Eurocup: Bahcesehir e Valencia non sbagliano, 1-0 e fattore campo confermato
Successi importanti e pesanti per i turchi e gli spagnoli, che tra le mura amiche non sbagliano prendendosi il primo punto

Non sbagliano in Gara 1 delle semifinali di Eurocup le due squadre con il fattore campo a favore, ossia Bahcesehir e Valencia: successi simili per distacco, ma molto diversi per come sono arrivati. Venerdì - però - è già tempo di Gara 2, con turchi e spagnoli che potranno chiudere i conti in trasferta per volare all'ultimo atto: Gran Canaria e Hapoel Tel Aviv sono spalle al muro e non possono sbagliare.
Due partite diametralmente opposte, ma uguali per esito. Le semifinali di Eurocup si aprono con i successi in Gara 1 di Valencia e Bahcesehir: le due formazioni avranno venerdì sera l'opportunità di chiudere i conti fuori casa, andando a staccare il pass per l'ultimo atto. Per Gran Canaria ed Hapoel Tel Aviv è tempo di win or go home, di tutto in una notte: perdere significherebbe addio sogni di gloria, vincere darebbe la certezza di giocarsi le proprie carte in una Gara 3 che avrebbe del drammatico, sportivamente parlando. Ai quarti di finale, lo ricordiamo, Valencia ha eliminato Cluj, Bahcesehir ha fatto fuori Lubiana al termine di una partita incredibile, mentre Gran Canaria e Hapoel Tel Aviv hanno eliminato rispettivamente Hapoel Gerusalemme ed Ankara. Fattore campo - dunque - rispettato nelle Gare 1 delle semifinali di Eurocup: sarà così anche venerdì? La certezza è che ci sarà da divertirsi.
Le due gare 1 - come detto - sono state simili per distacchi, ma diverse per evoluzione, con Bahcesehir che ha staccato Gran Canaria subito nel primo tempo tenendo bene nella ripresa vincendo poi 74-66, mentre Valencia ha trovato il guizzo decisivo con un paio di spallate tra fine terzo quarto e prima metà dell'ultimo periodo conquistando il punto dell'1-0 con il finale di 91-82.

Bahcesehir e Valencia fanno 1-0: Simonovic e Montero on fire
Non sbagliano le due squadre di casa. Bahcesehir e Valencia firmano il punto del vantaggio nella serie imponendosi rispettivamente alla Sinan Erdem Sports Hall ed a La Fonteta contro Gran Canaria ed Hapoel Tel Aviv. Due partite diverse, vinte in maniera diversa e determinate con quei punti di forza che hanno - in questa stagione - contraddistinto le due formazioni: la formazione turca ha messo in campo grande aggressività difensiva, dominando a rimbalzo e limitando in maniera importante le bocche da fuoco canarine, trovando - poi - nella metà campo offensiva grande ritmo, tantissima qualità e l'impatto straripante di un Marko Simonovic in chiara versione MVP. 15 dei 23 assist di squadra sono arrivati in un primo tempo da 16/32 dal campo e 20 rimbalzi, di cui ben 11 nella metà campo offensiva. Tutta questione di energia, come detto, tanto nella metà campo difensiva (dove Gran Canaria è stata tenuta a soli 66 punti), quanto in quella offensiva (dove sono arrivati 23 assist e ben 20 rimbalzi offensivi). La coppia di lunghi Simonovic-Odiase ha fatto il bello e cattivo tempo catturando 11 rimbalzi nella metà campo d'attacco, con il montenegrino che tra quarti e semifinali ha totalizzato 40 punti: un impatto straripante che i canarini dovranno in qualche modo limitare venerdì. In due partite ad eliminazione diretta siamo ad un totale di 11 su 16 da 2, 1 su 4 da 3, 12 rimbalzi e 56 di valutazione complessiva. Coach Lakovic è chiamato dunque a trovare una soluzione, con le chiavi che sono evidenti: limitare la fisicità turca a rimbalzo e frenarne il flusso offensivo. Naturalmente, poi, le fortune passano dalle risposte dei giocatori più importanti come Brussino, Tobey, Shurna, Albicy e Thomasson.
Dall'altra parte del tabellone partita più equilibrata di quanto poi non dica il punteggio finale a La Fonteta, tra Valencia ed Hapoel Tel Aviv, con gli spagnoli che hanno rovesciato l'inerzia della partita con un terrificante terzo quarto e con un paio di spallate importanti nell'ultimo periodo. La formazione di coach Itoudis dopo un primo tempo senza grandi sbavature (4 palle perse, 11 assist, 15/27 da 2, 5/10 dall'arco) ha letteralmente scalciato il secchio del latte con un terzo quarto sconcertante, dove ha rimediato un pessimo 2/11 dal campo con più canestri dalla lunetta che su azione, 0 assist e ben 5 palle perse. Nell'ultimo periodo la produzione offensiva è salita con i 23 punti realizzati, ma le 6 palle perse pesano tantissimo nell'economia dell'incontro. Tanti rimpianti per la squadra israeliana, che ha perso una partita dove la percentuale dal campo e soprattutto quella dall'arco è stata più alta rispetto a quella avversaria: se i taronja riescono a vincere partite dove tirano con un misero 17% da lontano diventa complicato per i bianco-rossi. La formazione di coach Martinez è rimasta agganciata all'incontro nonostante un primo quarto da 0 assist: la vera chiave di volta è qui, nel misero +6 del 20' in favore di Madar e compagni, che avrebbe dovuto essere davvero più ampio. Nella ripresa la produzione di Valencia è decisamente cambiata, con una difesa che ha concesso solo 34 punti ed un attacco capace di segnarne 49: l'impatto terrificante di Jean Montero in termini realizzativi (24 punti con 8/14 dal campo in 28' di utilizzo) incendiato le polveri, il resto l'ha fatto la grande attenzione collettiva a rimbalzo (8 giocatori con almeno 3 carambole catturate) e la capacità di non perdere palloni in maniera gratuita. 9 palle perse per i taronja, 15 per l'Hapoel, con un saldo perse-recuperi che dice -3 per i padroni di casa e -12 per gli ospiti. L'Hapoel per impattare la serie deve ripartire mentalmente dal primo tempo e da quei 48 punti realizzati: niente è perduto, ma l'allarme inizia a suonare.
