lo svolgimento del primo tempo. L'equilibrio ha regnato sovrano nel terzo quarto, con i taronja che guidati dai 20 di Badio e dai 17 di Montero hanno messo due possessi di margine sugli israeliani. Nell'ultimo periodo la qualità della formazione di Itoudis ha colpito con regolarità: Blakeney prima e Foster poi hanno fatto barcollare gli spagnoli, definitivamente affondati dal canestro di quest'ultimo a 3" dalla sirena finale. Un equilibrio che va al di là del risultato, che si legge anche nelle statistiche, con gli israeliani che hanno tirato meglio da 2, perdendo però 3 possessi in più e tirando peggio i liberi. Incredibile - però - il dato sulle triple: 11% di ingresso all'ultimo quarto, con ben 9 conclusioni da oltre l'arco realizzate poi negli ultimi 10'. Questo la dice lunga sul talento enorme degli israeliani.
In terra turca l'equilibrio ha regnato sovrano per 40', a differenza di quanto si era visto in quella Gara 1 dominata nei primi due quarti dal Bahcesehir: merito certamente di Gran Canaria, che con solidità, personalità ed intelligenza ha saputo impattare l'aggressività turca, forse un po' ondivaga e non così organizzata come nel match giocato scorsa settimana alla Sinan Erdem Sports Hall. Che fosse partita diversa lo si è capito sin dal 42-41 per i turchi del 20': tutto in equilibrio, tutto da decidere sull'episodio singolo, sulla qualità nei momenti cruciali, sulla cosiddetta lucidità e sulla capacità di colpire quando conta. Il fattore Simonovic di G1 è un lontano ricordo, visto che il montenegrino chiuderà con 1 punto in 12': impatto azzerato, dunque. I canarini mettono pressione, giocano come sanno ed al 30' con Tobey, Brussino ed Homesley trovano il rovesciamento di fronte: +3 e pressione sulle spalle turche. La reazione arriva, Smith riporta avanti i suoi, ma la tripla glaciale di Homesley fa crollare le certezze: in 90" non si segnerà più, saranno i liberi dello stesso esterno a spegnere i sogni di gloria turchi, che escono in modo beffardo vedendo l'esito di G2, ma giocando una G3 peggiore di Gran Canaria in quasi tutte le statistiche, soprattutto percentuale di tiro.
