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L'esultanza di Nunn
Nunn, 35 nella vittoria del Pana - Turkish Airlines Euroleague X

Alla Salle Gaston Medicin, il cui futuro è piuttosto in bilico visto le ambizioni monegasche in Euroleague, il Panathinaikos impone la legge di Kendrick Nunn, e batte 76-88 un Monaco troppo soft nello spareggio per il terzo posto in classifica, ora praticamente blindato.

La cronaca del match

L'importanza di un vero e proprio spareggio per il terzo posto non sembra pesare troppo sulle squadre. O meglio sulle difese. Ogni possesso si conclude praticamente con un successo. Theis e Diallo iniziano bene, sfruttando al meglio le loro qualità nel muoversi nelle pieghe delle difese altrui.

L'uscita dai blocchi dei padroni di casa si rivela tuttavia un fuoco di paglia. 7-0 per il Pana che sfrutta l'abbrivio per prendere ritmo e sfruttare l'assenza di intensità del Monaco. Nunn e Osman guidano l'assalto al ferro, sfruttando la loro prepotenza fisica e arriva il primo sorpasso (13-15).

Il Pana non si siede. Continua a punire e ad eseguire, condividendo anche in maniera non del tutto abituale il pallone, trovando soluzioni facili. Il vantaggio si dilata, raggiunge presto la doppia cifra e si attesta presto ad un massimo di +17. Certo aiuta sempre aver il top scorer dell'Eurolega tra le sue fila (e dovrebbe restarlo anche nelle prossime stagioni) Nunn sfiora la sua media stagionale (20.3) nel solo primo tempo segnandone 18 con un solo errore dal campo. 

Sembra tutto scritto, almeno fino al minuto 17 (il primo di Sloukas in campo). Da li il Pana non vede più il fondo della retina. Il Monaco, vivo soprattutto per i rimbalzi offensivi (8vs1) ritrova, in maniera insperata il modo di tornare in partita. 9-0 di parziale, se possibile bugiardo. Due triple apertissime fallite da Juancho (ottimo in coppia con Mitoglou), una tripla di James e il canestro allo scadere di Okobo a segno. All'intervallo, dal 32-49, si va al 41-49. 

Ataman non può accontentarsi di 15' minuti quasi perfetti. L'inerzia però sembra ribaltata. Nunn perde due palloni, Okobo invece è ancora caldo. 7-0, 16-0 a cavallo della pausa lunga e di nuovo tutto riaperto. Monaco sicuramente ha alzato l'attenzione, ma il Pana fluido e infallibile, ammirato per la prima porzione di gara si è trasformato nella peggior controfigura di se stesso. 

Palla ferma, forzature e tiri allo scadere. Problemi? Forse. Meno se Nunn è dalla tua parte. Forse non il miglior giocatore di squadra possibile, sicuramente uno dei talenti tecnico-fisici più puri arrivati nel vecchio continente nei tempi moderni. L'ex Miami e Lakers, interrompe la siccità offensiva firmando con 9 punti e 1 assist, un'11-0. 

Esibizione di classe purissima. Due triple di cui una col fallo sulla sirena dei 24'', un assist per la semplice schiacciata di Yurtseven (al debutto nel match nella ripresa) e un floater quasi superbo per difficoltà. Non set eseguiti alla perfezione, ma perfezione per tornare in doppia cifra e mostrare il dominio di Nunn stesso (30 già al 30').

Nunn contro il Monaco
Nunn, Pana - Eurohoops Turkiye X

Il Monaco viene tenuto a distanza e l'ultimo vero tentativo per quanto vano, arriva con il 5-0 firmato da Jaiteh e Okobo (69-74). Da li ovviamente Nunn ma anche Grant mantengono il Pana sulla retta via, segnando gli ultimi 14 punti di squadra combinati. 

Importantissima vittoria per Ataman e i suoi che respingono Monaco sia in classifica sia nel morale, dando un bello schiaffo ad una delle candidate principali ad invitarsi alla festa di Abu Dhabi.

Mille volti del Pana

Il Pana ottiene l'accesso ai playoffs, ed era una formalità, ma soprattutto almeno il terzo posto e fattore campo. Una vittoria quasi agile, ribaltando anche il doppio confronto dopo la sconfitta dell'andata

Insomma tutto bene? Difficile da decifrare questo Panathinaikos. Anche normale in un partita con così tanti parziali. Impressionante nei primi 16 minuti. Senza Sloukas, senza Brown, senza Yurtseven. Nunn perfetto, Osman incisivo, Mitoglou e Juancho bravi ad aprire il campo e tagliare. Palla condivisa, quasi in stile rivali che i greens non amano troppo. 

Poi il blackout. Cadendo nei difetti opposti della ottima performance iniziale. Accentramento, forzature e gestione della palla povera e controproducente. Da capire quanto la complicità del Monaco abbia consentito questo repentino cambiamento. 

Sicure rimangono le possibilità dei campioni uscenti. Nunn ovviamente. il 29enne di Chicago segna 37 punti, fermandosi a 2 dalla serata record contro l'Olimpia, con soli 3 errori dal campo (5/ da tre). Oggettivamente immarcabile, si accontenta del record di valutazione con 43. Impossibile non parlarne, chiaro, ma c'è anche tutto il resto. 

Sloukas e Brown praticamente seduti tutto il primo tempo. Yurtseven (8 in 14'), importante nella ripresa e un bersaglio offensivo che può dare contributo soprattutto vista l'assenza di Lessort. Un recupero importante. E infine Grant (14), 7 nell'ultimo quarto e fondamentale nel respingere l'ultimo tentativo di rientro del Monaco, l'oltre il solito lavoro difensivo d'elitè. Non una sorpresa, ma ora sta arrivando il momento di metter tutto insieme e Ataman sa come si fa, e con questo materiale potrebbe davvero tentare un nuovo back to back.

La partita del Monaco

Embarassing. Manleviamo la responsabilità per la durezza del parere. Testo e musica infatti sono del coach del Monaco stesso all'intervallo. Spanoulis non può esser soddisfatto. Un approccio soft che ha concesso al Pana di entrare presto in ritmo.

La reazione è quella a cui appigliarsi, ma in uno scontro diretto così importante anche in chiave classifica non un gran segnale, specialmente contro una contender. La squadra del principato è sembrata ancora non pronta per alzare il livello quando le partite saranno decisive, magari da dentro-fuori. 

Per ora un'indizio non di certo una prova, ma neanche le risposte che il grande ex di serata si aspettava dai suoi. Monaco paga una serata molto imprecisa al ferro (40% vs 62 del Pana) che spiega il vano dominio nei rimbalzi offensivi (14vs4), frutto più di percentuali scarse che di una supremazia fisica vista più nei numeri piuttosto che in campo. Anzi inversa nella metacampo difensiva, dove il Pana ha ampiamente banchettato per lunghi tratti. 

 

 

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