Olimpia, i numeri contraddittori dietro al crollo in Eurolega
Analizzando le statistiche di Milano si trovano tante contraddizioni che hanno portato, senza una chiara direzione, al crollo nelle ultime 5 gare di Eurolega.

L'Olimpia Milano crolla anche contro un Barça molto più che rimaneggiato, presentatosi al Forum senza tre elementi del quintetto base (Laprovittola, Metu e Vesely) ed il primo cambio in regìa (Nunez).
Abbastanza insignificante la questione dell'aver salvaguardato la differenza canestri poichè i catalani, oggi a quota 18 vittorie, dopo la trasferta di mercoledì prossimo ad Istanbul contro un Fenerbahçe pienamente in corsa per il primo posto, ospiteranno la Virtus nell'ultimo turno, al momento pratica che non pare riservare particolari difficoltà. E Milano al massimo può chiudere 18/16 battendo gli stessi bianconeri, fuori casa, ed il Baskonia sul parquet amico.
Tanti scenari ancora possibili, tra i quali però le speranze milanesi sono decisamente poche, ma soprattutto una certezza: come accade da inizio anno questa squadra non è mai stata in grado dare certezze, né a livello tecnico, né mentale. Capace di tutto, sempre, nel bene come nel male ed in Eurolega la mancanza di continuità e di una chiara struttura tecnica accompagnata da una solida forza interiore si paga tremendamente.
L'altalena di rendimento nelle 32 gare di Eurolega
Inizio da incubo, 1/5 con la sola W contro gli esordienti di Parigi al secondo turno, poi una solida serie da 14/7 nelle seguenti 21 gare ed infine il crollo, tecnico ed appunto mentale, come ha sottolineato Messina ieri sera in sala stampa, che ha portato ad una sola vittoria, quella contro la Stella Rossa a fronte di 4 sconfitte nettissime con Fener, Paris, Real e Barça.
Ma se la lezione subita dai turchi al Forum non è così strana, visto l'abisso di valori tra le due squadre, gli ultimi tre referti gialli sono molto gravi per forma e sostanza, visto che erano tutte partite contro dirette concorrenti per i Play-In e, perchè no, anche i Playoff.
Se ci fossero dubbi o grossolani tentativi di giustificazione per queste tre disfatte, basti pensare che nella totalità dei 120' giocati, Milano ha condotto nel punteggio per 4'07", massimo vantaggio a +5 per soli 30", solo contro il Barcellona. Mai avanti contro Real e Parigi con ampie situazioni di svantaggio ben oltre la doppia cifra.
L'approccio errato e quei maledetti primi quarti
12-0 per cominciare e poi 22-18 dopo 10' contro TJ Shorts e soci, 12-3 e 31-16 a casa Facu, 7-0 e 25-21 nella serata di ieri. I parziali iniziali sempre a favore dei rivali sono inquietanti e fanno ovviamente pensare ad una squadra che scende in campo impreparata: che sia per questione mentale o tecnica il risultato non cambia. Molto di queste sconfitte ha profonde radici nel come si affronta la gara.
Difficile pensare che lo staff la prepari male, forse più urbano credere ad una cattiva trasmissione dei messaggi che sarebbero corretti.

I numeri contraddittori che spiegano poco. O forse tutto…
Il tiro da tre è certamente l'arma principale, se non l'unica, attraverso la quale Milano può competere ad alto livello. Una stagione condotta sopra il 40% ne è chiara testimonianza, con la discesa al comunque ottimo 39% attuale dopo le sconfitte di marzo. Per tanto tempo abbiamo ritrovato Fabien Causeur, Zach LeDay, Nikola Mirotic e perfino Pippo Ricci tra i primissimi come percentuali.
Nelle tre sconfitte consecutive arrivate di recente si è tirato 29/85 dall'arco, scendendo quindi al 34,1% che non è eccellenza ma nemmeno tragedia, se non fosse che si tratta appunto della tua arma quasi esclusiva.
Di contro la difesa su quel tipo di soluzione ha fatto acqua da tutte le parti. 48,3% (14/29) concesso al Barça, che di media fa 39,1%, 44% da 11 canestri su 25 tiri al Real , squadra da tempo in crisi in quella fase di gioco tanto da essere ferma al 33,2% stagionale, e 36,1% (13/36) lasciato al Paris, abituato al 33,9%. E nel caso dei catalani e dei francesi si è permesso un numero mediamente molto più alto di tiri tentati rispetto alle abitudini (+4 al Barça e +6,2 al Paris), testimonianza del fatto che tirare da tre contro la difesa biancorossa è diventato un affarone.
E fin qui ci sarebbe anche un filo conduttore nel crollo milanese, ma se andiamo oltre troviamo tante voci contraddittorie, assai differenti da una gara all'altra, chiaro segnale di quanto sia complicato valutare le manchevolezze della squadra di Ettore Messina a causa di una discontinuità cronica.
Contro il Barça ad esempio sono fioccate le palle perse ed il rapporto con gli assist è stato paritario, con le due voci a quota 15, peraltro con il dato rivale a 16/15, non certo dato che descrive un'eccelsa qualità di gioco. Però nella sfida della Movistar Arena al Real quella stessa statistica era stata assai positiva a quota 24/13 dopo essere stata negativa anche a Parigi col 12/13.
La questione rimbalzi ha visti prevalere i meneghini ieri sera (35/33), concedendo 10 rimbalzi offensivi, andare sotto rovinosamente a Madrid (41 /25) lasciando 12 palloni sotto il proprio canestro e vincere invece 39/34 la battaglia parigina permettendo agli avversari di catturare 7 rimbalzi offensivi. Anche qui una discreta altalena.
E proprio nella capitale francese sono stati solo 2 i punti segnati in contropiede, contro i 13 concessi. 16 a 3 il conteggio delle segnature rivali da palle perse e 9 a 7 quello dei punti da seconda opportunità.
A Madrid il contropiede ha inciso pochissimo, con 4 punti milanesi e 2 madrileni, in maniera anche stupefacente viste le caratteristiche delle squadre, mentre l'Olimpia ha approfittato della valanga di perse dei #blancos (19) ricavandone 21 punti contro i 16 locali (da 13 perse).
Infine ieri sera il contropiede è stato appannaggio catalano (14 a 6), mentre vi è stato equilibrio nei punti derivanti dalle tante perse (17 Milano, 19 Barcellona). 14 punti a 9 quelli arrivati grazie alle seconde opportunità, dato a favore dei #blaugrana.
Come si può facilmente evincere da questi numeri quel filo conduttore chiaro non c'è, se non nella citata percentuale dall'arco concessa ai rivali ed ai punti subiti: 92, 96 e 98. Ad oltre 95 di media subiti non si va molto lontano.
Infatti globalmente va detto che in queste tre partite il Defensive Rating (punti subiti per 100 possessi) è stato pesante, a quota 123,8, mentre quello offensivo non ha comunque troppo brillato a 11,8 per un Net da -12,0 che dice chiaramente che si è perso ed anche nettamente.
Il numero di possessi: possibile chiave di lettura?
In questa giungla di numeri nella quale districarsi è operazione complicatissima, abbiamo però trovato qualcosa che può essere l'inizio di una chiave di lettura.
Dal Round 1 al Round 6, quello del record negativo do 1W e 5L, Milano giocava a 69,7 possessi ricavando 0,97 punti per occasione di tiro e concedendone 1,10. 13mo dato quello offensivo, 18mo quello difensivo.
Nello sforzo intermedio di grande efficacia, quello tra il Round 7 ed il Round 27, con 14W e 7L, quei possessi sono saluti a 72,8 con 1,08 punti per occasione di tiro fatti e 1,01 concessi. Cresciuto l'attacco e cresciuta, soprattutto, la difesa.
Nelle ultime 5 gare, col solo successo di Belgrado, ecco 74,8 possessi, il dato offensivo caduto a 1,00 e quello difensivo crollato a 1,11, ovvero 10mo attacco e 17ma difesa.
Se poi ci limitiamo soltanto alle ultime tre sconfitte i possessi sono saliti ancor di più sino a quota 76,3, con l'attacco stagnante a 1,01 punti per occasione di tiro e la difesa sempre pessima a quota 1,10.
Senza che ciò possa tramutarsi in un giudizio senza appello, pare però abbastanza chiaro che il numero di possessi giochi un ruolo sufficientemente importante nei risultati di Milano. Controllare il ritmo pare essere fondamentale nel senso del maggior equilibrio possibile: male i soli 69,7 iniziali, bene il bilanciamento nel mezzo a quota 72,8 ed infine malissimo l'eccessivo numero a quota 76,3.
Le speranze residue? Poche e guardano principalmente alla Stella Rossa
Con la seconda serata del Round 32 appena iniziata e gare chiave quali Stella-Real e Pana-Paris per capire quali potrebbero essere le chances residue di Milano, al momento la rivale da guardare con più interesse è proprio squadra di Sfairopoulos.
Il 2/0 coi serbi permetterebbe di affrontare eventuali parità con solide speranze, non solo in caso di parità a due ma anche multiple.
La corsa su Madrid è molto più complessa perchè anche se i #blancos cadessero 2 volte nelle tre gare restanti, il possibile successo degli stessi su Paris settimana prossima gli garantirebbe un 2/0 pesante da portare in classifica avulsa, probabilmente proprio coi parigini e con eventualmente Milano a quota 18/16. In sostanza se stasera vincesse la Zvezda la maggior probabilità milanese scemerebbe, mentre un successo del Real metterebbe i biancorssi serbi di fronte alla necessità di portarne a casa una delle prossime due, ovvero in casa con l'Efes e fuori ad Oaka. Insomma, una bella pressione.